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Sotto scacco

scacchi

Un sindaco che non dispone di una ampia maggioranza è un sindaco in perenne scacco costretto a soddisfare le richieste e le esigenze della controparte politica, quella contro cui si è scagliato con veemenza durante la campagna elettorale, quella accusata di numerose nefandezze.

Ma ad Ostuni il problema non è solo questo. La compagine consiliare del “nuovo” sindaco è quanto di più disomogeneo si possa immaginare. Una ammucchiata creata per poter intercettare quanti più voti possibile che ha messo insieme persone in forte contrasto tra loro. Una coalizione che in consiglio formerà diversi gruppi consiliari, ognuno dei quali cercherà di portare acqua al proprio mulino.

In questa situazione il sindaco non dovrà semplicemente accontentare la controparte politica per garantirsi quei voti indispensabili ma anche tutti questi suoi gruppi consiliari che nella maggior parte dei casi saranno formati da un singolo consiliere. Ogni singolo consigliere avrà quindi un potere ricattatorio in grado di mantenere sotto scacco il sindaco, in particolare in occasione dell’approvazione del bilancio dove la non approvazione nei termini di legge determina automaticamente il commissariamento del comune.

Naturalmente tutti si dichiareranno interessati solo al bene della città e della cittadinanza. Senso di responsabilità e altre belle parole saranno il leitmotiv dei prossimi mesi, fin quando non vi sarà l’interessa a tornare al voto. Allora sarà scacco matto.

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