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Archive for Ecologia/Ambiente

feb
18

LAVORO LAVORO LAVORO

Di | Commenti (0) Stampa Stampa

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Lavoro. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono, tutti lo annunciano ma trovarne anche solo traccia è davvero impresa ardua. Tutte le politiche adottate sino ad ora per creare occupazione hanno solo prodotto precariato e null’altro.

Le aziende chiudono a ritmi vertiginosi, la disoccupazione, in particolare quella giovanile e al sud , ha raggiunto cifre record, le grandi imprese delocalizzano, il ricorso alla cassa integrazione è al massimo storico e in continua crescita. La drastica riduzione del reddito  e il conseguente calo delle entrate fiscali ha portato la tassazione a livelli non più sopportabili che, a sua volta, strangola il sistema economico e produttivo del paese.

Come usicre da tale circolo vizioso?

A fornirci un esempio concreto e fattibile è una regione della Francia: il nord pas de calais. Molto somigliante , sotto diversi aspetti, alla Puglia: 4 milioni di abitanti circa, per decenni importante bacino carbonifero e presenza di industria pesante (acciaio, chimica). Regione che scommette su un modello di sviluppo decisamente diverso da quello che la ha caratterizzata per decenni. Un modello di sviluppo basato sui principi della Terza Rivoluzione Industriale; una scommessa sul futuro che si dimostra vincente con la creazione di numerosissimi posti di lavoro grazie ad importanti investimenti in innovazione, efficienza e sostenibilità.

Un piano concreto che puntando su attività a bassa intensità di capitale ma ad alta intensità di lavoro ha saputo rigenerare l’economia di una regione profondamente in crisi. Ugual cosa accadrebbe in Puglia, regione che potrebbe contare altresì su importanti risorse in ambito turistico, culturale e agroalimentare.

#puglia5stelle #sipuòfare #avoilascelta #unodivoi

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Sabato ho partecipato ad un incontro pubblico sulle problematiche ambientali riguardanti il Canale Reale che parte da Villa Castelli e sfocia proprio all’interno della riserva naturale di Torre guaceto e in cui vengono sversati i reflui di numerosi depuratori.

Un incontro interessante con una precisa e puntuale documentazione fotografica della drammatica situazione in cui versa questo canale e in cui si è annunciata la volontà di predisporre un progetto di bonifica e riqualificazione anche ai fini turistici di ciò che oggi è una vera e propria cloaca a cielo aperto che attraversa l’intera provinca di Brindisi. La bonifica del canale è fondamentale sia per gli impatti sulle acque di falda, sia per le ripercussioni sulla riserva di Torre guaceto dove, appunto, tale canale sfocia. All’incontro erano presenti anche il sindaco di Carovigno Mimmo Mele e il consigliere regionale Giovanni Epifani (PD) che, debbo dire, hanno non poche responsabilità, insieme alle rispettive forze politiche, sulla situazione ben documentata durante l’incontro.

Unico nota dolente dell’incontro è stata la sensazione che si volesse sminuire la problematica riguardante il depuratore consortile di Carovigno, messo in esercizio da qualche mese in violazione di non poche normative, e su cui si stanno battendo alcuni comitati locali nonchè il movimento 5 stelle. Una problematica, questa, che invece si va aggiungere a quelle evidenziate durante l’incontro, aggravando ancor più la situazione. L’ausipicio e l’impegno non può che essere quindi di unire le forze e pretendere la bonifica di questo canale dall’inizio alla fine affrontando con determinazione e con le necessarie risorse, le numerose problematiche e criticità del sistema di depurazione in Puglia che versa e sversa in condizioni davvero drammatiche, una vera e propria emergenza regionale sia da un punto di vista ambientale che di tutela della salute.

Il mio intervento all’incontro qui -> http://youtu.be/CF1Z8Lo3-mA

“Ho seguito la vostra presentazione e ho visto con interesse queste immagini con sgomento. Una situazione che un pò conoscevo ma sicuramente non così nel dettaglio. Però ci sono un paio di cose che non riesco a comprendere, partiamo ad aesempio dai dati ARPA: inizialmente dite, sostanzialmente, che non vi fidate dei dati ARPA che dicono che il depuratore di Ceglie Messapica funzioni bene, però d’altro canto utilizzate i dati ARPA per dire che il depuratore consortile di Carovigno invece funziona. O di ARPA ci fidiamo o di ARPA non ci fidiamo, quindi se si rileva, giustamente, che i dati ARPA di ceglie non corrispondo alla realtà, possiamo facilmente ipotizzare che anche che i dati ARPA relativi al depuratore consortile possono essere, anche quelli non veritieri della situazione al di là degli odori e del colore delle acque che possono, comunque, essere regolati con additivi e sostanze varie.

Perchè in questa presentazione, bellissima la vostra idea: la bonifica del canale, il recupero ai fini turistici, ho colto uno sminuire un problema che, invece, secondo me è aggiuntivo a quello che voi dite e cioè, questo canale fortemente inquinato ha, addirittura, verso la fine un ulteriore sversamento. Ho sentito il termine “acqua pulita” che non esiste tecnicamente, esistono acque depurate (tabella 1, tabella 2, tabella 3, tabella 4), non può uscire da un depuratore acqua pulita, esce acqua depurata. In questo momento, secondo i dati ARPA, esce acqua depurata in tabella 4, anche se quel depuratore è realizzato per la depurazione in tabella 2. Non fa bene alla riserva, e non lo dico io, lo dice lo stesso acquedotto che sui giornali dice che fa bene, e lo vediamo nei titoloni, ma nella realtà viol fare le trincee drenanti. Perchè vuol fare le trincee drenanti? Perchè vuole rallentare in flusso che arriva a mare, quindi come dicono anche quelli che gesticono l’area marina e i comitati vari, non fa bene alla riserva che è un gioiello da preservare tanto quanto il canale reale con la proposta che qui è stata fatta, una proposta di buon senso che deve valere per l’area di torre guaceto, sia per quanto riguarda lo scarico, sia per gli altri fenomeni di inquinamento che abbiamo visto.

E’ verissimo che Torre Guaceto nasce dall’incontro di acqua dolce e acqua salata, è una cosa che si è fatta nei secoli, ma non quest’acqua, non l’acqua degli scarichi. L’acqua naturale, quella che arriva dalle sorgenti, quella che arriva dall’acqua piovana. Quest’acqua qua non gli fa bene, ne che sia quella del depuratore di Latiano, di Ceglie, di Francavilla e, tanto meno, quello del depuratore consortile di Carovigno.

Sindaco, non è una battaglia contro il depuratore. Nessuno vuole fare la battaglia al depuratore, sarei stupido. In effetti la situazione in Puglia dei depuratori fa pena da tutte la parti, abbiamo qui un depuratore che sostanzialmente funziona discretamente e nessuno vuole fare la battaglia al depuratore, anche se, come lei sa, è stato  avviato violando non poche norme. Manca l’autorizzazione di immissione in atmosfera, manca la valutazione di incidenza ambientale per lo scarico. Il problema è quello, il problema è lo scarico! Troviamo una soluzione e mi sembra che il recupero ai fini irrigui sia preferibile anche alla condotto sottomarina.

Quando si affronta un problema , e pensando anche alla questione Pilone mi rivolgo anche al consigliere Epifani, cerchiamo di non creane un altro. Magari al Pilone cerchiamo di non fare la vasca sopra la spiaggia e, in questo caso, evitiamo di scaricare reflui a mare che sicuramente non fanno bene alla riserva e magari possiamo evitare anche la condotta sottomarina che comunque non farebbe bene e toglierebbe invece acqua importante per l’entroterra.

Grazie”

 

 

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Stamane siamo andati al tribunale di Brindisi a depositare un esposto nei confronti del Presidente  Vendola e dei funzionari di Acquedotto pugliese responsabili, come ammesso dal vice ministro all’ambiente,  di aver rilasciato l’autorizzazione allo scarico di reflui fognari nella zona A (massima protezione) della riserva marina di Torre Guaceto.

Guai in arrivo per Niki Vendola e AQP. Abuso d’atti d’ufficio  e abuso di potere, questi i reati ipotizzati dai 5 stelle della provincia di Brindisi che, sabato 17 Gennaio, si sono recati presso la Procura della Repubblica  per depositare un esposto nei confronti del Presidente della Regione Puglia e alcuni funzionari dell’acquedotto  pugliese.

Al centro dellla questione lo scarico, all’interno della area marina protetta di Torre Guaceto,  delle acque provenienti dal depuratore consortile di Carovigno, autorizzato senza l’obbligatoria “Valutazione di Incidenza Ambientale “.

A confermare la mancanza di questo fondamentale atto, il sottosegretario  all’ambiente  On. Silvia Velo in risposta ad una specifica interrogazione parlamentare del Deputato 5 stelle Diego de Lorenzis.

Una problematica, quella di Torre Guaceto, che i pentastellati stanno seguendo sin dall’inizio con attenzione e forte preoccupazione e sulla quale hanno costituito una apposita task force con parlamentari e attivisti locali in stretto contatto con il Comitato Nazionale di salvaguardia di Torre Guaceto e il suo Presidente  Dr Elio Lanzillotti a cui va il merito di questa iniziativa che i 5 stelle, condividendola, hanno deciso di sottoscrivere e sostenere con forza.

A depositare l’esposto numerosi attivisti locali della provincia di Brindisi, la Senatrice Barbara Lezzi, il Deputato  Giuseppe D’Ambrosio  e l’eurodeputata Rosa D’Amato.

“Siamo tutti impegnati in questa vera e propria emergenza territoriale – chiosano i 5 stelle – per salvaguardare una tra le riserve marine più importanti del mondo. Un gioiello del nostro territorio  nonchè tassello importante dell’economia locale. Un tesoro da custodire e valorizzare non certo da distruggere sversandoci dentro scarichi fognari”.

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colli

Una politica che ancora non ha capito quale siano le vere ricchezze del nostro territorio, quelle su cui puntare per un modello di sviluppo economico lungimirante e sostenibile. Una politica che ancora insiste con la realizzazione di una strada inutile e dannosa che avrebbe come unico effetto la devastazione irreversibile di luoghi meravigliosi e suggestivi. Una strada che sarebbe l’ennesima ferita ad un territorio già violentato da una cementificazione selvaggia e speculativa, una strada che toglierebbe una importante risorsa per il rilancio economico della zona e delle future generazioni.

Una strada che non può riguardare solo le popolazioni locali, ma tutti. Perchè ogni pezzo di territorio devastato è un pezzo di bene comune tolto all’intera collettività. Un invito quindi a sottoscrivere la petizione on line avviata dal comitato Salvaguardia Ambiente e Territorio Cisternino. -> qui

NO ALL’ASFALTO SUI COLLI DI CISTERNINO

NO ALL’ASFALTO SUI COLLI DI CISTERNINO
NO ALLA STRAGE DEI COLLI

Sottoscrivi l’appello alle amministrazioni pubbliche
Si invitano tutti i cittadini di Cisternino, nonché tutti coloro che, anche se residenti altrove, sono coinvolti dal nuovo progetto della cosiddetta “strada dei colli”, a fare appello al Comune di Cisternino e alla Regione Puglia perché la nuova strada prevista tra Ostuni e Cisternino, non venga realizzata.

Infatti una strada asfaltata a doppio senso di marcia, con guard-rail e quant’altro, discendente dalla strada alta di Ostuni per percorrere poi le contrade fino alla Madonna d’Ibernia con una larghezza media tra asfalto e canali di scolo di 15m.

1) comprometterebbe gravemente il paesaggio e l’ambiente ancora relativamente integro della collina tra le due cittadine, cioè di un’area protetta e andrebbe a confliggere evidentemente con il nuovo Piano Paesaggistico Regionale.

2) comporterebbe centinaia di espropri di terreni coltivati e boschivi con distruzione di numerosissimi muretti a secco tradizionali e alberi secolari quali ulivi (521) fragni, lecci….

3) danneggerebbe gravemente sul piano economico, ambientale e della salute le piccole aziende agricole e turistiche e le abitazioni situate in tutta l’area.
Si chiede perciò alle amministrazioni pubbliche di non procedere con questo progetto limitandosi, ove necessario, a migliorare lo stato delle strade esistenti e proporre alla Regione Puglia di poter destinare il finanziamento anche al miglioramento della viabilità e alla manutenzione in tutto il territorio comunale.

Si chiede infine che tutti gli abitanti delle zone interessate, e chiunque ne faccia richiesta, vengano tempestivamente e regolarmente informati sulle decisioni assunte e loro eventuali modifiche, nonché sui tracciati definitivi e lo stato dei lavori.

Comitato Salvaguardia Ambiente e Territorio Cisternino

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cestinirifiuti

Spopolano sul web foto di strabordandi cestini portarifiuti, monnezza abandonata ovunque e degrado diffuso che danno di Ostuni l’immagine di ciò che è: una splendida cittadina con mare e paesaggi mozzafiato ma sporca per non dire lurida.

Alle foto si accompagnano quasi sempre lunghe e tediose discussioni dove sempre più spesso si leggono cose che voi umani non potete neanche immaginare. Dal dare la colpa a chi butta i rifiuti negli appositi contenitori (cestini stradali) che per questo motivo si riempiono, alla più diffusa abitudine ad addossare le colpe alla inciviltà degli ostunesi o dei turisti(il colpevole varia a seconda che a dichiararlo sia un ostunese o un turista). Nessuno naturalmente si addossa la responsabilità della situazione, tutti hanno sempre un qualcun’altro da incolpare. Chi gestisce è sempre, e sottolineo sempre, colui che ha fatto l’impossibile per un servizio di qualità, ha dato il massimo, fatto salti mortali e triplisalti mortali, ma l’inciviltà, la non collaborazione di cittadini e turisti e bla bla bla ha causato quel “raro” caso fotografato e diffuso sul web.

Tutto questo condito dai numerosi commenti di “esperti” nella gestione dei rifiuti. In Italia, si sà, tutti sono esperti di tutto, dal calcio, alle automobili e, perchè no, alla gestione dei rifiuti. Tutti “esperti” che sull’argomento, come chi gestisce il settore ad Ostuni,  non ha la benché minima competenza. Ignoranti sapientoni sempre pronti a distribuire il proprio sapere.

Inefficienti gestioni dei rifiuti dipendono sempre da inefficienti organizzazioni. Questa non è un opinione ma un fatto obbiettivo ed ampiamente dimostrato. Se non si parte da questo fondamentale aspetto per poi analizzare l’attuale sistema e attuare gli oppurtuni correttivi la problematica non potrà che peggiorare. La “nuova” amministrazione nonostante i tanti impegni e proclami annunciati durante la campagna elettorale non ha emesso un solo atto amministrativo sulla gestione dei rifiuti o sul mantenimento del decoro urbano. Quando documentato sul web non deve meravigliare ne, tanto meno, trovare assurde giustificazioni, semmai un assunzione di responsabilità quella responsabilità tanto decantata ma che poi nei fatti nessuno si assume.

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