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L’estrazione del petrolio in Basilicata è stata una vera e propria manna dal cielo. Molti di voi potrebbero dire “dipende”. Infatti, tutti ne siamo consapevoli: 4-5 persone per paese hanno avuto immensi benefici dal petrolio, immense ricchezze, immense liquidità monetarie. Ma la ricchezza di queste 4-5 persone per paese, vale la miseria, i tumori, i malanni, l’inquinamento, la corruzione, la disoccupazione, la svalutazione dei patrimoni, la perdita di produttività, l’emigrazione, la rabbia di tutti gli altri cittadini che nello stesso paese vivono?
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Durante l’incontro dei movimenti e gruppi che si oppongono alla costruzione degli inceneritori e degli impianti a biomasse che sorgeranno in Capitanata, svoltosi il 24 agosto 2010 a San Ferdinando di Puglia e promosso dal Movimento di Cittadinanza Attiva per un comune virtuoso, è emersa la tipica reticenza dei movimenti di sinistra a chiamare per nome i problemi ed indicare le responsabilità. Si è parlato in termini vaghi di interessi economici, di lobbies e di decisori, ma ci si è ben guardati dal fare il nome dei decisore principale, Nichi Vendola, il Presidente della Regione Puglia, che recentemente ha affermato: “Noi abbiamo fatto partire tutti gli impianti che devono servire a costruire un ciclo moderno dello smaltimento dei rifiuti. Abbiamo, nella parte privata, tra termovalorizzatori autorizzati e termovalorizzatori in via di autorizzazione, un numero complessivo di cinque termovalorizzatori che ci fanno guardare con tranquillità al futuro“.
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Ieri ho visto in televisione un intervista a Carmine Specchia responsabile del circolo ostunese di Legambiente. La trasmissione era TRCB news sempre pronta a riservare spazi agli amici e soprattutto agli amici degli amici-clienti invece di fare informazione, mentre l’argomento era la rassegna “cinema per l’ambiente” organizzato per l’estate ostunese presso il chiostro di San Francesco. Interessante e lodevole iniziativa; stimolare riflessioni utilizzando documentari tematici è sicuramente un fatto positivo ed efficace, soprattutto quando sono ben fatti come “il suolo minacciato”, la prima delle pellicole proiettate che parla della cementificazione e del consumo di territorio e fa comprendere molto bene sia l’impatto ambientale che ne consegue sia l’inutilità sociale ed economica di un sistema di sviluppo basato sul consumo e sul mattone.
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Sono quasi due mesi che ho inoltrato al Sindaco di Ostuni, via posta elettronica certificata, una richiesta per sapere ufficialmente se le stradine che attraversano la località Pilone sono di proprietà pubblica oppure privata. La domanda sorge spontanea perchè oltre alla presenza di sbarre automatiche che impediscono l’accesso agli autoveicoli ci sono diversi cartelli che indicano il divieto di accesso alle persone non autorizzate e ciò significa che i non autorizzati (da chi?) non possono accedervi neanche a piedi e questo è ammissbile solo ed esclusivamente se si tratta di proprietà privata.
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Come ben si sa le poltrone attirano i culi dei politici allo stesso modo in cui una calamita attira il ferro. E’ una specie di legge fisica, dove c’è il deretano di un politico ecco che li c’è una poltrona che lo segue, che lo accoglie a braccioli aperti, in modo che possa comodamente godersi la vita. Così come la calamita non fa differenza tra ferro battuto, arrugginito o decorato anche il culo politicizzato non effettua alcun distinguo, l’importante avere una poltrona sempre a disposizione.
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Su un giornale ho letto un trafiletto del solito giornalista sempre pronto a riportare le deliranti dichiarazioni dei politici nostrani in cui un certo Peppino Santoro, assessore all’ambiente del Comune di Ostuni si lamenta con l’ANAS per via delle condizioni in cui versa il rondò di Villanova. Secondo questo “illuminato” politico di lunga data, l’erbaccia secca e la scarsa manutenzione di quel rondò che i pregiati turisti incontrano quando escono dalla superstrada di fatto è un pessimo biglietto da visita che influenza negativamente il giudizio sulla città bianca.
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“Possibile che, tra le varie cose che ha fatto questa amministrazione comunale, non riesci a trovare nulla di buono?”. Non molto tempo fa a questa domanda risposi che in effetti c’erano un paio di opere che giudicavo molto positivamente e mi riferivo alla sistemazione di viale Oronzo Quaranta (lo stradone) e la scalinata con piazzetta adiacente alla colonna di S. Oronzo. E come giudicare se non positivamente la realizzazione di spazi, anche esteticamente belli, dove le persone possono incontrarsi, fermarsi, parlare, socializzare? Peccato che poi, come al solito, queste ottime iniziative prendano una strada diversa da quella che ti aspettavi ed anche in questi aspetti positivi l’amministrazione comunale evidenzia tutta la sua inettitudine ed incapacità.
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Ricevo e volentieri pubblico un’articolo dell’amico Francesco Sabatelli. Se vi interessa sapere il futuro della gestione dei rifiuti ad Ostuni sappiate che stanno provvedendo ad acquistare nuovi cassonetti stradali in sostituzione degli attuali. Chiunque ha un minimo d’informazione sulla materia sa che la presenza dei cassonetti non solo è incompatibile con la raccolta differenziata, ma addirittura la ostacola. Adesso mi aspetto le solite dichiarazioni del Sindaco che coprirà le sue vergogne sventolando bandiere e vele.
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Stasera in piazza ad Ostuni si festeggia per l’assegnazione della Bandiera blu in compagnia di un famoso comico pugliese che, ne sono sicuro, divertirà molto i presenti. Io non ci sarò, altri impegni, ma sono sicuro che il caro Sindaco non perderà occasione per salire sul palco per elogiare il proprio operato e quello dell’amministrazione comunale. Un monologo in cui dirà una serie di bugie facilmente smentibili da una qualunque persona dotata di un minimo di informazione. Peccato che l’informazione è ormai un ricordo di un lontano passato e sorridenti e beati, come una massa di rincoglioniti, tutti stasera applauderanno allo stesso modo sia il divertente comico sia il politico che sta distruggendo insieme ad amici e compari questo splendido territorio.
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Nel botta e risposta riportato sui giornali locali tra il segretario cittadino di Rifondazione Comunista Scalone ed il Sindaco di Ostuni Tanzarella vi sono, nella risposta di quest’ultimo, dichiarazioni emblematiche del modello di società e di città che questa classe politica ha in mente e che sta realizzando a scapito del benessere collettivo ed in particolare di quello delle future generazioni.
Infatti, la bretella sulla provinciale per Villanova è stata definita dal Sindaco un opera strategica, fondamentale per lo sviluppo della città e soprattutto senza alcun impatto ambientale, visto che gli alberi MONUMENTALI coinvolti saranno tutti trapiantati. D’altronde cosa aspettarsi di diverso da chi in questi anni, insieme ad amici e compari, non ha pensato che a cementificare vaste aree del territorio, compreso la costa dove, nel recente passato (2008), anche associazioni che oggi assegnano a questa amministrazione “prestigiosi” riconoscimenti hanno parlato di eccessiva ed intollerabile edificazione.
Come può arrivare, questa gente qui, a comprendere che una striscia di asfalto, indipendentemente da quanti alberi intralciano il suo percorso, è una violenza, uno stupro del territorio. Non ne sono proprio capaci, non è solo malafede e interessi personali, c’è anche una buona dose di limitatezza intellettuale, di pochezza culturale. L’asfalto grigio con striscie bianche abbellisce ed impreziosisce il territorio, questa è la massima concezione di sviluppo che questa razza di politici è in grado di elaborare.
Naturalmente il delirio non si fermerà certo a questa bretella, ma continuerà con un’altra strada che attraversando l’intera piana degli ulivi, dove da secoli resistono veri e propri monumenti naturali, collegherà la zona industriale con la zona artigianale, ovvero il niente con il nulla. Tra l’altro una zona artigianale che di tale ha solo il nome, tant’è che già si prospetta una proposta bipartisan per una variante al piano regolatore per regolarizzare gli abusi e gli scempi compiuti e lasciati compiere sino ad ora.
Ma che se ne frega deli olivi, dirà qualcuno, nessuno se li fila più, molti non vengono neanche più coltivati e sono lasciati a se stessi. Ok, freghiamocene degli olivi e parliamo dell’utilità di queste opere. Perchè fare una bretella stradale su un tratto che vede un pò di traffico, tra l’altro scorrevole, per circa venti giorni all’anno? Quali sono i benefici? E’ ragionevole, soprattutto in questo periodo di crisi mentre si è costretti a ridurre posti letto in ospedale, chiudere reparti e introdurre nuovi tikets spendere due milioni di euro in stronzate del genere? Se, come me, pensate di no sappiate che l’altra strada prevista costerà ben sei milioni di euro. (e io pago!!!)
Scalone parla di raccolta differenziata che oltre a proteggere l’ambiente costa meno e crea posti di lavoro. Parla di sviluppo sostenibile, di valorizzazione vera del patrimonio storico culturale come ad esempio la zona degli orti a gente che invece ha un vocabolario ridotto a poche parole: cemento, asfalto, palazzi, parcheggi e rondò.
Ma come è possibile che gente del genere passi alla fine come politici virtuosi? Gli ingredienti sono diversi, in primis un sacco di gente collusa che in tutta questa merda non solo ci sguazza ma ci guadagna un sacco di soldi, poi la stragrande maggioranza della cittadinanza che semplicemente se ne fotte, come se fossero cose che non li riguarda o che comunque non possono essere modificate: la classica frase “così è, così è sempre stato e così sempre sarà”. Infine gli organi di informazione con i loro giornalisti a cui andrebbe cambiato il nome in inserzionisti visto che l’unica informazione politica è la trascrizione delle dichiarazioni, senza alcuna verifica o domanda in merito. Anche il questo botta e risposta tra Scalone e Tanzarella altro non hanno fatto che riportare le dichiarazioni di uno e dell’altro. Vi sono state delle accuse precise, sono stati citati fatti ma verificare non è lavoro per gli inserzionisti e i giornalisti sono una razza ormai estinta da tempo.























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