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Archive for Giustizia

falcone

Troppo spesso dimentichiamo. Troppo spesso facciamo finta di nulla, giriamo lo sguardo dall’altra parte. Ogni volta che facciamo ciò ci rendiamo complici.

E così nel giorno dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone voglio ricordare che alle elezioni comunali di Ostuni stanno candidati coinvolti in pesanti inchieste. Il tutto nel totale silenzio dei media e delle forze politiche. Non è un caso visto che l’imbarazzo è bipartisan. Da una parte chi è coinvolto in una inchiesta sulla Sacra Corona Unita, dall’altra chi è coinvolto nell’inchiesta sulle aste giudiziarie (anche queste in odore di mafia).

Il silenzio rende complici

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silenzioemafia

La mafia è una montagna di merda e la merda si tratta con la pala non certo con il cucchiaino d’argento.

Che cazzo di paese è quello in cui si dedicano strade ai servitori dello stato morti ammazzati dalle mafie e in cui ogni anno non si contano le emozionanti commemorazioni in loro ricordo, ma poi si volta la faccia dall’altra parte quando la mafia ti sta seduta accanto.

Che cazzo di paese è quello in cui offensivo è chi denuncia che personaggi in odore di mafia risultano tra i candidati ad occupare uno scranno, magari anche importante e fondamentale, all’interno delle istituzioni?

Un paese di ipocriti, senza ombra di dubbio. Un paese che non vuole combattere la mafia ma semplicemente conviverci.

Ad Ostuni, in un totale e preoccupante silenzio di TUTTI, una persona coinvolta in un inchiesta sulla Sacra Corona Unita risulta tra i candidati al consiglio comunale. Giornalai da strapazzo che hanno avuto la faccia tosta di definire i certificati penali dei candidati del movimento 5 stelle (tutti pubblicati sul web) “non aggiornati”, non hanno ritenuto di proferir parola sulla questione e siamo al paradosso che il sottoscritto, che da qualche giorno denuncia il fatto su facebook, viene definito “offensivo”.

Nessuno qui vuole emettere condanne, ne provvisorie ne definitive, che spettano esclusivamente alla magistratura ma le istituzioni vanno preservate da ogni sospetto e non è ammissibile che persone coinvolte in inchieste di tale gravità possano essere candidate. Questa candidatura non getta una brutta ombra sulla lista e la coalizione che ne ha permesso la candidatura ma su tutti coloro che tacciono o minimizzano.

Dalla mia coscienza si alza un urlo impossibile da sopprimere: la mafia è una montagna di merda, fuori la mafia dallo stato.

Categorie : Giustizia, Politica
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fuorilamafiadallostato

Lo scambio di voto politico mafioso è una delle peggiori piaghe che da decenni attanaglia questo paese. Inutile commemorare i tanti morti ammazzati dalle mafie se poi consentiamo non solo che i mafiosi circolino liberamente intorno a noi, ma che addirittura siedano nelle istituzioni. L’intreccio politico mafioso, diffuso a tutti i livelli istituzionali, va combattuto con tutte le forze possibili non certo diminuendo le pene per i reati commessi in questo ambito.

Il governo Renzi, invece, sta facendo proprio questo: dimuire le pene per il reato di scambio di voto politico mafioso. I parlamentari 5 stelle ne stanno facendo un aspra battaglia al Senato, una battaglia che ha bisogno del sotegno di noi tutti. Contro un sistema di informazione marcio sino al midollo è di fondamentale importanza diffondere la verità ottimamente illustrata da Buccarella e Gianrusso nel video qua sopra.

Su questo argomento non ci possono essere fazioni e tifoserie, il coro deve essere unanime: FUORI LA MAFIA DALLO STATO. Lo stesso e, aimè, inascoltato coro che si levò tra la gente ai funerali del giudice Borsellino e della sua scorta.

http://www.fuorilamafiadallostato.org/

Categorie : Giustizia, Politica
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clandestinita

Nonostante alcuni “difetti”, in particolare il poco tempo a disposizione per poter votare, credo che l’esito del voto di ieri degli iscritti al moVimento 5 Stelle sulla depenalizzazione del reato di clandestinità dimostri, da un lato che questa forza politica non ha dogmi ma lascia di volta in volta decidere ai cittadini al di la di cosa pensa il “leader”, dall’altro che il buon senso prevale quando i cittadini sono chiamati ad esprimersi su specifici argomenti e non su personaggi creati ad arte dai media.

Nonostante qualcuno abbia provato  a trasformare questo voto in una battaglia ideologica sulla clandestinità, va specificato che la norma su cui ci si è espressi ha come unico effetto una depenalizzazione del reato. La permanenza in territorio italiano senza i dovuti permessi rimarrà un reato, ma con l’approvazione di questa norma (che sarà votata oggi in Parlamento) questo non sarà più un reato penale. L’effetto porterà solo benefici in quanto già oggi il reato veniva punito con una ammenda ed un decreto di espulsione. Di contro si potranno evitare migliaia di processi penali che intasano i tribunali e costano a noi tutti un bel po di quattrini.

Di sicuro oggi i giornali e le televisioni continueranno a strumentalizzare il voto con la solita e reiterata disinformazione. La cosa certa è che ieri è stato fatto un altro importante passo verso una politica diversa, migliore dove la parola dei cittadini e il buon senso sono la regola.

Categorie : Giustizia, Politica
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trattativa

Ricorre oggi l’anniversario della strage di Via D’Amelio dove ha perso la vita il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Mulli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina) ennesime vittime di una guerra dove si è perso il conto degli onesti servitori dello stato morti sul lavoro e per il loro lavoro.

Tante saranno le commemorazioni e gli eventi per ricordare questo drammatico episodio. Tanto drammatico quanto oscuro come molti altri nella storia di questo paese. Oscure storie dove, quasi sempre, lo Stato coi suoi apparati vari è coinvolto e che per primo ostacola la ricerca della verità e della giustizia.

Vale quindi la pena, oltre a ricordare l’attentato, le vittime ed anche i tanti morti di questa infinita guerra avere anche contezza degli oscuri fatti di questa vicenda. Il consiglio è vedervi  il video sopra dove i giornalisti del “Fatto Quotidiano” ricostruiscono in 15 minuti circa l’intera vicenda della trattativa stato-mafia che secondo alcuni avrebbe accellerato la morte proprio di Paolo Borsellino.

Categorie : Giustizia, Informazione
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