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Archive for Ecologia/Ambiente

cestinirifiuti

Spopolano sul web foto di strabordandi cestini portarifiuti, monnezza abandonata ovunque e degrado diffuso che danno di Ostuni l’immagine di ciò che è: una splendida cittadina con mare e paesaggi mozzafiato ma sporca per non dire lurida.

Alle foto si accompagnano quasi sempre lunghe e tediose discussioni dove sempre più spesso si leggono cose che voi umani non potete neanche immaginare. Dal dare la colpa a chi butta i rifiuti negli appositi contenitori (cestini stradali) che per questo motivo si riempiono, alla più diffusa abitudine ad addossare le colpe alla inciviltà degli ostunesi o dei turisti(il colpevole varia a seconda che a dichiararlo sia un ostunese o un turista). Nessuno naturalmente si addossa la responsabilità della situazione, tutti hanno sempre un qualcun’altro da incolpare. Chi gestisce è sempre, e sottolineo sempre, colui che ha fatto l’impossibile per un servizio di qualità, ha dato il massimo, fatto salti mortali e triplisalti mortali, ma l’inciviltà, la non collaborazione di cittadini e turisti e bla bla bla ha causato quel “raro” caso fotografato e diffuso sul web.

Tutto questo condito dai numerosi commenti di “esperti” nella gestione dei rifiuti. In Italia, si sà, tutti sono esperti di tutto, dal calcio, alle automobili e, perchè no, alla gestione dei rifiuti. Tutti “esperti” che sull’argomento, come chi gestisce il settore ad Ostuni,  non ha la benché minima competenza. Ignoranti sapientoni sempre pronti a distribuire il proprio sapere.

Inefficienti gestioni dei rifiuti dipendono sempre da inefficienti organizzazioni. Questa non è un opinione ma un fatto obbiettivo ed ampiamente dimostrato. Se non si parte da questo fondamentale aspetto per poi analizzare l’attuale sistema e attuare gli oppurtuni correttivi la problematica non potrà che peggiorare. La “nuova” amministrazione nonostante i tanti impegni e proclami annunciati durante la campagna elettorale non ha emesso un solo atto amministrativo sulla gestione dei rifiuti o sul mantenimento del decoro urbano. Quando documentato sul web non deve meravigliare ne, tanto meno, trovare assurde giustificazioni, semmai un assunzione di responsabilità quella responsabilità tanto decantata ma che poi nei fatti nessuno si assume.

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ago
19

Fortemente inquinato

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fortementeinquinato

Per il secondo anno consecutivo, Goletta Verde di Legambiente verifica un forte inquinamento in prossimità dello sbocco del depuratore di Ostuni in località Villanova. Le analisi rrilevano una forte presenza di batteri intestinali, di molto superiori ai valori di sicurezza previsti dalla normativa vigente. Nessuna analisi e quindi nessuna notizia su eventuali altri agenti inquinanti: sostanze chimiche, saponi, ecc.

La cosa non deve sorprendere visto che, come noto, il depuratore di Ostuni non è in grado di sopportare il carico di lavoro a cui è sottoposto, ne in situazione normale quando deve soddisfare solamente le esigenze della popolazione residente ne, tanto meno, durante la stagione estiva quando le presenze sul territorio arrivano persino a quintuplicarsi.

Non a caso è previsto un potenziamento dell’impianto. Progetto già in elenco tra i tanti previsti dall’acquedotto pugliese, gestore dell’impianto, ma che attende di essere realizzato come i tanti interventi previsti sui depuratori di tutta Puglia la cui situazione è, a dir poco, disastrosa.

Ma se l’acquedotto pugliese latita, la politica locale dorme e così di fronte alle rilevazioni di Goletta Verde, lo scorso anno il sindaco Tanzarella e quest’anno – a conferma del cambiamento avviato – il sindaco Coppola, la risposta è sempre la stessa. Invece di pretendere dall’acquedotto la risoluzione del noto problema fonte di inquinamento, forti rischi sanitari per la popolazione nonché un considerevole danno di immagine si limitano a minimizzare la problematica e a criticare la diffusione di questi dati.

Un paradosso per la “nuova” amministrazione giustamente preoccupata per il rischio sversamenti in mare che potrebbero nascere da una vasca di decantazione prevista a ridosso della spiaggia del Pilone, ma totalmente indifferente a reali fiumi di merda che concretamente si riversano in mare ogni anno.

Categorie : Ecologia/Ambiente
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ago
09

La colata

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cementoostuni

E’ di questi giorni il dossier sviluppato dal WWF (qui) sulla cementificazione delle coste Italiane. Un rapporto che evidenzia la drammaticità delle conseguenze di scellerate scelte urbanistiche e del diffuso abusivismo edilizio incentivato dai numerosi condoni approvati nei passati decenni.

Un rapporto in cui non poteva passare inosservata la città di Ostuni la cui economia locale è da sempre basata sul cemento. In particolare nel rapporto si evidenzia una area, quella di Diana Marina, mostrando  la differenza tra la situazione rilevata nel 2009 e quella attuale.

In realtà il peso edlizio sopportato dalla costa ostunese è molto più imponente e devastante di quanto descritto nel dossier e, aimè, la situazione è destinata solo a peggiorare sia per le edificazioni già approvate ed in attesa solo di essere realizzate, sia per le continue dichiarazioni della “nuova” amministrazione circa la volontà di far realizzare nuove strutture ricettive proprio sulla costa.

Come possibile osservare dalla foto qui sopra le aree ancora scevre dal cemento sono ormai dei rimasugli in un trato di costa di ben 22 Km. Le aree nere rappresentano le edificazioni già presenti mentre le rosa quelle di prossima realizzazione. Un solo tratto, a sud, ha resistito in questi anni all’invasione del cemento e della speculazione edilizia, un area di particolare bellezza denominata Torre Pozzella con calette e fondali mozzafiato circondate da una rigogliosa macchia mediterranea. Un area che dovrebbe essere sottoposta a vincoli decretandola aree di interesse naturalistico prima che un qualche speculatore, col favore di una amministrazione favorevole a nuove edificazioni sulla costa, dia il via alla cementificazione anche di questo angolo di paradiso.

Per comprendere al meglio quale la situazione e i pericoli che incombono va ricordato quanto successo pochi mesi fa quando in consiglio comunale la lottizzazione Mogale, il riquadro rosa più grande, è stata approvata con un solo voto contrario su 31.

CEMENTOSpA

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La gestione dei rifiuti ad Ostuni, nonostante le sviolinate su numeri ambigui dell’amministrazione uscente, è un problema serio ed un costo enorme. 8 milioni di euro all’anno il peso a carico dei cittadini, 6,5 milioni per l’appalto 1,5 milioni per lo smaltimento. Gli introiti derivanti dalla vendita del differenziato, di cui nessuno sa l’ammontare, finisce nelle tasche della ditta appaltante grazie ad un “regalo” bipartisan che il centrosinistra e il centrodestra insieme hanno approvato.

I rifiuti, oggi un problema ed un costo, possono diventare una risorsa ed un settore in grado di generare lavoro. La prima cosa da fare è dare attuazione alla direttiva europea sulle tre “R”: Riduzione, Riuso, Riciclo. Sono tre azioni gerarchiche che vanno eseguite nel corretto ordine e in cui il Riciclo, la raccolta differenziata appunto, è l’ultima.

Di importanza fondamentale la trasformazione dell’attuale isola ecologica, che di ecologico non ha nulla, in una vera e propria banca dei rifiuti e del riuso. Una struttura, come già dimostrato in realtà simili a quella Ostunese, in grado di generare una ottantina di posti di lavoro nella separazione meccanica e manuale del differenziato,  nei laboratori del riuso e della riparazione,  nella struttura amministrativa che deve gestire il tutto.

Altro passo fondamentale la semplificazione della raccolta differenziata oggi basata sull’utilizzo di numerosi contenitori. Tre sono più che sufficienti. Uno per l’umido, uno per l’indefferenziato, uno per il differenziato. Le materie saranno poi separate presso la banca dei rifiuti con sistemi meccanici e manuali. Le materie prime così divise potranno essere venduti agli appositi consorzi garantendo al sistema gli introiti necessari al suo mantenimento.

Infine, il passaggio dalla tassa alla tariffa. se oggi si paga la TARSU in base ai mq dell’immobile, da domani si dovrà pagare in base alla quantità dei rifiuti prodotti. Più produci più paghi, meno produci meno paghi.

CAMBIA-MENTI e ciò che oggi è un problema ed un costo, diventerà un opportunità di sviluppo e lavoro.

kitemmuort

Da un lato una amministrazione che si vanta di percentuali di raccolta differenziata a cui, ormai, credono solo loro. Dall’altra il candidato sindaco del centro destra che, nel tentativo di mettere in dubbio quei dati, sfarfuglia dimostrando ancora una volta di parlare di cose di cui non capisce e non sa nulla. Intanto la gestione dei rifiuti ad Ostuni è ancora alla preistoria e in mano a questi incompetenti ed incapaci non potrà che andare peggio.

Quattro anni fa, in occasione della predisposizione del piano industriale dei rifiuti, feci una relazione con all’interno una serie di osservazioni. Osservazioni che ancora oggi stanno  tutte sul tavolo e che sono alla base delle problematiche e degli enormi costi a cui è soggetta l’intera città. In particolare segnalavo l’idiozia di aver previsto che eventuali costi di smaltimento fossero a carico del comune mentre gli incassi derivanti dalla vendita delle materie recuperate con la raccolta differenziata andassero alle ditte appaltatrici. Una idiozia che solo una classe politica incompetente ed incapace poteva accettare. E’ come se qualcuno vi proponesse un attività imprenditoriale dove gli incassi sono suoi e le spese vostre. Accettereste o lo madereste a cagare?

La questione non è quindi che qualcuno spieghi al candidato Coppola perchè a bilancio non ci sono gli introiti derivanti dalla raccolta differenziata, ma semmai che Coppola spieghi a tutti noi che diavolo ci è stato a fare in questi anni in consiglio se non si è neanche accorto delle boiate approvate persino col suo voto favorevole.

La gestione dei rifiuti deve essere completamente ripensata. Ciò che oggi rappresenta un problema ed un considerevole costo (circa 8 milioni di euro all’anno) deve diventare una opportunità, un occasione di sviluppo e di lavoro. Applicando in primis la direttiva europea delle tre “R”: Riduzione, Riuso e, solo infine, Riciclo con la raccolta differenziata. L’isola ecologica, che di ecologico oggi ha solo il nome va riorganizzata e fatta diventare una centro del riuso e del riciclo. Una struttura che a regime darà lavoro a non meno di 50 persone. La raccolta differenziata va ottimizzata ma ancor prima semplificata diminuendo al minimo il numero di contenitori. 3 sono più che suffcienti. Infine di fondamentale importanza il passaggio dalla tassa (TARSU) alla tariffa. Nessuno deve pagare in base ai metri quadri della propria abitazione o attività, ma in base alla quantità di rifiuti prodotti. Produci tanto paghi tanto, produci poco paghi poco. Non solo, come abbiamo detto i riifuti sono una risorsa, hanno un valore, si possono vendere. Presso l’isola ecologica andrà aperta una banca dei rifiuti dove la plastica, la carta, il metallo, ecc che, ben differenziato, verrà li conferito sarà pagato.

Da problema a risorsa, a opportunità di lavoro, ma solo se sapremo evolverci, solo se saremo capaci di liberarci di questa inetta, incapace ed incompetente classe politica, solo se saremo capaci di CAMBIA-MENTI.

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