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	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani &#187; Di la tua</title>
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	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
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		<title>Di la tua: urbanistica</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 13:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di la tua]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
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		<description><![CDATA[La città ha visto uno sviluppo autocentrico, va rimesso al centro della progettualità la persona, la città non può essere vista solo come grande cantiere o grande parcheggio, ma un luogo in cui la società si incontra ed evolve. I quartieri dormitorio creati negli anni 60/70 e tutt&#8217;oggi sono un insulto alla socialità, un insulto [...]]]></description>
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<p>La città ha visto uno sviluppo autocentrico, va rimesso al centro della progettualità la persona, la città non può essere vista solo come grande cantiere o grande parcheggio, ma un luogo in cui la società si incontra ed evolve. I quartieri dormitorio creati negli anni 60/70 e tutt&#8217;oggi sono un insulto alla socialità, un insulto all&#8217;intelletto nonché uno schiaffo al bello; la bellezza del centro storico e della zona ottocentesche lasciataci dai nostri avi è stata circondata da montagne di merda . Siamo chiamati ad una grande ristrutturazione delle nostre città, dei nostri paesi dopo cinquant&#8217;anni di danni causati dai comitati d&#8217;affari insiedatisi nei consigli comunali. Questo si chiama sviluppo sostenibile, crea posti di lavoro, migliora la qualità della vita, ci proietta verso il futuro, garantisce alle future generazioni le stesse possibilità di sviluppo.</p>
<p>Alcune idee.</p>
<p><span id="more-674"></span></p>
<ul>
<li>Blocco delle aree di espansione edilizia nei piani regolatori delle aree urbane. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Concessioni di licenze edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico;</li>
</ul>
<ul>
<li>Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno);</li>
</ul>
<ul>
<li>Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di: migliorare i microclimi urbani, aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli; potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento di CO2;</li>
</ul>
<ul>
<li>Valutazione strategica dell’impatto ambientale, ma anche visivo (il paesaggio è di tutti) per qualsiasi intervento sul territorio;</li>
</ul>
<ul>
<li>Uso nell’edilizia di materiali locali, per quanto possibile, e riutilizzo di materiali provenienti dalle demolizioni;</li>
</ul>
<ul>
<li> Dotazione obbligatoria di impianti fognari dove sono ancora assenti ed incentivi in favore di impianti di depurazione per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario;</li>
</ul>
<ul>
<li>Aumentare la qualità nel riscontro degli ispettori dei cantieri per la sicurezza sul lavoro ed aumentare l&#8217;efficacia dei controlli per verificare i lavori in nero;</li>
</ul>
<ul>
<li>Negli appalti pubblici deve essere considerata anche la fedina penale dei titolari e dei cda delle ditte che si offrono per la costruzione / ristrutturazione</li>
</ul>
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</ul>
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		<title>Di la tua: rifiuti zero</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di la tua]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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<p>Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama, è necessario partire da questi concetti:</p>
<p>a) Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento discariche è di 15 a 1, vale a dire che ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea 1 solo per discariche ed inceneritori;</p>
<p>b) L’incenerimento, privato dei sussidi pubblici Cip6 ricavati dalle tasse dei cittadini, non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo più costoso di smaltimento;</p>
<p>c) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita .</p>
<p>Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:</p>
<p><span id="more-613"></span></p>
<ul>
<li> Tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni. Prevedere quindi la creazione di un apposito Centro Studi in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di ecodesign) per studiare quanto non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutilizzabili, riciclabili o compostabili;</li>
</ul>
<ul>
<li> Affidarsi alla raccolta porta a porta, poichè determina una riduzione dei rifiuti e rispetto a quella stradale con cassonetti permette il raggiungimento di maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità ed un maggior risparmio e recupero energetico dei materiali. Le bollette, per famiglie ed imprese, si devono basare su di una tariffa puntuale (al kg e non al metro quadro) tramite microchip, vale a dire che più ricicli e meno paghi;</li>
</ul>
<ul>
<li> Pianificare la riduzione dei rifiuti  con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto, compostaggio domestico eccetera. Prendere accordi con le imprese e la grande distribuzione al fine di creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio e triplo imballaggio;</li>
</ul>
<ul>
<li> Realizzare “Negozi del riciclo”, dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica, vetro, lattine e carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato;</li>
</ul>
<ul>
<li> Raccolta differenziata in tutte le scuole e luoghi pubblici (università, centri sportivi, cinema, luoghi di lavoro). Questo permetterà di educare il cittadino al riciclo in ogni momento della vita quotidiana. Attuare progressivamente una digitalizzazione delle lettere all&#8217;interno dei luoghi pubblici per ridurre la quantità di carta circolante e di traffico per le strade;</li>
</ul>
<ul>
<li> Realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali facilmente accessibili ai cittadini;</li>
</ul>
<ul>
<li> Costruzione di impianti di digestione anaerobica e compostaggio (che lavorano &#8220;a freddo&#8221; come il Tmb, Trattamento Meccanico Biologico) con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi possono contribuire al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale;</li>
</ul>
<ul>
<li> Costruzione di moderni centri riciclo modello Vedelago (a maggiore partecipazione pubblica), dove anche gli scarti residui non riciclabili come quelli plastici-cartacei appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando nuove cave). Tale impianto costa molto meno di un inceneritore e migliora il ciclo riguardante la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati &#8220;a freddo&#8221;, prendere in considerazione le tecniche di &#8220;Oxy-Combustione senza fiamma&#8221;. Impegnarsi a recuperare plastica, vetro, alluminio e tutto quanto può essere riutilizzato dalle vecchie discariche;</li>
</ul>
<ul>
<li> Promuovere l&#8217;adozione, tramite incentivi, dei pannolini riusabili negli asili nido. Promuovere l&#8217;uso delle borse riutilizzabili vietando la produzione di quelle in plastica. Ogni evento patrocinato oppure organizzato dal Comune deve avere la minore impronta ecologica possibile.</li>
</ul>
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		<title>Di la tua: uso del territorio</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 10:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di la tua]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[participazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Che si fa per evitare che il territorio venga devastato, cementificato, impermeabilizzato, distrutto nelle sue qualità, invaso da rifiuti d&#8217;ogni genere, trasformato da risorsa a rischio per la vita degli uomini, negato nella sua natura di patrimonio comune e ridotto a merce, materia bruta di arricchimenti individuali? In Italia, oggi, poco o nulla. Chiamiamo terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="miniyoutube"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="239" height="200" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5WfWyG0HBBE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="239" height="200" src="http://www.youtube.com/v/5WfWyG0HBBE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Che si fa per evitare che il territorio venga devastato, cementificato, impermeabilizzato, distrutto nelle sue qualità, invaso da rifiuti d&#8217;ogni genere, trasformato da risorsa a rischio per la vita degli uomini, negato nella sua natura di patrimonio comune e ridotto a merce, materia bruta di arricchimenti individuali? In Italia, oggi, poco o nulla.</p>
<p>Chiamiamo terra il territorio vergine, dominato dalla natura. Dobbiamo avere consapevolezza del valore della terra non urbanizzata, non coperta da cemento e asfalto, lasciata libera allo svolgimento del ciclo naturale. La terra, come componente naturale del pianeta, è un bene. La sua struttura fisica è una risorsa essenziale, ed essenziali sono le azioni che su di essa compiono le forme elementari della fauna e della flora. Occorre conoscere, amare, rispettare la terra in quanto tale.</p>
<p><span id="more-539"></span></p>
<p>Le esigenze della società possono richiedere che qualche ulteriore pezzo di terra venga occupato dalla città: ma occorre dimostrare inoppugnabilmente che quella esigenza non può essere soddisfatta altrimenti. E bisogna comunque sentire questa scelta come una perdita, che è stato necessario subire ma che  si deve proporre di risarcire, restituendo alla natura qualche altro frammento del pianeta che non è più necessario all&#8217;urbanizzazione. Le civiltà umane hanno aggiunto qualità alla natura: non sempre e non tutte. A volte per accrescere la qualità nuova hanno distrutto qualità preesistenti. Non possiamo ricostruire quello che c&#8217;era e oggi non c&#8217;è più, ma possiamo imparare a comportarci in modo diverso da quei nostri avi che hanno distrutto invece di proseguire il lavoro dei loro predecessori. Aprire un supermercato alla periferia della città provoca un grande aumento del traffico, quindi richiede la formazione di nuove strade, parcheggi, etc; al tempo stesso, stimola l&#8217;apertura di altri negozi, servizi e funzioni che guadgnano dalla presenza di numerosi passanti. Allargare una strada e rendere più fluido il traffico in una parte della città provoca un afflusso di automobili generalmente maggiore all&#8217;aumento della capacità della rete stradale e quindi richiede nuovi interventi che a loro volta generano nuovo traffico.</p>
<p>Detto ciò diviene necessario stabilire dei principi fondamentali che devono sempre e comunque essere rispettati nelle scelte di gestione ed utilizzo del territorio, principi che devono basarsi sul bene comune spesso ignorato in favore di interessi personali, una specie di &#8220;statuto del suolo&#8221;. Alcune proposte.</p>
<ul>
<li>La città, il territorio del quale è nata e di cui essa fa parte, gli uomini e la società che la costruiscono, la abitano e la utilizzano fanno parte di un unico sistema;</li>
<li>si attribuisce priorita alla tutela dell&#8217;integrità fisica del territorio, intesa come preservazione da fenomeni di degrado e di alterazione irreversibile dei connotati materiali del sottosuolo, suolo, soprassuolo naturale, corpi idrici, atmosfera, considerati singolarmente e nel complesso, con particolare riferimento alle trasformazioni indotte dalle forme d&#8217;insediamento dell&#8217;uomo;</li>
<li>si riconosce la necessità e la responsabilità, nei confronti delle generazioni future, di non disperdere le straordinarie ricchezze e bellezze del territorio comunale così come ci sono state tramandate attraverso il secolare lavoro della natura e dell&#8217;uomo;</li>
<li>i piani urbanistici devono essere volti prioritariamente al recupero e alla valorizzazione dell&#8217;esistente e considera prioritariamente il riuso e la riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti rispetto ad ogni ulteriore consumo di suolo;</li>
<li>la città è luogo di massima espressione della vita civile e politica nel quale la convivenza sociale facilita l&#8217;esercizio attivo dei diritti individuali. E&#8217; pertanto indispensabile favorire la convivenza sociale attraverso: <strong>1</strong>) un sistema di regole di uso del territorio che garantiscono la massima diffusione dei diritti primari dei cittadini quali la salute, la mobilità, la libertà di cultura e d&#8217;istruzione pubblica, la casa, la sicurezza sociale; <strong>2</strong>) una specifica attenzione agli spazi pubblici affinché siano resi attraenti, sicuri e utilizzabili da tutti, con particolare attenzione per i cittadini più deboli come i bambini, gli anziani, i portatori di handicap; <strong>3</strong>) la definizione di un assetto della mobilità che temperi l&#8217;esigenza di spostarsi con quella di garantire la salute e la sicurezza dei cittadini.</li>
</ul>
<p>Naturalmente non basta che i principi siano scritti nelle norme: occorre che essi siano posti preliminarmente in discussione, che arrivino a tutti gli abitanti, che costituiscano l&#8217;oggetto di molte riunioni nel corso dei quali s&#8217;illustri, si articoli, si modifichino le formulazioni. Bisogna che questa discussione sia accompagnata dall&#8217;illustrazione e dal dibattito sul territorio: sulle sue caratteristiche, rischi, problemi, regole che esso stesso pone alle trasformazioni. E bisogna che la fedeltà a questi principi sia il parametro sulla cui base i cittadini verificheranno e valuteranno le scelte degli amministratori.<br />
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		<title>Di la tua: banda larga gratis</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 15:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di la tua]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="miniyoutube"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="239" height="200" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Rqu5ak7x3a8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="239" height="200" src="http://www.youtube.com/v/Rqu5ak7x3a8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>La presenza di una connessione ADSL è ormai per il cittadino assimilabile ad uno dei servizi primari erogati da un Ente. La mancanza di connessioni Internet su “banda larga” decreta una discriminazione sociale di fatto, rispetto ai territori dotati di questa possibilità. Tale fenomeno è infatti chiamato “Digital Divide”.<br />
Se da un lato, disporre di una connessione così detta a “banda larga”, significa un mezzo ludico/lavorativo essenziale per molti privati cittadini e professionisti, dall’altro è da considerarsi strumento dalle molteplici possibilità di utilizzo, che può consentire il massimo ritorno in termini di benefici (sociali, d’immagine ed economici) nel momento in cui viene a configurarsi come alta tecnologia, messa a disposizione dei cittadini e di chiunque nel territorio interessato ne faccia richiesta.</p>
<p><span id="more-509"></span><br />
Realizzare un infrastuttura del genere vorrebbe dire:</p>
<ul>
<li>porre le basi per eliminare il fenomeno di “Digital Divide”;</li>
</ul>
<ul>
<li>dare la possibilità a qualsiasi famiglia, di poter accedere con estrema velocità ad una serie di servizi e conoscenze presenti in Internet, annullando inoltre il costo telefonico dei collegamenti;</li>
</ul>
<ul>
<li>avere la possibilità di sfruttare la rete civica che si verrebbe a creare, come strumento per telefonare anche gratuitamente, all’interno della rete creata (VoIP);</li>
</ul>
<ul>
<li>poter avvicinare i cittadini ai vantaggi dell’e-government;</li>
</ul>
<ul>
<li>poter finalmente porre le basi per la creazione di corsi specializzati inerenti l’informatica e le reti,per tutte quelle scuole presenti nel comprensorio, in quanto potrebbero contare gratuitamente su un così essenziale strumento (servizio);</li>
</ul>
<ul>
<li>poter contare su una grande eco ed un sicuro positivo ritorno d’immagine a livello nazionale sia per il Comune che la sua Amministrazione;</li>
</ul>
<ul>
<li>ogni locale pubblico (pub, pizzeria, bar ecc.) potrebbe, volendo, diventare un Internet caffè a bassissimi costi attirando così un ulteriore tipo di clientela e fornendo un servizio agli utenti sprovvisti di Computer;</li>
</ul>
<ul>
<li>eliminare spese telefoniche di connessione internet delle varie strutture gestite dall’ente (scuole, centro giovani, ecc.) usufruendo anch’esse di tale servizio;</li>
</ul>
<ul>
<li>ridurre sensibilmente i costi telefonici della Pubblica Amministrazione, utilizzando tecnologie innovative e semplici come il VoIP (Voice over Internet Protocol);</li>
</ul>
<ul>
<li>avere la possibilità di strutturare in maniera semplice servizi di Videosorveglianza;</li>
</ul>
<ul>
<li>possibilità di creare dei punti di accesso in zone pubbliche tipo piazze, uffici pubblici, zone turistiche, in cui, l’utente finale, può navigare anche senza l’ausilio di un’antenna esterna, sfruttando le tecnologie Wi-Fi direttamente integrate in portatili, palmari ecc.</li>
</ul>
<p>Principali Applicazioni<br />
<strong>Internet a Larga Banda</strong>: il territorio verrà coperto con connessioni Internet a Larga Banda (ADSL) in modalità Wireless. Tutti i cittadini interessati potranno abbonarsi al servizio ed usufruire di connessioni Internet con velocità fino a 200 volte superiori a quelle di un modem tradizionale e senza costi telefonici per il collegamento.<br />
<strong>Voice Over IP (VOIP)</strong> : L&#8217;argomento Voce su IP è, sicuramente, uno dei più gettonati dell&#8217;intero mondo del networking. Tecnicamente, con questa tecnologia si intende il trasporto di traffico di tipo telefonico (fonia) su una rete in tecnologia IP. Il vantaggio offerto è sicuramente quello di un notevole risparmio sui costi telefonici ed il completo azzeramento degli stessi tra utenti del “Network”.<br />
<strong>Video-sorveglianza</strong>: sfruttando la rete Intranet cittadina, si installano nelle aree sensibili,apposite telecamere che si attivano automaticamente ad ogni evento che si verifica all’interno del loro campo visivo, determinando così l’archiviazione delle immagini relative, comprese quelle immediatamente precedenti all’evento stesso. Le immagini archiviate rimangono sul server, a disposizione delle autorità competenti per alcuni giorni, dopodichè, vengono automaticamente cancellate in osservanza della normativa vigente.<br />
<strong>Intranet cittadina</strong>: una rete riservata ai cittadini per comunicare da casa attraverso il computer, in video ed in voce, anche con la pubblica amministrazione. Potranno essere creati dei portali di colloquio con i cittadini e le imprese, finalizzati ad un maggiore avvicinamento della struttura pubblica con quella privata.<br />
<strong>e-Government</strong>: uffici comunali virtuali, accessibili 24 ore su 24, attraverso il sito web del comune, come previsto dal Piano Nazionale di e-Government, allo scopo di agevolare i residenti e favorire le condizioni per lo sviluppo del turismo. Trasmettere in diretta e/o in differita le riunioni dei Consigli Comunali o di qualsiasi altro evento che l’Amministrazione ritenga opportuno.</p>
<p>L’impatto ambientale di una installazione di questo tipo è pressoché NULLO.<br />
Le installazioni Wi-Fi lavorano con una potenza in uscita dall’antenna, pari a 100 milliwatt. Basti pensare che un telefono cellulare in funzione, ha una emissione di 900 milliwat, pari a circa 9 volte quella delle antenne Wi-Fi.E’ da considerare inoltre, che un telefono cellulare lavora a pochi centimetri dal cervello umano, mentre le  antenne Wi-Fi sono dislocate a vari metri dalle persone. In considerazione di questo, possiamo affermare che il livello di inquinamento elettromagnetico è pressoché inesistente.</p>
<p>Diversi comuni Italiani, non si contano quelli stranieri, hanno realizzato una rete cittadina a banda larga con accesso gratutito sia per residenti sia per forestieri. Diversi i metodi utilizzati per raggiungere lo scopo ma il risultato è identico: copertura del tessuto urbano con la connessione a banda larga senza fili con utilizzo gratuito degli utenti.<br />
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		<title>Di la tua: partecipazione</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 07:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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<p>Iniziamo con oggi una serie di articoli in cui cercherò di presentare una serie di proposte su diversi argomenti sia per rispondere a chi evidenzia che qui si avanzano solo critiche e si è solo capaci di opporsi, sia per dare un po di concretezza alle diverse segnalazioni che mi sono giunte tramite il form di &#8220;di la tua&#8221; ed iniziamo con le forme di partecipazione in quanto argomento che ritroveremo in moltissimi altri argomenti.</p>
<p><span id="more-468"></span></p>
<p>Oggi viviamo in una società dove sempre più spesso i singoli cittadini desiderano partecipare costantemente alle scelte politiche ed amministrative della propria città. Oggni non è più pensabile che la democrazia si debba esplicitare esclusivamente tramite una crocetta da apporre sopra una scheda elettorale quando richiesto; la partecipazione attiva dei cittadini è ormai un diritto a tutti gli effetti e non solo un&#8217;amministrazione locale dovrebbe garantirlo ma dovrebbe stimolarlo perchè tramite le forme di partecipazione è possible utilizzare tutte le competenze e le conoscenze disponibili nel territorio a tutto vantaggio dell&#8217;efficienza amministrativa.</p>
<p>Nello statuto del comune di Ostuni è già previsto, in teoria, il diritto di partecipazione dei cittadini tramite il forum della società civile. Dico in teoria perchè nella realtà dei fatti l&#8217;unica vera competenza di questo organo è l&#8217;elezione della triade tra cui poi il consiglio comunale individuerà il difensore civico, per il resto non mi risulta che vi siano attività svolte. Quindi una prima cosa che si potrebbe fare è dare a questo forum gli strumenti necessari affinchè diventi un importante mezzo di partecipazione popolare. Oggi con l&#8217;utilizzo delle tecnologie informatiche è anche possibile un costante confronto via web che, se affiancato a periodici incontri temtici, potrebbe portare ad ottimi risultati. Le esperienze di forum civili lasciati a se stessi raramente hanno dato buoni risultati; è necessario che all&#8217;interno di questi gruppi vi siano delle persone in grado di accompagnare i partecipanti alla definizione di soluzioni condivise. Parlo dei facilitatori, soggetti specificatamente formati e capaci di individuare e valorizzare i punti in comune delle diverse posizioni in campo, di mediare efficacemente sulle divergenze e portare quindi i soggetti coinvolti verso un accordo soddisfacente per tutti. Vi sono comuni che hanno adottato queste tecniche tramite facilitatori appositamente assunti ottenendo ottimi risultati; ne ha parlato qualche settimana fa persino la trasmissione Report portando ad esempio Bologna dove, sulla destinazione d&#8217;uso di un area dismessa, hanno messo d&#8217;accordo pensionati e centri sociali. Vanno naturalmente definiti gli ambiti di intervento del forum, oltre alle modalità di funzionamento, per arrivare anche, quando il sistema sarà arrivato a giusta maturazione, ad individuare quelle tematiche per cui il parere del forum deve essere vincolante.</p>
<p>Altro strumento di partecipazione possono essere gli osservatori permanenti, che sono diversi dal forum sia perchè la loro opera deve essere confinata al settore per cui sono stati costituiti, sia perchè devono essere formati da tutti quei soggetti che a vario titolo operano in quel specifico campo. Vengono costituiti per particolari ambiti che per la loro complessità sono in costante mutamento ed hanno il compito di monitorare la situazione, proporre soluzione ai problemi rilevati e soprattutto coordinare tra loro gli interventi che i vari soggetti coinvolti effettuano in quel settore, il loro lavoro è complemetare al forum, si possono intendere come specifici gruppi di lavoro tecnici operativi che rendono reali e quanto più efficienti le scelte adottate, rilevando criticità ed eventuali discordanze con gli obbiettivi fissati.</p>
<p>Petizioni e referendum propositivi sono altri strumenti molto importanti che vanno dettagliatamente regolamentati. Numero di firme necessarie, modalità e tempi di raccolta in primis, poi va definito il tempo massimo entro cui una petizione regolarmente presentata deve essere discussa in consiglio comunale e per il referendum entro quanto deve essere espletato.</p>
<p>Infine interessante la proposta  di rendere accessibile via web il testo delle delibere della giunta  e del consiglio comunale trenta giorni prima della loro eventuale approvazione per dare la possibilità ai cittadini di esprimere un loro giudizio.</p>
<p>Detto tutto ciò vale la pena ricordare che una reale partecipazione può essere tale solo ed esclusivamente se tutti i soggetti hanno pari e totale accesso alle informazioni necessarie , risulta quindi indispensabile la totale applicazione della legge regionale sulla trasparenza e la pubblicazione on line di tutti gli atti amministrativi per cui non è previsto uno specifico divieto di diffusione.</p>
<p>A voi adesso commentare ed arrichire quanto qui esposto. Di la tua.<br />
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