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Torre Guaceto e Canale Reale

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Sabato ho partecipato ad un incontro pubblico sulle problematiche ambientali riguardanti il Canale Reale che parte da Villa Castelli e sfocia proprio all’interno della riserva naturale di Torre guaceto e in cui vengono sversati i reflui di numerosi depuratori.

Un incontro interessante con una precisa e puntuale documentazione fotografica della drammatica situazione in cui versa questo canale e in cui si è annunciata la volontà di predisporre un progetto di bonifica e riqualificazione anche ai fini turistici di ciò che oggi è una vera e propria cloaca a cielo aperto che attraversa l’intera provinca di Brindisi. La bonifica del canale è fondamentale sia per gli impatti sulle acque di falda, sia per le ripercussioni sulla riserva di Torre guaceto dove, appunto, tale canale sfocia. All’incontro erano presenti anche il sindaco di Carovigno Mimmo Mele e il consigliere regionale Giovanni Epifani (PD) che, debbo dire, hanno non poche responsabilità, insieme alle rispettive forze politiche, sulla situazione ben documentata durante l’incontro.

Unico nota dolente dell’incontro è stata la sensazione che si volesse sminuire la problematica riguardante il depuratore consortile di Carovigno, messo in esercizio da qualche mese in violazione di non poche normative, e su cui si stanno battendo alcuni comitati locali nonchè il movimento 5 stelle. Una problematica, questa, che invece si va aggiungere a quelle evidenziate durante l’incontro, aggravando ancor più la situazione. L’ausipicio e l’impegno non può che essere quindi di unire le forze e pretendere la bonifica di questo canale dall’inizio alla fine affrontando con determinazione e con le necessarie risorse, le numerose problematiche e criticità del sistema di depurazione in Puglia che versa e sversa in condizioni davvero drammatiche, una vera e propria emergenza regionale sia da un punto di vista ambientale che di tutela della salute.

Il mio intervento all’incontro qui -> http://youtu.be/CF1Z8Lo3-mA

“Ho seguito la vostra presentazione e ho visto con interesse queste immagini con sgomento. Una situazione che un pò conoscevo ma sicuramente non così nel dettaglio. Però ci sono un paio di cose che non riesco a comprendere, partiamo ad aesempio dai dati ARPA: inizialmente dite, sostanzialmente, che non vi fidate dei dati ARPA che dicono che il depuratore di Ceglie Messapica funzioni bene, però d’altro canto utilizzate i dati ARPA per dire che il depuratore consortile di Carovigno invece funziona. O di ARPA ci fidiamo o di ARPA non ci fidiamo, quindi se si rileva, giustamente, che i dati ARPA di ceglie non corrispondo alla realtà, possiamo facilmente ipotizzare che anche che i dati ARPA relativi al depuratore consortile possono essere, anche quelli non veritieri della situazione al di là degli odori e del colore delle acque che possono, comunque, essere regolati con additivi e sostanze varie.

Perchè in questa presentazione, bellissima la vostra idea: la bonifica del canale, il recupero ai fini turistici, ho colto uno sminuire un problema che, invece, secondo me è aggiuntivo a quello che voi dite e cioè, questo canale fortemente inquinato ha, addirittura, verso la fine un ulteriore sversamento. Ho sentito il termine “acqua pulita” che non esiste tecnicamente, esistono acque depurate (tabella 1, tabella 2, tabella 3, tabella 4), non può uscire da un depuratore acqua pulita, esce acqua depurata. In questo momento, secondo i dati ARPA, esce acqua depurata in tabella 4, anche se quel depuratore è realizzato per la depurazione in tabella 2. Non fa bene alla riserva, e non lo dico io, lo dice lo stesso acquedotto che sui giornali dice che fa bene, e lo vediamo nei titoloni, ma nella realtà viol fare le trincee drenanti. Perchè vuol fare le trincee drenanti? Perchè vuole rallentare in flusso che arriva a mare, quindi come dicono anche quelli che gesticono l’area marina e i comitati vari, non fa bene alla riserva che è un gioiello da preservare tanto quanto il canale reale con la proposta che qui è stata fatta, una proposta di buon senso che deve valere per l’area di torre guaceto, sia per quanto riguarda lo scarico, sia per gli altri fenomeni di inquinamento che abbiamo visto.

E’ verissimo che Torre Guaceto nasce dall’incontro di acqua dolce e acqua salata, è una cosa che si è fatta nei secoli, ma non quest’acqua, non l’acqua degli scarichi. L’acqua naturale, quella che arriva dalle sorgenti, quella che arriva dall’acqua piovana. Quest’acqua qua non gli fa bene, ne che sia quella del depuratore di Latiano, di Ceglie, di Francavilla e, tanto meno, quello del depuratore consortile di Carovigno.

Sindaco, non è una battaglia contro il depuratore. Nessuno vuole fare la battaglia al depuratore, sarei stupido. In effetti la situazione in Puglia dei depuratori fa pena da tutte la parti, abbiamo qui un depuratore che sostanzialmente funziona discretamente e nessuno vuole fare la battaglia al depuratore, anche se, come lei sa, è stato  avviato violando non poche norme. Manca l’autorizzazione di immissione in atmosfera, manca la valutazione di incidenza ambientale per lo scarico. Il problema è quello, il problema è lo scarico! Troviamo una soluzione e mi sembra che il recupero ai fini irrigui sia preferibile anche alla condotto sottomarina.

Quando si affronta un problema , e pensando anche alla questione Pilone mi rivolgo anche al consigliere Epifani, cerchiamo di non creane un altro. Magari al Pilone cerchiamo di non fare la vasca sopra la spiaggia e, in questo caso, evitiamo di scaricare reflui a mare che sicuramente non fanno bene alla riserva e magari possiamo evitare anche la condotta sottomarina che comunque non farebbe bene e toglierebbe invece acqua importante per l’entroterra.

Grazie”

 

 

Categories:   Ecologia/Ambiente, Politica