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Non solo turismo: Zona industriale

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Se in una città come Ostuni il turismo deve necessariamente essere il principale volano dell’economia capace di trainarsi tutti i settori ad esso connessi, vi sono comunque altri comparti da valorizzare e in grado di creare sviluppo e lavoro. Tra questi sicuramente la zona industriale.

La prima cosa da fare è sicuramente uscire dal consorzio che lo gestisce. Un consorzio utilizzato solo per piazzare gli amici nel consiglio di amministrazione e che nessun servizio ha fornito ad una area in totale stato di abbandono e di degrado, nonostante il comune versi una quota annuale per l’erogazione di servizi ed infrastrutture. Riprendersi la sovranità di quell’area è il primo passo per pianificare un efficiente piano di sviluppo. Sistemare le strade, la segnaletica verticale ed orizzontale, fornitura di servizi quali acqua, fogna e banda larga saranno gli interventi a brevissimo termine. Contestualmente una politica, anche con incentivi fiscali e una trasparente assegnazione degli spazi, che consenta l’avvio di attività produttive capaci di guardare al futuro e alle nuove tecnologie.

Pensiamo alle stampanti 3D, ai pannelli fotovoltaici e alle tantissime opportunità che il mercato oggi offre. Una opportunità che Ostuni non deve farsi scappare. La zona industriale può e deve diventare un distretto della Terza rivoluzione industriale con attività a bassa intensità di capitali e ad un’alta intensità di lavoro. Può e deve. Ora o mai più.

Categories:   Economia/Lavoro, Politica