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Chi vince…. ti frega

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Il cambiamento è iniziato. E un intero paese ci è cascato senza battere ciglio, nonostante il bluff fosse sotto gli occhi di tutti.

Una compagine incapace di fare opposizione si propone come alternativa ad un sistema con cui, in realtà, ha condiviso le scelte più importanti e strategiche degli ultimi 10 anni.

Un accozzaglia disomogenea con soggetti non solo incapaci di elaborare proposte ma in molti casi con idee e ideologie contrastanti tra loro.

Un esercito di candidati, persino una lista no euro creata per regalare un mese di ferie a sbafo ai propri compari, per cercare di ottenere più voti possibile.

Una campagna elettorale fondata su vuoti slogan, ma soprattutto su una infinita serie di promesse impossibili da mantenere.

Sarebbe bastato un pò di interesse da parte della cittadinanza e un minimo di informazione decente per avere piena consapevolezza di tutto questo, invece il bluff continua ancora oggi nel totale disinteresse della città, fatta eccezione per qualcuno che cominicia a porsi delle domande, in particolare dove diavolo sia quel cambiamento tanto sbandierato.

Il cambiamento è avariato, avvertiva qualcuno subito taciuto di volgarità e linguaggio offensivo. Ed eccolo li oggi quel cambiamento, attaccato alla poltrona coma una cozza pelosa supplica e si appella alla responsabilità chi, in campagna elettorale,  descriveva come un mostro a tre teste responsabile della distruzione sociale, culturale ed economica della città. Tutto pur di mantenere la tanto sperata carica di sindaco, per la quale si sono investiti pure un bel pò di soldini di provenienza ignota, pure allearsi con quelle lobby del mattone contro cui si sono spese fiumi di parole ma mai un azione concreta.

Nel frattempo la compagine del cambiamento si sta squagliando come neve al sole, gruppi consiliari che si disintegrano, generando, in violazione dei regolamenti, altri gruppi formati da un singolo consigliere. Ed ora arrivano le prime dimissioni, anche se occorre attendere qualche giorno per vedere se saranno definitive.

Una persona seria prenderebbe atto della incapacità ed impossibilità a proseguire e dovrebbe avere il coraggio,  nonché l’onestà intellettuale, di dichiararlo ai propri cittadini, invece assistiamo giorno dopo giorno ad un melodramma che assume sempre più i contorni di una ridicola commedia.

Categories:   Politica

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