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Gestione dei Rifiuti a Ostuni? Preistoria

kitemmuort

Da un lato una amministrazione che si vanta di percentuali di raccolta differenziata a cui, ormai, credono solo loro. Dall’altra il candidato sindaco del centro destra che, nel tentativo di mettere in dubbio quei dati, sfarfuglia dimostrando ancora una volta di parlare di cose di cui non capisce e non sa nulla. Intanto la gestione dei rifiuti ad Ostuni è ancora alla preistoria e in mano a questi incompetenti ed incapaci non potrà che andare peggio.

Quattro anni fa, in occasione della predisposizione del piano industriale dei rifiuti, feci una relazione con all’interno una serie di osservazioni. Osservazioni che ancora oggi stanno  tutte sul tavolo e che sono alla base delle problematiche e degli enormi costi a cui è soggetta l’intera città. In particolare segnalavo l’idiozia di aver previsto che eventuali costi di smaltimento fossero a carico del comune mentre gli incassi derivanti dalla vendita delle materie recuperate con la raccolta differenziata andassero alle ditte appaltatrici. Una idiozia che solo una classe politica incompetente ed incapace poteva accettare. E’ come se qualcuno vi proponesse un attività imprenditoriale dove gli incassi sono suoi e le spese vostre. Accettereste o lo madereste a cagare?

La questione non è quindi che qualcuno spieghi al candidato Coppola perchè a bilancio non ci sono gli introiti derivanti dalla raccolta differenziata, ma semmai che Coppola spieghi a tutti noi che diavolo ci è stato a fare in questi anni in consiglio se non si è neanche accorto delle boiate approvate persino col suo voto favorevole.

La gestione dei rifiuti deve essere completamente ripensata. Ciò che oggi rappresenta un problema ed un considerevole costo (circa 8 milioni di euro all’anno) deve diventare una opportunità, un occasione di sviluppo e di lavoro. Applicando in primis la direttiva europea delle tre “R”: Riduzione, Riuso e, solo infine, Riciclo con la raccolta differenziata. L’isola ecologica, che di ecologico oggi ha solo il nome va riorganizzata e fatta diventare una centro del riuso e del riciclo. Una struttura che a regime darà lavoro a non meno di 50 persone. La raccolta differenziata va ottimizzata ma ancor prima semplificata diminuendo al minimo il numero di contenitori. 3 sono più che suffcienti. Infine di fondamentale importanza il passaggio dalla tassa (TARSU) alla tariffa. Nessuno deve pagare in base ai metri quadri della propria abitazione o attività, ma in base alla quantità di rifiuti prodotti. Produci tanto paghi tanto, produci poco paghi poco. Non solo, come abbiamo detto i riifuti sono una risorsa, hanno un valore, si possono vendere. Presso l’isola ecologica andrà aperta una banca dei rifiuti dove la plastica, la carta, il metallo, ecc che, ben differenziato, verrà li conferito sarà pagato.

Da problema a risorsa, a opportunità di lavoro, ma solo se sapremo evolverci, solo se saremo capaci di liberarci di questa inetta, incapace ed incompetente classe politica, solo se saremo capaci di CAMBIA-MENTI.

Categories:   Ecologia/Ambiente, Politica