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	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani &#187; Economia/Lavoro</title>
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	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
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		<title>Spending review: spese militari!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia/Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Governo ci chiede di segnalare gli sprechi di denaro pubblico. Fallo anche tu! Digli di tagliare le spese militari, di cancellare gli F-35 e i privilegi di cui godono gli alti gradi delle forze armate. Nonostante siano passati vent’anni dalla fine della guerra fredda l’Italia continua a sprecare ogni anno migliaia di milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/review.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-7220" title="review" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/review.jpg" alt="" width="500" height="301" /></a></p>
<p>Il Governo ci chiede di segnalare gli sprechi di denaro pubblico. Fallo anche tu! Digli di tagliare le spese militari, di cancellare gli F-35 e i privilegi di cui godono gli alti gradi delle forze armate.</p>
<p>Nonostante siano passati vent’anni dalla fine della guerra fredda l’Italia continua a sprecare ogni anno migliaia di milioni di euro per mantenere in piedi un apparato militare mastodontico, inutile e inutilizzabile, che nulla ha a che fare con il bisogno di sicurezza degli italiani.</p>
<p>Questo è il più grande spreco di risorse pubbliche che il nostro Paese deve cancellare!</p>
<p>Le risorse risparmiate devono essere impiegate per dare un lavoro a chi non ce l’ha o lo sta perdendo, per chi è in difficoltà e sta pagando il prezzo più alto della crisi, per estirpare la povertà e riaprire un futuro nuovo per il nostro Paese.</p>
<p>Per dire al Governo di cancellare questo spreco clicca sul link sottostante:</p>
<p><a href="http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm" target="_blank">http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm</a></p>
<p>Inondiamo il sito del Governo con questa denuncia!<br />
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		<title>L&#8217;euro può fallire, parola del FMI</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 20:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia/Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre i nostri mezzi di informazione come al solito tacciono sui giornali di tutto il mondo parlano del Fondo Monetario Internazionale che per la prima volta ammette la possibilità della fine dell&#8217;euro come moneta. A seguire un articolo pubblicato sul britannico Daily Mail. La notte scorsa, il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che l’eurozona potrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/Euro_collapse.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-7147" title="Euro_collapse" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/Euro_collapse.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Mentre i nostri mezzi di informazione come al solito tacciono sui giornali di tutto il mondo parlano del Fondo Monetario Internazionale che per la prima volta ammette la possibilità della fine dell&#8217;euro come moneta. A seguire un articolo pubblicato sul britannico Daily Mail.</p>
<blockquote><p>La notte scorsa, il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che l’eurozona potrebbe andare in pezzi e scatenare un crollo economico globale comparabile alla Grande Depressione. Nelle sue previsioni economiche mondiali, il FMI sostiene che il collasso della moneta unica, provata dalla crisi, non è un’ipotesi da escludere.E’ la prima volta che l’istituzione con sede a Washington accetta la prospettiva che l’eurozona si frammenti e asseconda i timori sulla salute dell’economia spagnola.</p>
<p>Il FMI pronostica che quest’anno l’eurozona tornerà in recessione, ma migliora le previsioni di crescita per il Regno Unito. Il FMI avverte che, comunque, il mondo resta a rischio di un crollo comparabile alla Grande Depresssione, con particolare riferimento a “rischi acuti in Europa”.</p>
<p>“Il clima è più tranquillo, ma c’è una calma inquietante”, sostiene l’economista capo Olivier Blanchard. “Ho la sensazione che le cose potrebbero notevolmente peggiorare in ogni momento”.</p>
<p>Presentando il lancio del rapporto semestrale a Washington, Blanchard ha detto che non ci sono piani riguardo alla possibilità di trattare con un Paese in uscita dall’euro.</p>
<p>In ogni caso, è ampiamente atteso che la Grecia inadempia il suo debito malconcio e lasci la sventurata moneta unica.</p>
<p>“Se un tale evento dovesse verificarsi, è possibile che le altre economie dell’area euro finiscano sotto pressione, diffondendo il panico sui mercati finanziari” afferma il rapporto del FMI.</p>
<p>“In queste circostanze, la frattura dell’area euro non può essere esclusa. Ciò potrebbe causare choc politici rilevanti che, a loro volta, potrebbero condurre le tensioni economiche a livelli ben più gravi di quelli che seguirono il collasso della Lehman”.</p>
<p>La banca di investimenti Lehman Brothers implose nel settembre 2008, trascinando l’economia mondiale nella peggior recessione dagli anni Trenta in poi. Il FMI dice che sebbene “le previsioni per l’economia mondiale stiano lentamente tornando a migliorare”, esse sono “ancora molto fragili”.</p>
<p>Il FMI avverte della “possibilità che choc plurimi possano interagire tra loro fino a provocare un serio crollo, analogo a quello degli anni Trenta”.</p>
<p>Il FMI prevede una crescita dello 0,8% nel Regno Unito quest’anno, più dello 0,6% previsto a gennaio, ma molto meno dell’1,6% stimato lo scorso settembre. Le previsioni per il 2013 restano immutate al 2%.</p>
<p>Interrogato riguardo ai commenti del FMI sull’eurozona, un portavoce di Downing Street asserisce che “l’eurozona deve ancora rimettersi in carreggiata. Questi problemi esistono e saranno sicuramente argomento di discussione all’imminente incontro del FMI al quale sarà presente il Cancelliere”.</p>
<p>Il FMI dice che quest’anno il Regno Unito supererà Germania e Francia, le cui economie sono accreditate di una crescita stimata limitata, rispettivamente, a 0,6% e 0,5%.</p>
<p>Si prevede che Italia e Spagna regrediranno, rispettivamente, dell’1,9% e 1,8%, mentre in Grecia il -4,9% dovrebbe seguire il -6,9% del 2011.</p>
<p>Tuttavia, il rapporto sostiene che la produzione dell’eurozona potrebbe diminuire del 3,5% nei prossimi due anni in caso di aggravamento della crisi del debito.</p>
<p>Ciò ridurrebbe del 2% l’economia mondiale, sostiene il FMI, mentre un aumento del 50% del prezzo del petrolio abbasserebbe la produzione di un ulteriore 1,25%.</p>
<p>In assenza di tali choc, dall’economia globale ci si aspetta una crescita del 3,5% quest’anno, in calo rispetto al 3,9% del 2011, con Stati Uniti, Canada e Giappone a guidare i Paesi sviluppati.</p>
<p>“A causa dei problemi in Europa, l’attività continuerà ad essere deludente nei Paesi avanzati, complessivamente considerati, con un’espansione pari a circa 1,5% nel 2012 e 2% nel 2013” afferma il rapporto.</p></blockquote>
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		<title>Il suicidio come pratica di eutanasia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 17:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia/Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella strafottenza politica che governa il BelPaese, l’ennesima tuonata di culo del preside Monti: «La crisi ha anche un costo umano e, in Grecia, i gravissimi errori commessi nella gestione della politica economica hanno portato oltre 1.700 persone a togliersi la vita per la disperazione». Lo ha detto il becchino Mario Monti spiegando che il [...]]]></description>
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<p>Lo ha detto il becchino Mario Monti spiegando che il suo governo – ricordiamolo, quello che ha tagliato le pensioni di anzianità, che ha avallato i licenziamenti per motivi economici sotterrando i diritti di migliaia di lavoratori, che ha riesumato l’IMU (ex Ici) facendola pagare alle Case di riposo e non alle Fondazioni bancarie, che eleverà il carico fiscale dell’Iva al 23%, che ha contribuito senza vergogna a foraggiare le banche ripristinando le commissioni a carico dei correntisti, che ha aumentato le accise sulla benzina che presto toccherà i 2 euro a litro, che farà pagare i ticket sanitari per gli esami diagnostici ai disoccupati e ai familiari a carico di chi guadagna meno di 8.263 (l’ex esponente della Banca Mondiale, Elsa Fornero ha parlato di refuso assicurando che «ci sarà una proposta emendamentiva da presentare durante l’iter parlamentare del ddl di riforma del mercato del lavoro» per eliminare l’errore) e che non ha ancora scucito un solo centesimo dalle dorate tasche della partitocrazia ladrona – pur nelle difficoltà, lavora per evitare che l’Italia cada nello stesso baratro.</p>
<p>In Grecia, aggiunge Monti, sono stati compiuti nella gestione dei conti pubblici «gravissimi errori, molto più che in Italia» e ad oggi si stimano «1.725 suicidi».</p>
<p>Per la cronaca nel 2010 il tasso di suicidi in Grecia è aumentato del 18%, nel 2011 ad Atene del 25%. Ma questa frase sconcertante è stata l’ultima ad essere pronunciata dal carnefice Monti, portato alla glorificazione dai servili media mainstream e dalla politica cialtrona, nel disinteresse degli onorevoli ladroni e della corruzione che dilaga ogni giorno senza che nuovi scandali e nuove ruberie non vadano ad allungare l’interminabile catena di inchieste giudiziarie che coinvolgono oramai l’intero sistema istituzionale, politico e amministrativo, che al suicidio dall’esasperarsi della crisi sociale, risponde con la pelosa indignazione di chi ha la pancia piena e il culo ben piazzato su comode poltrone.</p>
<p>In Italia, il suicidio, inteso come pratica di eutanasia, è divenuto pratica dello Stato con il benestare del governo della macelleria sociale e dei loro onorevoli aguzzini che lo sostengono. Sarà forse un caso che i beccamorti del Fondo Mortuario Internazionale si siano rivoltati perchè i cittadini si ostinano a vivere troppo a lungo e ciò è un pesante fardello per le casse dello Stato? Le casse da morto, sempre per la cronaca.<br />
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		<title>La catena di Sant&#8217;Antonio chiamata debito pubblico</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 17:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Italia è praticamente una colonia commissariata, il popolo, privo ormai di ogni minima libertà decisionale è continuamente schiavizzato per mandare avanti un sistema che nessuno al potere ha intenzione di mettere in discussione. Gli italiani si sa, hanno la memoria corta. Ce lo insegna la storia, lo leggiamo nel vissuto quotidiano. Solo qualche mese fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/euro-cappio.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7110" title="euro-cappio" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/euro-cappio.jpg" alt="" width="249" height="175" /></a>L’Italia è praticamente una colonia commissariata, il popolo, privo ormai di ogni minima libertà decisionale è continuamente schiavizzato per mandare avanti un sistema che nessuno al potere ha intenzione di mettere in discussione. Gli italiani si sa, hanno la memoria corta. Ce lo insegna la storia, lo leggiamo nel vissuto quotidiano. Solo qualche mese fa un governo legittimamente eletto, è stato praticamente esautorato da una evidente speculazione sui titoli del nostro debito pubblico.</p>
<p>Ma da dove viene questo debito? Facile è scritto ovunque, quando lo stato chiude l’anno con un bilancio in deficit perché le uscite hanno superato le entrate, per ripianare il bilancio e per mantenere i propri impegni (apparato statale e stato sociale) di fatto compra moneta, denaro, emettendo in cambio titoli di stato.</p>
<p>Una famiglia può vivere con un reddito uguale e costante, anche al netto dell’inflazione, ma non se ha un mutuo a tasso variabile e il tasso di interesse cresce, allora dovrà reperire i soldi per pagare questa differenza: voi consigliereste a questa famiglia di contrarre un altro debito, magari alle stesse condizioni del precedente, per pagare appunto il debito di cui non riesce a saldare le rate?</p>
<p>A prescindere da come la si possa pensare su una famiglia sventurata, o comunità, lo stato, paga così il suo debito, da sempre! CONTRAENDO ALTRI DEBITI!</p>
<p>In termini tecnici, l’idea di pagare debito con altro debito, si chiama “schema Ponzi”, da nome di un finanziere che l’aveva messa in pratica negli anni ’30 del novecento; ma è una pratica vecchia come il mondo, tanto che in Italia ha anche un santo protettore; si chiama Catena di Sant’Antonio!</p>
<p>In realtà tutta la bolla finanziaria che ci sovrasta non è che un immane schema Ponzi. E anche i debiti degli stati lo sono. Il vero problema è sgonfiare questa bolla in modo drastico, prima che esploda tra le mani degli apprendisti stregoni dei governi che ne hanno permesso la creazione.</p>
<p>Di fronte a questo meccanismo perverso poco contano le mille manovre che si susseguono, i tagli alla scuola, all’università, allo stato sociale, alle pensioni. Le (s)vendite di patrimonio pubblico immobiliare, di aziende strategiche, addirittura anche l&#8217;oro stanno svendendo a nostra insaputa!</p>
<p>Pochi miliardi di euro per mettere qualche pezza, non risolvendo l&#8217;indebitamento ma mandando in pezzi lo stato sociale e risorse decisive per il futuro. E comunque rimanendo sempre esposti al rischio di una speculazione che faccia schizzare il rendimento e l&#8217;indebitamento.</p>
<p>Il debito continuerà a crescere, e non è affatto escluso che una nuova speculazione sui titoli, con una esposizione così ampia, porti vicino o al fallimento come è già successo per la Grecia. Perché il debito è chiaro, lo contrae lo stato, ma lo pagano come sempre i cittadini, con il lavoro, con le tasse che versano costantemente.</p>
<p>Mentre l’Italia vive una sorta di trancè acritica, in cui ogni nuova imposta è accettata come necessaria, ogni nuovo provvedimento generalmente accolto perché finalizzato alla magica crescita, i cittadini sognano che in Parlamento, teoricamente il luogo della Sovranità popolare, qualcuno si svegli, abbia un moto di orgoglio. &#8230;Se aspettate loro, siete fregati!<br />
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		<title>A che servono le crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 06:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Propongo una rilettura di Ivan Illich del lontano 1978 (Disoccupazione creativa): “Il vocabolo crisi – scriveva – indica oggi il momento in cui medici, diplomatici, banchieri e tecnici sociali di vario genere prendono il sopravvento e vengono sospese le libertà. Come i malati, i Paesi diventano casi critici. Crisi, parola greca che in tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/crisi-economica.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-7092" title="crisi-economica" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/crisi-economica.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p>Propongo una rilettura di Ivan Illich del lontano 1978 (Disoccupazione creativa): <em>“Il vocabolo crisi – scriveva – indica oggi il momento in cui medici, diplomatici, banchieri e tecnici sociali di vario genere prendono il sopravvento e vengono sospese le libertà. Come i malati, i Paesi diventano casi critici. Crisi, parola greca che in tutte le lingue moderne ha voluto dire ‘scelta’ o ‘punto di svolta’, ora sta a significare: ‘Guidatore dacci dentro!’ Evoca cioè una minaccia sinistra, ma contenibile mediante un sovrappiù di denaro, di manodopera e di tecnica gestionale”</em>.</p>
<p>Come non vedere che è proprio così? Creare una emergenza , provocare un pericolo catastrofico (il default, la disoccupazione, la Grecia) per annullare i diritti, ribadire il dominio della ragione economica dell’impresa e intensificare le forme di sfruttamento, concentrare il potere economico-finanziario. Del resto sono le stesse persone che prima hanno creato la crisi dai loro posti di comando nelle istituzioni bancarie private che ora sono chiamate a “mettere in ordine” nei conti pubblici. Il loro vero obiettivo: impadronirsi anche delle casse degli stati, dei flussi fiscali, dei beni demaniali.</p>
<p>Quando il mondo è sovrastato da una montagna di debiti pericolanti, coloro che manovrano il denaro diventano sempre più potenti e temuti. I tecnocrati alla guida del sistema finanziario possono giocare a piacimento, con qualche telefonata tra amici, sugli spread, sui tassi di interesse, sulle valute… mettendo con le spalle al muro prima l’uno, poi l’altro governo. L’obiettivo è garantire comunque che i rendimenti dei capitali siano pagati a sufficienza. Tutto il resto – i livelli di occupazione e dei salari, il funzionamento dei servizi pubblici e alle persone, l’istruzione e la sanità &#8211; non interessa nulla. I possessori dei titoli del debito sono la nuova classe padrona&#8230;</p>
<p>Ancora Illich: “La crisi come necessità di accelerare non solo mette più potenza a disposizione del conducente, e fa stringere ancora di più la cintura di sicurezza dei passeggeri; ma giustifica anche la rapina dello spazio, del tempo e delle risorse”.</p>
<p>La “crescita” è il nuovo falso mito. Tutti sanno in cuor loro che non ci potrà più essere (almeno in questa parte del mondo e nelle misure promesse) ma funziona come fattore sociale disciplinante: se non lavori di più a più buon mercato e con meno tutele sei nemico dell’“interesse generale”. La “crescita” è il nuovo patriottismo che dovrebbe mobilitare le masse nella guerra competitiva tra le diverse aree economiche del pianeta globalizzato dal capitale finanziario. Loro (gli “investitori”, i possessori dei titoli di credito) possono muoversi e fare business dove meglio credono, mentre i lavoratori territorializzati sono messi in competizione tra loro. Lo chiamano “multipolarismo”, si legge “aree speciali di sviluppo”, accordi di libero scambio, patti interbancari, ecc.</p>
<p>La “crescita” è la nuova falsa religione. Il nuovo nome della vecchia ideologia egemone del produttivismo e dello sviluppiamo. Non importa sapere cosa dovrebbe crescere, quali produzioni per rispondere a quali bisogni umani. L’importante è costringere, attraverso il ricatto del licenziamento selvaggio, la gente a lavorare a qualsiasi condizione.</p>
<p><em>“Così intesa la crisi torna sempre a vantaggio degli amministratori e dei commissari (…) una corsa precipitosa verso l’escalation del controllo”</em>, ma Illich scriveva anche: <em>“’Crisi’ può invece indicare l’attimo della scelta, quel momento meraviglioso in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa”</em>.</p>
<p style="text-align: right;">Paolo Cacciari</p>
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		<title>In morte di un lavoratore</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 09:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia/Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salute/Medicina]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ morto un lavoratore. Un altro. Aveva lavorato al petrolchimico di Brindisi. Anche lui. Si chiamava Vincenzo Di Totaro. E’ morto di lavoro, con ogni probabilità. E’ morto di angiosarcoma epatico, una malattia rara del fegato. Un tumore, nel quale il cloruro di vinile monomero (cvm) lascia le impronte digitali come causa certa di quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/allarme-tumori-nel-salento-l8217asse-del-male-L-kOWtR_.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-7086" title="allarme-tumori-nel-salento-l8217asse-del-male-L-kOWtR_" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/allarme-tumori-nel-salento-l8217asse-del-male-L-kOWtR_.jpeg" alt="" width="501" height="296" /></a></p>
<p>E’ morto un lavoratore.</p>
<p>Un altro.</p>
<p>Aveva lavorato al petrolchimico di Brindisi.</p>
<p>Anche lui.</p>
<p>Si chiamava Vincenzo Di Totaro.</p>
<p>E’ morto di lavoro, con ogni probabilità.</p>
<p>E’ morto di angiosarcoma epatico, una malattia rara del fegato.</p>
<p>Un tumore, nel quale il cloruro di vinile monomero (cvm) lascia le impronte digitali come causa certa di quella neoplasia.</p>
<p>Il cvm era la sostanza base delle lavorazioni del petrolchimico di Brindisi.</p>
<p>Il cvm provoca cancro, non solo l’angiosarcoma che ha ucciso Vincenzo Di Totaro.</p>
<p>Il cvm, forse insieme ad altre sostanze, ha causato, con grande probabilità, la morte di tanti altri lavoratori, di tanti compagni di lavoro di Vincenzo Di Totaro.</p>
<p>Su questo a Brindisi si è tenuto un procedimento penale nevralgico, determinante per scoprire le cause e i responsabili di quelle morti da lavoro.</p>
<p>E’ stato archiviato perché si è ritenuto che, nel caso dei lavoratori morti del petrolchimico di Brindisi, non vi fosse la prova del nesso causale tra l’esposizione a cvm e le varie malattie tumorali che avevano sterminato decine di persone che con questa sostanza avevano lavorato.</p>
<p>E’ stato archiviato perché non c’era nessun caso di angiosarcoma epatico tra i malati e i morti di Brindisi.</p>
<p>Salute Pubblica non è stata d’accordo con quell’impostazione, con quella richiesta di archiviazione e con la conseguente archiviazione.</p>
<p>Abbiamo denunciato lacune ed errori nelle indagini, specie in quelle di natura scientifica, specie in quella epidemiologica tra i lavoratori del petrolchimico.</p>
<p>Abbiamo, comunque, cercato di “usare” quel procedimento penale, il lavoro enorme che vi era stato fatto, i dati che, in ogni caso, erano stati enucleati, in chiave di tutela della salute pubblica, se non anche di perseguimento della verità e della giustizia per decine di morti da lavoro: abbiamo chiesto che gli studi condotti sulle coorti lavorative di Brindisi e Manfredonia fossero riesaminati ed aggiornati per ragioni di salute pubblica secondo il presupposto che i gruppi più esposti a quei cancerogeni lavorativi (CVM, PVC ed arsenico) debbano essere confrontati non già con la popolazione generale ma con gruppi di lavoratori della stessa industria meno esposti o, meglio ancora, non esposti affatto ai cancerogeni su descritti.</p>
<p>Abbiamo raccolto la disponibilità di Arpa Puglia, in tal senso.</p>
<p>Confermiamo quelle critiche a quell’indagine penale; confermiamo questa richiesta a tutte le Autorità di tutela della salute pubblica, dal Direttore Generale della A.S.L. di Brindisi al Presidente della Regione Puglia al prossimo Sindaco di Brindisi.</p>
<p>Quest&#8217; ulteriore evento luttuoso richiama, inoltre, l&#8217;urgenza di attivare la sorveglianza dei lavoratori ex esposti ad amianto e ad altri cancerogeni anche attraverso la riapertura almeno degli ambulatori di medicina del lavoro.</p>
<p>Ma, soprattutto, vogliamo ancora sperare che, come accaduto a Venezia, almeno ad un morto da lavoro, almeno a Vincenzo Di Totaro sia data giustizia.</p>
<p>In caso contrario, ora che “c’è l’angiosarcoma”, non ci sarebbero più alibi per nessuno.</p>
<p>Specie per gli uomini e le donne della giustizia.</p>
<p style="text-align: right;">Stefano Palmisano &#8211; <a href="http://www.salutepubblica.net/" target="_blank">Salute Pubblica</a></p>
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		<title>Il traghettatore Monti</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 09:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si moltiplicano i suicidi di coloro che sono oppressi dagli usurai di sistema, Equitalia, Agenzia delle entrate, ed è così che si conduce concretamente la lotta all’evasione … nel silenzio assoluto di Monti e Napolitano, di tutti i politici e tecnico-politici, perché, come si sa, “chi tace acconsente”. Tutt’al più, si discute del cosiddetto fallimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/Caronte1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7009" title="Caronte1" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/Caronte1-300x220.jpg" alt="" width="250" height="184" /></a>Si moltiplicano i suicidi di coloro che sono oppressi dagli usurai di sistema, Equitalia, Agenzia delle entrate, ed è così che si conduce concretamente la lotta all’evasione … nel silenzio assoluto di Monti e Napolitano, di tutti i politici e tecnico-politici, perché, come si sa, “chi tace acconsente”. Tutt’al più, si discute del cosiddetto fallimento individuale, o meglio la bancarotta individuale, quella dei “privati”, della gente comune che non conta che sconta pignoramenti e morte civile, con la possibilità furbescamente concessa di rateizzare le estorsioni che deve subire chi non ce la fa più a pagare.</p>
<p>Niente cancellazioni di debiti, e sembra che si tratti di “last chance non mercy”, architettato per tenere il debitore ancora sulla corda, presentargli l’alternativa fra liquidare il debito subito o rateizzarlo, senza escluderlo per sempre dal fondamentale “diritto al consumo”. Per questo c’è un disegno di legge governativo in materia. Il progetto globalista di distruzione della struttura produttiva del paese per la sua definitiva marginalizzazione nell’economia mondiale è realizzato da Monti – Napolitano senza incontrare ostacoli di rilievo, e se qualche sub-tributario politico o sindacale si permette di fare qualche bizza, avanza qualche critica destinata puntualmente a rientrare, in merito alla “riforma” del mercato del lavoro non ancora approvata formalmente, per non rischiare interruzioni nella demolizione del paese, i Mercati &amp; Investitori aprono il fuoco contro l’Italia e si rialza minacciosamente lo spread con il bund, seminando allarme, paura e sconforto.</p>
<p>Un ministro di Monti, un ominicchio prezzolato e incaricato come i suoi colleghi di tagliare teste, tale Passera, avverte candidamente che la crisi continuerà per tutto il 2012, e Monti, dall’estero, mentre cerca di svendere l’Italia, o ciò che ne rimane al capo globalista cinese Hu Jintao, da Seul e da Tokyo, quale supremo tagliatore di teste nazionale minaccia e terrorizza volutamente gli italiani.</p>
<p>Il governo dell’occupatore finge di volersi occuparsi del problema del credit-crunch, che strangola attività produttive e famiglie, mentre invece è proprio la contrazione del credito, la chiusura dei rubinetti dai quali affluiscono i soldi, uno strumento importante per “ridimensionare” l’Italia e far evaporare le sue potenzialità produttive.</p>
<p>Dittatura indiretta globalista, nata dall’attuale “stato di eccezione liberalmocratico”, e i sondaggi d’opinione mutuati dal marketing in luogo delle elezioni politiche caratterizzano questo drammatico passaggio storico, e il Mario Monti non eletto è come un Caronte, anglofilo ed anglofono, che traghetta il paese nell’Ade attraversando uno Stige di lacrime e sangue.<br />
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		<title>Le rose di Monti e le spine di Passera</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 13:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia/Lavoro]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/recessione.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6992" title="recessione" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/recessione-267x300.jpg" alt="" width="250" height="281" /></a>Dopo le rose di Monti, le spine di Passera. Il ministro dello sviluppo economico nell’audizione alla Camera ha parlato di recessione lunga, di stretta del credito, di manovre in arrivo nella forma di un “pacchettone che tocchi la vita delle famiglie” ogni “2-3 mesi”. Nello stesso giorno l’Ocse calcola che nel primo trimestre il Prodotto interno lordo italiano è caduto dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Ce n’è abbastanza per far cadere la Borsa di Milano del 3,3%, e per riportare lo spread tra i tassi d’interesse dei titoli italiani e quelli tedeschi a 3 punti percentuali e mezzo. La recessione italiana è una “non notizia”. Tre mesi fa il Fondo monetario aveva già annunciato per il 2012 una caduta del Pil del 2,2%, che si aggiunge alla scivolata del 2008 (-1,2%), al crollo del 2009 (-5,1%), e al ristagno di 2010 e 2011. L’intera Europa (Germania esclusa) è in recessione, ma l’Italia cade più in fretta degli altri. La novità è piuttosto misurare la crisi con il moltiplicarsi dei suicidi di lavoratori disoccupati e artigiani senza lavoro.</p>
<p>Erano state le rassicurazioni di Mario Monti sulla tenuta dell’Italia a far dimenticare il declino economico del paese e i conti pubblici che continuano a non tornare. Secondo i dati Confindustria oggi la produzione industriale resta del 22% inferiore al livello dell’aprile 2008, prima dell’arrivo della crisi: in quattro anni abbiamo perso oltre un quinto della produzione e si può solo sperare di rallentare la perdita, non di recuperare la china. Questo potrebbe significare quest’anno 800 mila posti di lavoro perduti, mentre le richieste di cassa integrazione continuano a crescere. La riforma Fornero, da questo punto di vista, appare come lo strumento per consentire alle imprese di liberarsi senza difficoltà di un quinto della propria capacità produttiva e forza lavoro. Ma che tipo di economia – e di paese – avremmo dopo una trasformazione di questo tipo?</p>
<p>L’idea del governo è che produzione e occupazione potrebbero riprendersi non appena le banche torneranno a offrire credito e si realizzino le “riforme strutturali” con più concorrenza e meno costi e tutele del lavoro. A fine 2011 la Banca centrale europea ha offerto alle banche europee 489 miliardi di euro a tassi dell’1%. Ora il ministro (e banchiere) Passera ci dice che quasi nulla di quella liquidità – pari a quasi un terzo del Pil italiano – si è trasformata in credito per imprese e famiglie. Non dice che ha consentito alle banche di tappare i buchi dei propri bilanci comprando titoli pubblici che nei paesi in difficoltà rendono oltre il 6%. Quanto alle “riforme strutturali”, non c’è liberalizzazione delle farmacie che possa creare nuova occupazione, né libertà di licenziare che possa attirare investimenti cinesi. Il nodo – che il governo italiano e i vertici europei continuano a ignorare – resta la ripresa della domanda e la direzione dello sviluppo.</p>
<p>Nulla di risolto anche sul fronte della spesa pubblica. Per lo stato la recessione significa circa 15 miliardi di minori entrate fiscali, molto più dei proventi aggiuntivi che potranno venire dalla riduzione dell’evasione fiscale. Ci sono forse15 miliardi da spendere in più per interessi sul debito pubblico, oltre gli 80 miliardi del 2011. E il “patto fiscale” firmato a Bruxelles ci imporrebbe di rimborsare circa 50 miliardi di euro l’anno. La spirale della crisi del debito non si è fermata, le politiche di austerità aggravano la recessione, le rigidità ideologiche del governo aggravano la crisi sociale. E anche la popolarità del governo Monti – e il consenso ad un liberismo estremo e tardivo – potrebbe precipitare di fronte alla recessione più grave dal dopoguerra.</p>
<p style="text-align: right;">Mauro Pianta da <a href="http://www.sbilanciamoci.info/" target="_blank">Sbilanciamoci</a></p>
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		<title>Morte sul lavoro prescritta</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 08:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia/Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre il Governo dei tecnici è impegnato a discutere la riforma del lavoro, ancor prima che venga varata, l’articolo 1 della Costituzione viene sospeso per l’ennesima volta. Antonio D’Amico è morto nello stabilimento Fiat di Pomigliano il 6 marzo del 2002. E’ stato schiacciato da un muletto guidato dall’ultima ruota del carro dell’ingranaggio: un precario. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://vimeo.com/9936624" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-2763" title="morti_bianche" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2010/09/morti_bianche.png" alt="morti_bianche" width="500" height="306" /></a></p>
<p>Mentre il Governo dei tecnici è impegnato a discutere la riforma del lavoro, ancor prima che venga varata, l’articolo 1 della Costituzione viene sospeso per l’ennesima volta. Antonio D’Amico è morto nello stabilimento Fiat di Pomigliano il 6 marzo del 2002. E’ stato schiacciato da un muletto guidato dall’ultima ruota del carro dell’ingranaggio: un precario.</p>
<p>Il ragazzo guidava ad un velocità superiore ai 6 km orari, aveva la visuale coperta perchè trasportava due contenitori con lamiere che superavano l’altezza consentita dalla legge di un metro e sessanta. Quando è avvenuto l’incidente sul posto c’era anche Rosario, il figlio di Antonio. Rosario conosce bene i tempi le dinamiche del lavoro: si stava producendo la nuova Punto, bisognava sbrigarsi, altrimenti si chiude e il lavoro viene delocalizzato. Allora se le cose stanno così si chiude un occhio, forse anche due, chi guida il muletto non ha il patentino ed è senza formazione. Il giovane precario durante il processo si è accollato tutta la colpa (come se la responsabilità di non essere formato sia la sua) ed in primo grado è stato condannato a poco più di un anno.</p>
<p>La Fiat ricorre in appello chiedendo l’annullamento del processo, la Fiat non è difesa da un avvocato qualunque, ma dal Presidente dell’ordine degli Avvocati della regione Campania. I familiari di Antonio si appellano a chiunque, perfino al Presidente della Repubblica che li onora con la medaglia al lavoro. Il processo va avanti con altre testimonianze, altro dolore e tanta speranza per chi resta affinchè la verità possa emergere. Sul cammino incontrano un PM comprensivo, giusto o che semplicemente fa il proprio lavoro e chiede che la pena venga raddoppiata. Esattamente dopo dieci anni il processo si conclude e si conclude come ci ha abituato il dittatore degli ultimi diciassette anni. I colpevoli ci sono, ma restano impuniti: IL REATO SI E’ PRESCRITTO!</p>
<p style="text-align: right;">Samanta Di Persio</p>
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		<title>Usura e suicidio in uno stato complice</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 12:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci nascondiamo dietro ad un dito tra ipocrisia ed opportunismo e ancora non ci arrendiamo di fronte alla strage che si sta abbattendo su di noi, ancora un altro omicidio a Bologna davanti alle Agenzia delle Entrate che ha demandato ad Equitalia il servizio di riscossione usuraia in cui c&#8217;è la partecipazione statale. Basta con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/03/morte.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6978" title="morte" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/03/morte.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p>Ci nascondiamo dietro ad un dito tra ipocrisia ed opportunismo e ancora non ci arrendiamo di fronte alla strage che si sta abbattendo su di noi, ancora un altro omicidio a Bologna davanti alle Agenzia delle Entrate che ha demandato ad Equitalia il servizio di riscossione usuraia in cui c&#8217;è la partecipazione statale.</p>
<p>Basta con questa moneta debito, basta con questa truffa, basta con questa stretta mortale. Chi è il colpevole? Nessuna legge al mondo dovrebbe determinare la morte, eppure dietro ai fantasmi giuridici si nascondono le macchine della morte che agiscono indirettamente e per conto dello sterminatore, gli schiavi che non reggono al sistema sono solo di ostacolo al sistema.</p>
<p>Si può denunciare lo stato oltre che per truffa, per estorsione, cadute funzioni, anche per stalking? Questo Stato non ci serve più, dobbiamo fondare una ricostituente, che metta al centro l&#8217;uomo e non il mercato, che metta al centro la dignità, non il denaro.</p>
<p>Quante notti dovranno passare prima che arrivi l&#8217;alba dell&#8217;umanità che si aiuta?<br />
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