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I primi a puntare il faro sui guadagni di Grillo e della Casaleggio sono stati, senz’ombra di dubbio, i cosidetti hacker del PD che, violate le mail personali di qualche parlamentare, hanno minacciato la loro integrale pubblicazione se i due principali ispiratori del MoVimento 5 Stelle non avessero pubblicato i loro bilanci e le loro dichiarazioni dei redditi. Una cosa interessante visto che la Casaleggio Associati li pubblica regolarmente, come previsto dalla legge, e che gli stessi sono facilmente reperibili presso la Camera di Commercio di Milano, città ove ha sede legale.
Perchè quindi chiedere la pubblicazione ci ciò che già e pubblico minacciando persino di pubblicare mail private violando non poche norme? Cosa ancor più interessante è che tale “minaccia” è stata quotidianamente riportata dai media facendo supporre che all’interno di tali mail vi fossero chissà quali segreti e persino foto di scene a luci rosse con protagonisti proprio i parlamentari 5 stelle.
Calmate le acque su questo “attacco” hacker ecco che come d’incanto la questione soldi e bilanci viene nuovamente risollevata, ma stavolta da un autorevole e stimatissima trasmissione di giornalismo d’inchiesta, condotta da Milena Gabanelli la più eletta alle votazioni per individuare il candidato alla presidenza della Repubblica per il moVimento 5 stelle, cosa che fa acquisire al tutto maggior credibilità.
Personalmente quando ho visto il servizio, pur riconoscendo alcuni aspetti sollevati tipo la non dettagliata rendicontazione dei soldi spesi per lo Tsunami tour, ho notato immediatamente una certa malizia nel montare il pezzo andando persino a spolverare alcune questioni su cui si sono già spesi fiumi di parole e che poco hanno a che fare con la questione soldi e loro gestione come ad esempio i casi Favia e Salsi e relativi dubbi sulla democrazia interna del moVimento 5 Stelle. Cosa c’entrava questo aspetto con quello trattato dal servizio?
Interessante anche il commento in chiusura del servizio della Gabanelli stessa, la quale invita il moVimento 5 stelle a smetterla di concentrarsi sugli scontrini, quindi sulla rendicontazione delle spese effettuate nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, e concentrarsi sulle proposte. Ma come, fai un servizio concentrato sulla questione soldi, presenti come fatto di non trasparenza e quindi censurabile la non dettagliata rendicontazione delle spese per la campagna elettorale e poi inviti a non soffermarsi troppo su questi aspetti? E allora perchè non si è dato notizia, nel servizio, dell’attività parlamentare dei 5 stelle? Delle numerose interpellanze, degli emendamenti e delle tante proposte già depositate? Va da se che se si incalza una forza politica sugli aspetti economici, sarà su questi che verranno concentrate le risposte.
Infine, ma questo non mi meraviglia affatto, i soliti media che in questi anni hanno sempre ignorato le inchieste di Report non si sono certo fatti sfuggire il servizio di domenica scorsa sul moVimento 5 stelle e non c’è telegiornale, giornale o programma di approfondimento che non stia cavalcando la “notizia”.
L’elenco delle priorità che ci propinano in continuazione a reti unficate è lunghissimo. Dagli esodati alla cassa integrazione in deroga, dalla disoccupazione giovanile ai suicidi degli imprenditori, dal rilancio dei consumi alla fiducia dei mercati, ma nessuno cita il primo e vero problema che infesta questo paese e dai quali dipendono tutti gli altri: l’informazione.
Si proprio l’informazione fatta da giornali, telegiornali e talk show vari che riescono a convincere gli Italiani di una realtà ben differente dal quella vera. Grazie a questa illusione chi ha causato i problemi che oggi sono elencati come quelli la cui soluzione è prioritaria, riesce pure a passare per quello che può risolverli. Un mondo virtuale dove i politici inscenano lo scontro di visioni per dare la sensazione che vi siano nel paese forze politiche differenti le une dalle altre. Ma è solo spettacolo perchè poi nelle istituzioni, ovvero nella realtà, lo scontro e le differenze scompaiono ed ecco che le “differenti” forze politiche si trovano a sostenere e a votare le stesse proposte.
In tv o sui giornali si può dire qualsiasi menzogna senza che nessun giornalista dimostri la falsità di quanto detto, anzi spesso sono gli stessi giornalisti a dare una versione dei fatti del tutto distorta. I talk show sono l’apoteosi di questo tipo di informazione, è li che la rappresentazione di un mondo irreale, che per molti diviene l’unico reale, raggiunge il suo top. Questi sono veramente degli strumenti di distrazione di massa, fanno apparire le forze politiche diverse tra loro, polarizzano il pubblico verso uno schieramento (perchè l’altro è intollerabile), fanno passare nelle dichiarazione dei partecipanti qualsiasi balla senza prendersi la briga di verificare la veridicità e magari smascherare il contaballe in diretta (che sarebbe poi il loro mestiere).
E così ecco che Bersani è una persona per bene, che Letta (il nipote) è giovane e nuovo, che Renzi rappresenta il cambiamento e via dicendo l’elenco sarebbe lunghissimo
Se vogliamo, quindi, cominciare a risolvere i problemi di questo paese la prima cosa da fare è avere un sistema di informazione vera. In questo ambito siamo ancora ai tempi del fascismo, c’è solo propaganda.
Chiunque avesse ancora nutrito qualche dubbio sullo stato di degrado mentale che pervade il giornalismo italiano, sospeso fra marchette di gossip, articolacci su commissione e omertosi silenzi imposti dal padrone, dopo quanto accaduto oggi sicuramente non ne nutrirà più.
In un paese devastato fin nelle fondamenta, dove il tessuto produttivo e sociale si disgrega a vista d’occhio nel silenzio più totale, dove i cittadini si ammazzano per disperazione all’ombra dell’omertà mediatica, dove nessuno scribacchino finanziato dai contribuenti si sente in dovere d’informare la popolazione riguardo al fatto che qualsiasi “nuovo governo” trovasse i natali non potrebbe fare nulla per migliorare una situazione telecomandata dall’estero attraverso il pilota automatico, dove gli scandali veri, come quello dell’MPS, vengono insabbiati a velocità supersonica, dove l’emergenza sanitaria causata dall’inquinamento meriterebbe inchieste, approfondimenti e prime pagine a iosa, dove il territorio sta cadendo a pezzi senza che nessuno si premuri di raccoglierne qualcuno, che fine hanno fatto i pennivendoli di casa nostra?
Si ritrovano a Roma in centinaia, per inseguire con le proprie auto i pullmann con a bordo i deputati 5 stelle, diretti in una località “segreta” dove incontreranno Beppe Grillo.
Un inseguimento portato con destrezza, da giornalisti trasformatisi in paparazzi, fino al casale nei pressi di Fiumicino, dove Grillo ed i 5 stelle si ritrovano per portare avanti una propria riunione, nella quale confrontarsi, così come normalmente avviene all’interno di ogni partito, anche se nella fattispecie trattasi di un movimento che pur avendo raccolto 8 milioni di voti non possiede una propria sede romana all’interno della quale raccogliersi.
Ed una volta giunti sul luogo, i pennirazzi, offrono il meglio di sè stessi ragguagliandoci sulla natura architettonica del casale, sulla mise scelta da Beppe Grillo per l’occasione, sul menù che verrà dispensato ai parlamentari 5 stelle, sul costo dei panini che l’albergo vende ai giornalisti assiepati al cancello, sulla vera e propria caccia all’uomo di cui sono stati oggetto alcuni deputati mentre viaggiavano verso il luogo di partenza dei pullmann. Una pennirazza più intraprendente degli altri riesce perfino a salire sul tetto dell’albergo alla ricerca dello scoop della vita, inconsapevole del fatto che proprio il suo gesto sarà destinato a rivelarsi il migliore scoop della giornata per il pennirazzo di turno.
Intanto l’Italia continua a morire, senza che il giornalismo, ormai deceduto, si sia mai prodigato nel raccontarci le riunioni del Bilderberg, laddove veniva decisa l’eutanasia del nostro paese, senza che nessuno si sia mai sentito in dovere di raccontare gli incontri segreti delle logge massoniche e delle cosche politiche che governano le sorti della nazione, senza che i pennivendoli abbiano mai sentito il bisogno di mostrare anche un solo anelito di dignità.
Marco Cedolin
Dopo il successo della canzone di Elio e le storie tese la mononota invade anche il sistema di informazione mainstream. Non che prima le note fossero molte, al massimo due o tre giusto per far sembrare il tutto più credibile, ma oggi il coro si è sintonizzato all’unanimità su un unico canale: raffigurare il moVimento 5 stelle e Grillo come un orco di cui aver paura.
Non c’è canale televiso, trasmissione o giornale che non suoni questa monomelodia. Il popolo ormai privo di qualsiasi capacità di elaborazione critica delle informazioni e della realtà, ripete anch’esso in continuazione la filastrocca che i media gli hanno inculcato nel cervello. Senza neanche la fatica ed il fastidio di dover modificare i vocaboli, da bravi consumatori assorbiamo l’opinione e le certezze che giornalai e mezzibusti incartapecoriti ci vendono e, come fosse la canzoncina di Natale, la si ripete costantemente convinti addirittura di esserne gli autori
Ed è così che continui ad imbatterti in persone che non solo cantano la canzoncina mononota, ma vorrebbero che anche tu ti mettessi a divulgarla a squarciagola. Inutile entrare nel merito delle cose, cercare di fargli capire, come dicevo la capacità elaborativa delle informazioni, il senso critico, la facoltà di formulare una propria opinione sono ormai specie in via di estinzione. C’è però un metodo molto semplice per interrompere l’Italiota che intona il solito ritornello: chiedergli di motivare la sua tesi. Di fronte a tale domanda si perdono, la tv, i giornali non gliel’hanno fornita. Per questo si sarebbe dovuto suonare una melodia completa non certo una mononota, facile da imparare e ripetere in continuazione ma impossibile da sostenere. E così ecco che se ti dicono “Grillo è un dittatore!” e tu gli chiedì “perche?” la risposta è, nella migliore delle ipotesi “perchè si!”. E se ti dicono “I grillini fuggono al confronto!” e tu gli dici “ma io sono qui chiedimi quello che vuoi” la risposta è “ma adesso non mi viene alcuna domanda”.
Canzone o informazione che sia, l’importante è che sia mononota affinché possa essere apprezzata e cantata da tutti.
Se la situazione del paese non fosse di quella gravità inaudita che analizziamo anno dopo anno e riguardo alla quale i rapporti ufficiali lasciano trasparire solamente la punta dell’iceberg, l’esperienza di questi primi giorni post elezioni potrebbe risultare perfino esilirante. Purtroppo però le aziende continuano a chiudere, i disoccupati a suicidarsi (anche se i giornali non lo dicono), le famiglie a stringere la cinghia, in una discesa verso gli inferi che si fa ogni giorno più ripida e diventa praticamente impossibile anche farsi una bella risata.
A soli cinque giorni dal voto l’Italia sembra essere diventata un paese caricaturale, dove esistono solamente due fronti. O stai con Grillo o sei contro Grillo, i grillini (o grullini nel neologismo di chi la sa lunga) e qualsiasi cosa abbia con a che fare con lui e con loro.
Beppe Grillo da Genova, attraverso il successo elettorale del suo movimento 5 stelle, sembra essere riuscito nell’impresa impossibile di rivoltare il paese come un calzino, ricucendo all’istante strappi che duravano da tempo immemorabile, ricomponendo odi decennali e colmando perfino le distanze siderali che separavano la disinformazione mainstream dall’informazione “altra” presente sul web.
In questo chiaroscurale post elezioni sembra essersi compiuto un miracolo epocale, dove poter leggere le pagine di Libero senza distinguerle da quelle dell’Unità, dove il Corriere della Sera e Repubblica scrivono le stesse cose di facebook o dei blog di controinformazione, dove i seguaci di Berlusconi o della destra più radicale si ritrovano a braccetto con quelli del PD e dell’estrema sinistra. Tutti profusi in un unico sincero moto d’indignazione, nei confronti di Grillo e dei grillini a 5 stelle, colpevoli (unitamente a chi non si associ alla condanna) di ogni sorta d’ignominia e vero cancro che porterà alla morte il paese.
Riassumere in poche righe tutto il bailamme lanciato alla rinfusa in questi ultimi giorni sarebbe un’impresa titanica, probabilmente senza speranza. C’è un po’ di tutto, dalla supposizione che il comico genovese sia parte di una cospirazione internazionale partorita direttamente dal gruppo bilderberg, al fatto che i suoi discorsi somiglino a quelli di Hitler. Dal convincimento che Grillo sia alle dipendenze di Goldman Sachs, in quanto dalla stessa lodato, al fatto che rappresenti il cavallo di Troia per riportare la sinistra al governo. Dal sospetto che Grillo sia in realtà un’emanazione creata dall’amministrazione americana, all’affermazione che sarebbe solamente un utile idiota, nelle mani di guru e massoni, ormai stufatisi di Monti e della sua compagine.
Se Grillo risponde ai giornalisti dicendo che non sosterrà mai un governo Bersani, diventa l’incarnazione del mitomane irresponsabile che non ha a cuore le sorti dell’Italia. Se annuncia che comunque, qualunque sarà il governo futuro, sosterrà ogni legge che risponde al suo programma, diventa il viscido che inciucerà con la sinistra o con la destra anche se non vuole dirlo. Se Grillo risponde ai giornalisti, ci si domanda a che titolo parli, dal momento che lui non è presidente del movimento, né tanto meno è stato eletto in parlamento. Se non risponde, Grillo è un dissacratore maleducato che non sa prendersi le proprie responsabilità.
E non va certo meglio alla pattuglia dei 160 ragazzi che si apprestano ad entrare in parlamento. Colpevoli in primo luogo di essere “persone normali” e pertanto incompetenti ed ignoranti, dal momento che in parlamento (come hanno più volte dimostrato le iene) fino ad oggi hanno allignato esclusivamente persone di altissima levatura tanto culturale quanto morale. E anche di essere manovrati, disadattati, confusi, privi di coordinate e puzzare pure un poco. Ci sono articoli sulla futura senatrice che non conosce l’esatto numero dei seggi del senato e spuntano video dove il futuro senatore ignora l’ubicazione del senato stesso. La sufficienza fa il paio con la derisione, lo scetticismo con la sensazione di fastidio. Gente comune nella stanza dei bottoni? Ma vogliamo scherzare?
Personalmente non sto con Grillo e neppure contro. Anche se la cosa potrà suonare come una bestemmia irripetibile, mi piacerebbe vedere cosa combinerà Grillo e soprattutto cosa combineranno quei 160 ragazzi in parlamento. Forse porteranno solamente qualche briciola di buon senso, oppure non combineranno nulla di nulla, ma difficilmente potranno fare peggio dei loro predecessori, così come difficilmente Grillo potrà essere più “pericoloso” dei Monti, dei Bersani e dei Berlusconi che oggi sembrano non preoccupare più nessuno.
In fondo un miracolo l’ha già fatto, unendo gli italiani, come si può evitare di essere curiosi, domandandosi quale sarà il prossimo?
Marco Cedolin
Truffa, corruzione, associazione a delinquere e traffico illecito di rifiuti, violazione delle norme paesaggistiche, abuso d’ufficio e frode nelle pubbliche forniture, sono i reati ipotizzati dalla magistratura nell’ambito di un’inchiesta coordinata dai pm Giulio Monferini e Gianni Tei che hanno proceduto alla perquisizione delle sedi di alcune delle maggiori cooperative edili italiane.
Al momento risultano essere 36 le persone indagate in un’inchiesta che ruota intorno al passante TAV di Firenze, portata avanti dagli stessi magistrati che già avevano imbastito il processo per la devastazione ambientale del Mugello nel corso dello scavo delle gallerie del TAV. Fra loro anche la ex presidente della regione Umbria del PD Maria Rita Lorenzetti, per reati compiuti in qualità di presidente di Italferr e quello stesso Ettore Icalza già noto alle cronache giudiziare per affari di tangenti sempre legati alla costruzione dell’infrastruttura per l’alta velocità.
Le indagini che hanno preso il via da accertamenti relativi all’utilizzo delle terre di scavo tossiche e al loro smaltimento, ha comportato anche il sequestro di una talpa, assemblata a detta degli inquirenti con materiale scadente e l’accertamento della condizione sulle gallerie costruite, che sarebbero state realizzate con materiale ignifugo scadente, allungato con acqua, creando gravi problemi nell’ambito della sicurezza delle stesse.
Ancora una volta, come già accaduto spesso in passato, il mostro chiamato TAV si palesa nella sua vera veste di fucina degli interessi mafiosi e del malaffare, passando attraverso la politica e le cooperative edili che da oltre 20 anni costruiscono profitti illeciti sulle spalle dei contribuenti italiani, grazie ad un’opera tanto inutile quanto foriera di intrallazzi di ogni tipo.
Ma nonostante questa evidenza, fino ad oggi in galera hanno continuato ad andarci solo coloro che hanno osato combattere la mafia del TAV, mentre gli altri, quelli delle associazioni a delinquere, in qualche maniera se la sono sempre cavata, pronti a tornare a fare il proprio “mestiere” come il buon Ettore Icalza.
Marco Cedolin
Tutto è manipolato. Il mercato azionario, le notizie, il cibo, le scuole pubbliche, il sistema di assistenza sanitaria, il sistema fiscale…
Tutti questi sistemi, con gli enti che ne fanno parte, sono stati creati ad arte per ingannarvi, controllarvi e sopprimere il vostro potenziale umano. Rifletteteci.
Il sistema di assistenza sanitario è intenzionalmente progettato non per curare i malati ma per tenerli in bilico tra salute e malattia, e bloccarli in un processo che arricchisce le potenti multinazionali del farmaco che se ne fregano di sacrificare vite umane. Basti pensare alle cure per il cancro, ai risultati delle chemioterapie e a quelli delle cosiddette cure alternative.
Il sistema finanziario è manipolato in modo da creare debiti immensi impossibili da ripagare e svalutare il valore del denaro attraverso l’infinita creazione privata della moneta, il cosiddetto quantitative easing.
Il sistema politico è manipolato per dare l’illusione della scelta tra due o più pupazzi che sfilano seri e irreprensibili davanti ai vostri occhi e si differenziano soltanto per i diversi colori della bandiera, del logo del partito, della cravatta o della pelle. Costoro, infatti, prendono gli ordini dai veri registi delle scene politiche, ossia quelle banche che sono ai vertici dei poteri decisionali.
Il sistema alimentare è manipolato con gli OGM, che in gran silenzio stanno avvelenando l’ambiente disseminando inquinamento genetico tra fattorie e campi in tutto il mondo.
Il sistema giudiziario è manipolato in maniera ridicola e a volte anche comica. In America poche settimane fa una donna è stata arrestata con l’accusa di aver fatto una scritta su un marciapiede con un gessetto. Nel frattempo politici criminali che organizzano guerre fasulle, affamano i cittadini, rubano soldi a destra e a manca, evadono il fisco per milioni di euro o dollari, la passano liscia e non vengono neppure accusati.
La cosiddetta scienza è in gran parte manipolata. Le riviste scientifiche sono tutte influenzate dal potere di Big Pharma, e quasi tutte le notizie sulla cura delle malattie che vedi in tv o leggi sui giornali non sono altro che un rigurgito di ricerca proveniente da persone o aziende che hanno venduto la loro integrità per uno stipendio in più. Gran parte degli sforzi ‘a favore della ricerca scientifica’ vengono fatti per rafforzare il monopolio sui medicinali, cercando di indurre la gente, ad esempio, a preferire pericolosi vaccini a diete sane ed equilibrate per evitare malanni stagionali.
Gli enti governativi sono completamente manipolati. In America, la FDA (Food and Drug Administration) agisce per conto della Monsanto e delle case farmaceutiche, e non per la sicurezza sanitaria del popolo americano. Anche l’USDA (U.S. Department of Agriculture) è completamente succube della industria biotech e delle grandi aziende che commerciano carne.
I motivi per fare le guerre sono completamente manipolati e inventati. Queste, infatti, hanno avuto sempre inizio con falsi attacchi progettati dagli USA stessi, mentre tutti i reportage sui luoghi in cui essa avviene sono debitamente censurati e falsificati per occultare fatti orribili e verità sconcertanti.
Come si fa, alla luce di tutto questo, a battere un sistema così ben manipolato e gestito? Soltanto uscendone, non facendone più parte.
Come in fondo sa ogni persona che va a giocare nei casinò, l’unico modo di vincere realmente, e non perdere, è quello di non giocare. Non giocare al loro gioco, che altro non è che un gioco truccato. Pensate se fosse così: i casinò sarebbero già chiusi da un pezzo.
Per questo, invece di ascoltare le notizie che passano i media, spegnete la tv e iniziate a considerare le notizie di radio, blog e siti indipendenti dediti alla controinformazione. Invece di essere vittime degli OGM, comprate prodotti locali. Invece di cadere nell’inganno dei vaccini e dei farmaci da prescrizione, informatevi sulla importanza della alimentazione. Invece di lasciare tutti i vostri risparmi in banca, o investirli sul dollaro o sull’euro, diversificate gli investimenti in metalli preziosi, valute estere o terreni agricoli.
Il punto è che non si può battere un sistema manipolato e truccato. Quindi, come per i casinò, il consiglio è di smettere di giocare, ovvero di alimentarlo. L’unico modo per far chiudere un casinò è di non entrarci affatto.
Il cammino verso la vera libertà inizia comprendendo il livello di manipolazione che determinati sistemi attuano sulla vostra vita fisica e psicologica. Solo attraverso ciò potrete smettere di alimentarli e iniziare a direzionare la vostra attenzione e la vostra energia all’interno e non più all’esterno di voi stessi, per guardarvi dentro e chiedervi cosa fare per uscire dal sistema di credenze con il quale siete cresciuti.
Adams
Non è soltanto l’allarme “spread” che sta rientrando. Pare proprio che sia il concetto in quanto tale ad avere perso di fascino e di seduzione mediatica. Capita come in quei serial televisivi, dove un personaggio o una situazione sembrano assumere un’importanza decisiva nella narrazione, salvo poi essere liquidati e dimenticati nelle puntate successive, come se non fossero mai esistiti.
Ci sono alcuni telespettatori che, addirittura dagli anni ’80, ancora ricordano con indignazione la vicenda della figlia del commissario Cattani nel serial “La Piovra”. Tutta la prima serie si era basata sull’effetto emotivo della violenza carnale subìta dalla figlia del commissario ad opera di sicari mafiosi, e su tutte le peripezie del commissario per salvare la ragazza. All’inizio della seconda serie, dato che il personaggio-figlia ormai era d’ingombro, la poverina venne, con brutalità mafiosa, liquidata dagli sceneggiatori col pretesto di un banale incidente. La grande maggioranza degli spettatori non notò nulla di strano, ed il serial continuò con crescente successo.
Tutto questo perché non ci sono storie da raccontare, ma solo pretesti narrativi per allungare il brodo da una parte, ed insinuare messaggi arbitrari dall’altra. La propaganda ufficiale funziona con schemi narrativi analoghi, così che a qualcuno è venuto persino il sospetto che anche i serial facciano parte integrante dei meccanismi di propaganda, e che costituiscano una forma pianificata di addestramento di massa alla confusione mentale. Nell’epoca in cui il principio di autorità sembrerebbe in crisi e “l’obbedienza non è più una virtù”, in realtà si sono sviluppate sempre di più tecniche di manipolazione dell’opinione pubblica atte ad illudere che le scelte siano libere.
Ormai chi si ricorda più del “processo a Gheddafi” davanti alla Corte Penale Internazionale dell’Aia? Eppure, per qualche mese, sulla prospettiva e sulla promessa di questo processo si era fondata la legittimazione internazionale non solo della “rivoluzione libica”, ma anche dello stesso intervento della NATO. Per settimane Emma Bonino imperversò sui canali televisivi ad intrattenerci sulla necessità di questo processo, nel quale sarebbero state finalmente esibite le prove dei crimini di Gheddafi. Chi è incaricato di manipolare la pubblica opinione ormai sa bene come agire in questi casi; tanto che è bastato l’effetto shock del video-linciaggio per aprire un altro dibattito infinito che facesse dimenticare quanto detto in precedenza. Quel video-linciaggio è capitato così a proposito da far sospettare che si trattasse di un falso, di un depistaggio per coprire un’esecuzione operata a freddo da mandanti e sicari che volevano rimanere nell’ombra.
Manco a dirlo, il linciaggio in quanto tale è stato persino assunto dai media come prova indiretta dei crimini di Gheddafi. Quella barzelletta oscena che porta il nome di “Corte Penale Internazionale”, non si è neppure premurata di simulare un po’ di disappunto per la mancata consegna dell’imputato. Anche Emma Bonino era immediatamente dopo in altre faccende affaccendata. Successivamente sulla Libia è calato il blackout mediatico, così rigoroso da aver investito anche la vicenda dell’ambasciatore statunitense ucciso a Bengasi lo scorso settembre.
Attualmente la vicenda siriana ripropone le stesse situazioni, infatti la formula che la sedicente “Comunità Internazionale”, cioè la NATO, prospetta come soluzione alla crisi siriana, è quella della liquidazione di Assad per far posto ad un “governo di coalizione” in cui tutte le etnie siano rappresentate. La caduta – sia in senso letterale che metaforico – del segretario di Stato USA Hillary Clinton, e la sua sostituzione con John Kerry, avevano suscitato qualche speranza che l’aggressione alla Siria potesse recedere ed esaurirsi. Ma è di pochi giorni fa la notizia della fornitura alla Turchia di missili statunitensi Patriot per “difendersi” dalle eventuali “aggressioni siriane”.
Non che i Patriot rappresentino quell’arma così decisiva che le lobby accreditate al Pentagono vogliono far credere, però ciò indica comunque un’ipotesi concreta di coinvolgimento diretto della Turchia nel conflitto. Indirettamente la Turchia è già coinvolta, poiché è da lì che partono le armate mercenarie del Qatar e dell’Arabia Saudita che costituiscono la vera sostanza militare della “rivolta” in Siria. Le attuali ambiguità di Putin rischiano di aggravare la situazione, poiché la sua dichiarazione di non essere interessato alla sopravvivenza politica di Assad, in questo specifico contesto, diventa un oggettivo avallo diplomatico all’ipotesi “via Assad per un governo di coalizione”.
Ma, una volta liquidato Assad, chi si ricorderebbe più del “governo di coalizione”? Farebbe sicuramente la fine della figlia di Cattani.
Anche un’esecuzione a freddo di Assad troverebbe facili giustificazioni, ed un massacro degli Alauiti siriani non meriterebbe particolare attenzione mediatica, come sta capitando alle tribù libiche colpevoli di essere rimaste fedeli a Gheddafi. Sono gli spread della propaganda occidentale, cioè il differenziale tra l’accorata retorica umanitaria utile a giustificare le imprese belliche, e la sbrigativa retorica del disprezzo e dell’espiazione che accompagna poi la gestione concreta dei processi di colonizzazione.
Al popolo greco martoriato infatti non spetta nessuna compassione, e la maggior parte dei commenti mediatici è tesa a sottolineare le colpe passate, presenti e future della Grecia, alla quale viene immancabilmente consegnato il conto da pagare. Non vi sarà dunque nessuna sorpresa nello scoprire che la stessa Grecia sia il secondo Paese della NATO per spesa in armamenti, dato che tutti gli “aiuti” dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale sono condizionati all’acquisto di armi.
Comitad
Che 5 milioni di euro non siano pochi penso siamo tutti concordi, altrettanto lo siamo nel sostenere che 10 milioni sono esattamente il doppio e se 10 è il doppio di 5 allora 5 è la metà di 10. Come si suol dire la matematica non è un opinione.
Detto questo, se decine di migliaia di cittadini hanno chiesto alla politica regionale Pugliese il dimezzamento dei loro stipendi mensili e un taglio annuo ai costi della politica di 10 milioni di euro e poi il consiglio regionale, invece, ha lasciato invariati i compensi mensili dei consiglieri ed assessori ed ha effettuato un taglio da 5 milioni di euro all’anno i giornalisti dovrebbero parlare di ridotto taglio, anzi di dimezzato taglio. Invece, visto che in Italia non esistono giornalisti, ma solo giornalai ecco che questi, allo stesso modo con cui la politica ha dimezzato il taglio, dimezzano la verità.
Evitano di parlare di Zero Privilegi Puglia e di quanto questa proposta prevedeva ed esaltano le misera gesta di una classe politica arroccata nei propri palazzi e nei propri privilegi. Evitano di dire che i cittadini chiedevano di portare gli stipendi mensili dei consiglieri ed assessori a 4.500 euro netti al mese. Se lo facessero probabilmente qualche vaffa… partirebbe di certo leggendo che tutt’oggi, nonostante le politiche di austerità e i relitivi drastici tagli ed incrementi della tassazione, la casta pugliese continui a vantare stipendi da 11 mila euro al mese. Allo stesso modo evitano di dire che il taglio annuo previsto da Zero Privilegi Puglia era quantificato in quasi 10 milioni di euro all’anno, contrariamente leggendo che il taglio effettivo è stato inferiore ai 5 milioni la gente capirebbe bene di essere stata presa letteralmente per il culo.
Evitano di parlare di tante altre cose, pensando e sperando di poter sopravviere ancora a lungo nel loro mondo dorato di privilegi e finanziamenti pubblici (sia i giornalai che i politici), ma il countdown è già iniziato e la loro estinzione si avvicina sempre più. I cittadini si riprenderanno ciò che gli spetta per diritto: la gestione della cosa pubblica, e lo faranno nei comuni, nelle provincie e nel parlamento. Giornalai e politici possono ancora dormire alcune notti tranquille, ma sappino che sono le ultime.
P.S. ostunesi, riprendetevi la vostra città. Partecipa alla realizzazione di una lista civica di cittadini. Compila il seguente form e sarai presto ricontattato.
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È una specie di calendario di frate indovino, ma progressista.
Penso ti sia capitato sotto gli occhi quello di frate indovino qualche volta. se ci pensi bene ogni pagina resta aperta un mese, e ogni volta che si va a guardare il calendario se ne legge un pezzo, anche se si è scettici. e il tarlo delle nuove idee inizia a lavorare. sicuramente ti sarà capitato di incrociare quello di frate indovino.. anche se ritieni siano sciocchezze qualche frase la leggi sempre. e quindi perché non appendere in casa qualche idea nuova che in televisione non viene mai raccontata?
Informazioni di stampa:
il file in pdf è studiato per essere stampato fronte retro. ovviamente puoi stamparlo solo fronte ma poi quando lo appendi non vedi il paginone.
in pratica devi stampare prima selezionando solo le pagine dispari e poi stamparci dietro le pari.
il mio consiglio se non sei pratico con la tua stampante è di fare una piccola x su un angolo della prima pagina da stampare. così quando stampi il retro guardando dove è finita la croce nella stampa capisci come girare i fogli.
Montaggio del calendario:
noterai che i fogli da un lato hanno dei pallini devi farci dei buchi con la bucherellatrice o con la punta di una penna. su un lato ci sono due fori su un altro solo 1. dove ci sono i 2 fori devi metterci 2 spaghi o cordicelle o i nastri riciclati dai regali. il buco singolo sull’altro lato invece si usa per appenderlo alla parete.
EDIZIONE 2013 se hai idee da condividere e vuoi partecipare all’edizione 2014 o richiedere a fine 2014 l’edizione gratuita del 2014 scrivi a calendariodelcambiamento@gmail.com
Luca Madiai

















