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Sanità allo sfascio

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Pronto Soccorso al collasso che reggono esclusivamente grazie all’eccezionale lavoro del personale. Abbandonati da politica e dirigenza ospedaliera, come in trincea, infermieri e medici sono, quotidianamente alle prese con i problemi di una sanità allo sfascio e con flussi di utenti sempre più pressanti. Un fondamentale lavoro che va ben oltre i loro doveri contrattuali e deontologici e grazie al quale i Pronto soccorso riescono ancora a fornire risposte ai problemi sanitari della popolazione.

Sono fondamentali immediati interventi prima che anche questo servizio, valvola di sfogo di molte esigenze sanitarie della popolazione, salti completamente lasciando i cittadini in balia di se stessi. Per quanto ancora il personale riuscirà a sopperire alle enormi carenze di un sistema in macerie dopo le politiche messe in campo dai governi Fitto e Vendola?

E’ indispensabile dotare i Pronto Soccorso di adeguate strutture e di contingenti di personale, compreso quello di supporto, idoneo a fronteggiare le innumerevoli quotidiane richieste. Ogni Pronto soccorso deve essere dotato di una area di accoglienza con personale dedicato che valuti la gravità del caso e indirizzi l’utenza verso il percorso diagnostico-terapeutico più indicato; di servizi di supporto, quali ad esempio laboratorio analisi e radiologia, dedicati esclusivamente alle urgenze/emergenze; di aree di osservazione, anche queste con personale dedicato, dove l’utenza possa stazionare presso il pronto soccorso in condizioni di assistenza degne di un sistema di qualità e rispettose della dignità dei cittadini che, in oltre, pagano fiumi di tasse per la sanità.

La situazione attuale non è più tollerabile ne dai cittadini, ne tanto meno dagli operatori sanitari. I drastici tagli adoperati in questi ultimi anni hanno avuto effetti devastanti. Ospedali e reparti chiusi senza fornire servizi alternativi seppur possibili ed anche annunciati. La spesa sanitaria, come certificato pure dalla Corte dei Conti, è fuori controllo e insopportabili i costi scaricati direttamente ai cittadini, tant’è che sono migliaia quelli che non si curano più proprio per questioni economiche. Numero in continua crescita come dimostra il recente rapporto sulla Sanità realizzato dell’università Tor Vergata di Roma.

Le ricette dell’attuale sistema politico hanno ridotto in macerie un sistema sanitario che pur dispone di alte professionalità in grado di erogare prestazioni e servizi di eccellenza ed è costretto a lavorare in condizioni disperate. Una situazione non più accettabile in una paese dove l’accesso alle cure è un diritto costituzionalmente garantito.

A breve organizzeremo una serie di incontri sul territorio dal titolo “Sanità Rubata – storia di un diritto scippato” dove dati alla mano mostreremo in quale situazione hanno ridotto la sanità pugliese, in particolare quella del Brindisino, e quali gli effetti sulla cittadinanza, senza tralasciare aspetti giudiziari che non lasciano dubbi sul come è stato gestito il settore negli ultimi decenni.

Categories:   Politica, Salute/Medicina