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set
21

Bandiere e vele: armi di distrazione di massa

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Quest’estate mi sono divertito a chiedere, a quanta più gente possibile se sapessero che cosa certifichi  la Bandiera blu o le 5 vele di Legambiente che da tempo svolazzano sui lidi e sui palazzi di Ostuni. Secondo la stragrande maggioranza la presenza di questi vessilli certifica la bellezza dei luoghi, una modesta parte ritiene che siano simbolo di un mare pulito.

Entrambe le convinzioni sono errate.

Ostuni ha un mare bellissimo, posti incantati, oltre 20 Km di costa meravigliosi soprattutto dove si è evitata l’edificazione di ville e villaggi. Ma tutta questa bellezza non ha nulla a che fare con l’assegnazione dei citati loghi, la bellezza di questi posti coi suoi profumi e i suoi colori è una caratteristica che solo i vostri sensi possono constatare e certificare ed il primo consiglio che vi voglio dare e che dò sempre a tutti quelli che conosco e di venire a visitare questi luoghi, anche solo un week-end appena potete per poter godere di questi luoghi splendidi. Ma, mi ripeto, tutto ciò non ha nulla a che fare con le bandiere e le vele che servono più che altro alla “illuminata” classe politica per nascondere la loro azione distruttrice con la cementificazione e la pessima amministrazione del territorio e delle sue risorse.

Quindi, che cosa certifica Bandiera Blu? Il mare pulito? Non esattamente. La Fee che la rilascia, nonostante non faccia in modo diretto alcun controllo, certifica l’assenza di microorganismi di origine fecale, ovvero merda che si trova in mare solo nei pressi di scarichi fognari che sversano direttamente in mare. Qualsiasi altro tipo di presenza è di fatto ignorato dalla Fee, compresa l’eventuale presenza di sostanze chimiche ed un mare senza merda ma condito con sostanze chimiche è difficile definirlo pulito. Se vi fate un giro sulle spiagge ostunesi in un giorno di forte vento, quando il mare è bello agitato, potrete osservare grossi ammassi di schiuma  bianca, spesso più alta degli scogli. Le feci non producono schiuma quindi è qulcos’altro che non interessa alla Fee.

Sono invece altre le caratteristiche che certifica Bandiera Blu molte delle quali difficilmente rintracciabili ad Ostuni. Ad esempio come mi ha comunicato via mail la Dr.ssa Carla Creo della Fee Italia  “solo le località che nell’anno precedente abbiano superato il 10% di raccolta differenziata possono partecipare al Programma”. Eppure Ostuni non ha mai raggiunto tali performance, potete controllare su rifiutiebonifica.puglia.it dove vengono pubblicati tutti i dati relativi alla raccolta differenziata dei comuni pugliesi per averne immediata conferma. E non potrebbe essere diversamente non avendo ostuni mai avviato il servizio di raccolta differenziata porta a porta, anzi paradossalmente pur avendo già attivo in alcuni quartieri il servizio porta a porta, nessun assessore ha mai provveduto ad organizzare la differenziazione dei rifiuti. In una situazione del genere pensate di poter trovare la raccolta differenziata sulle spiagge come prevede il programma Bandiera blu? Se vi va bene trovate qualche cestino che strabocca di rifiuti, nonostante la Bandiera blu preveda cestini in numero congruo e costantemente svuotati. Voglio infine citare un’altra regola che personalemente ritengo assurda: il divieto di condurre sulle spiagge animali, anche se provvisti di guinzaglio e museruola. A parte il fatto che alcuni animali sono più educati e puliti di molti umani, questa limitazione altro non fa che ostacolare chi possiede un animale domestico favorendo così chi li abbandona prima di partire per le vacanze.

Per quanto riguarda, invece, le 5 vele di Legambiente diciamo subito che non si conoscono i criteri secondo cui vengono assegnate, o almeno non sono di dominio pubblico. Ricordo solo che Goletta verde, sempre di Legambiente, nel 2008 ha definito Ostuni “pietra dello scandalo” del Salento per via dell’eccessiva cementificazione della costa per poi assegnargli le 5 vele proprio l’anno in cui il comune ha approvato tre nuove lotizzazioni di cui due proprio sulla costa.

Se leggete i comunicati di Legambiente questi affermano di aver assegnato le 5 vele ad Ostuni per tre motivi: l’istituzione del parco delle dune costiere, l’impegno sulla raccolta differenziata e gli interventi sulla mobilità sostenibile. Tre mega balle. Il parco delle dune  costiere è un progetto che nasce molto prima dell’amministrazione Tarzanella e quello che nessuno dice è che il progetto originale prevedeva un parco che cominciava dai monti di sant’Oronzo per terminare sulla costa. Progetto poi dimezzato, evidentemente in contrasto con le ambizioni edilizie di taluni affaristi/politici locali. In oltre mi viene da chiedermi cosa ci sia di ambientale in un parco dove sono stati fatti realizzare un infinità di enormi parcheggi. Gli interventi sulla mobilità sostenibile sono poi una favola vera e propria. E’ vero che è stata realizzata una lunga pista ciclabile sia lungo la costa, sia nella piana degli ulivi ed è altrettanto vero che sia un ottima cosa per far meglio godere i luoghi, ma ciò non ha nulla che vedere con la mobilità che, invece, riguarda gli spostamenti all’interno del centro urbano e tra questo e le località marine. In questo ambito l’unica possibilità rimane l’auto privata. Va poi sottolineata la totale assenza di aree pedonali, vi sono aree a traffico limitato, ma pedonali no. L’unica esistente (lo stradone) in assenza di controlli quest’estate è divenuta area di parcheggio e traffico, tanto da far annerire le bellissime e costosissime pietre che pavimentano il viale. Sulla raccolta differenziata non credo ci sia da aggiungere altro.

Se aveste la voglia e il coraggio di togliervi dagli occhi le bandiere e le vele che vi sventolano davanti forse anche voi potreste vedere la distruzione e il degrado che vi circonda e rendervi conto che è venuto il momento di riprendersi il controllo della situazione.