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SI ai colli NO all’asfalto

nocolli

Siamo ancora una volta costretti a mobilitarci contro la realizzazione di quel nefasto progetto noto come “strada dei colli”. Un progetto inutile che, se realizzato, andrebbe a distruggere irrimediabilmente una parte di territorio ove sono ben diffuse le vere ricchezze su cui dovrebbe investire un modello di sviluppo lungimirante. Invece, siamo ancora qui a dover fronteggiare una politica ottusa incapace di andare oltre il classico modello di sviluppo fondato su asfalto e cemento, modello che da tempo ha mostrato tutti i suoi limiti e la sua forza distruttrice.

Domenica 27 Aprile dalle ore 10 è previsto un corteo contro la realizzazione di questo devastante progetto, io parteciperò insieme al moVimento 5 Stelle di Ostuni. Ho seguito ed aderito a questa battaglia sin dall’inizio e da questo blog ho sempre aggiornato tutti voi sulle evoluzioni di questa stroria. Adesso è importante la partecipazione in massa di tutti, facciamo sentire la nostra voce, difendiamo il nostro territorio dalla devastazione e la speculazione, Difendiamo il futuro nostro e dei nostri figli.

Comunicato del comitato No alla strada dei colli

NO ALLA STRADA DEI COLLI

SI AD AMBIENTE PULITO E TURISMO

Manifestazione e corteo a difesa dell’ambiente,

del territorio e per fermare lo stradone dei colli

Domenica 27 Aprile h.10,00 Porta Grande

Il centro storico di Cisternino sarà teatro di una grande manifestazione popolare con corteo, manifesti, bandiere, le insegne di Slow Food Puglia, Wwf Puglia, Fai Puglia, Forum Salviamo il Paesaggio e altre associazioni, e con i carabinieri dell’ANCI nelle loro uniformi e la banda musicale. La manifestazione è indetta dal Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio di Cisternino al fine di esprimere un altro NO ALLA STRADA DEI COLLI come hanno già fatto le migliaia di cittadini che hanno firmato la petizione consegnata al Comune e alla Regione.

Questa è la terza volta che si tenta di costruire un’altra strada tra Cisternino e Ostuni: un progetto inutile (perchè di strade ce ne sono già tre), devastante (perchè distruggerebbe in maniera irreparabile un territorio che non ha uguali al mondo) e irresponsabile (perchè comprometterebbe ogni possibilità di sviluppo ecosostenibile presente e futuro).

Il primo tentativo risale addirittura agli anni Sessanta, quando anche qui si viveva il mito dell’automobile, della velocità e dell’asfalto. Il mondo da allora è cambiato ma a Cisternino è rimasto un Sindaco che non se ne è accorto. Ma sarà soltanto per far guadagnare un paio di minuti agli automobilisti che Donato Baccaro e’ pronto a sacrificare ambiente, paesaggio, territorio, cioè il nostro bene comune più prezioso? Una nuova strada, si sa, stimola gli appetiti di chi vuole investire nel cemento e dispone di quei grandi capitali che nei loro paradisi fiscali “off shore” progettano villaggi turistici e “masserie a schiera”.

Il primo progetto andò fallito per esaurimento dei fondi. Il secondo, grazie a una sentenza del Tar che diede ragione al Wwf e a un cittadino espropriato. Questa volta sarà sconfitto dalla volontà popolare che ormai è ben consapevole dei reali interessi che sono in gioco dietro la Strada dei Colli e intende salvaguardare il patrimonio della Valle. E stavolta i cittadini di Cisternino non saranno soli a battersi contro questo progetto dissennato: al loro fianco ci sarà la Regione Puglia che nell’agosto scorso ha approvato il nuovo PPTR, il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.

Il Comune ha affidato anche la realizzazione di questo progetto alla stessa società di Verona, la Technital Spa. E noi vorremmo tanto sapere perchè. Non è certo per favorire l’economia di Cisternino che si affidano i fondi del finanziamento a una società del Nord notoriamente legata alla Lega Veneta e che ha già dato prova di sè nella costruzione della tristemente famosa autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Per la Valle d’Itria gli ingegneri veneti hanno disegnato un mostruoso nastro d’asfalto largo tra gli 11,5 e i 15 metri, con tanto di rotatorie di 25 metri, piazzole di sosta, guard-rail, pannelli insonorizzanti, lampade al led.

Per oltre cinque chilometri lo stradone metterebbe a rischio l’assetto idrogeologico della Valle e farebbe strage di centinaia e centinaia dei nostri ulivi, anche secolari (mentre quelli “monumentali” verrebbero trapiantati, e dunque destinati a una morte più lenta); sacrificherebbe altrettanti lecci e fragni (la preziosa “Quercus trojana” che ormai sopravvive solo qui); distruggerebbe vaste aree degli ultimi lembi di macchia mediterranea e di territorio boschivo che restano in tutta la Puglia.

Assieme a questi tesori naturali, l’asfalto annienterebbe anche i tesori della mano dell’uomo: oltre sei chilometri di quei muretti a secco che con il reticolo dei tratturi formano il tipico “mosaico agro-silvo-pastorale” che non è solo un paesaggio che incanta i viandanti ma è la base di una economia contadina che sta già rifiorendo proprio grazie all’arrivo di un nuovo turismo “slow”. Invece, 140 famiglie di agricoltori verrebbero espropriate e 12 ettari di territorio sarebbero sacrificati. Alla fine i turisti, piuttosto che ammirare il paesaggio, dovranno badare alle automobili che correranno ben oltre i limiti di velocità. E la velocità farà aumentare il numero degli incidenti e i livelli di inquinamento, anche acustico, mentre favorirà (eh sì!) i furti e le rapine in contrade fino a oggi risparmiate da tutto ciò. Terrificante…

Il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale riuscirà a darci gli strumenti per frenare questa follia suicida? Opera di Angela Barbanente, urbanista di fama internazionale, oggi vicepresidente della Regione e assessore al Territorio, il PPTR sembra rappresentare una garanzia per la salvezza della nostra Murgia dei Trulli.

Per il PPTR “non sono ammissibili” né l’apertura di nuove strade asfaltate e nemmeno l’impermeabilizzazione, con l’asfalto, delle strade rurali e dei tratturi. Sono invece “ammissibili” il ripristino di percorsi pedonali abbandonati come l’apertura di nuovi, purchè finalizzati alla “mobilità dolce” (piste ciclabili, ippovie, ecc.). Per i muretti a secco, considerata la loro importanza sul piano paesaggistico e idrogeologico, sono previsti solo manutenzione e ripristino, ma “senza smantellamento totale del manufatto”. E ce n’è anche per chi si illude di poter un giorno costruire “masserie a schiera” e nuovi villaggi turistici “con vista a mare” perchè entrerà in vigore un “accertamento di compatibilità paesaggistica” da parte della Regione. La quale Regione si preoccuperà di valorizzare “il patrimonio identitario-culturale” promuovendo il recupero delle masserie, dell’edilizia rurale e dei manufatti in pietra a secco, come i tanti trulli diroccati.

E’ evidente che la Strada dei Colli voluta dal sindaco Baccaro non è conciliabile con il PPTR. Perchè Baccaro rappresenta il passato, una cultura vecchia e obsoleta, un concetto del bene pubblico che è al servizio del bene privato. Mentre la vocazione di Cisternino e della Valle d’Itria è lo sviluppo ecosostenibile, la nuova agricoltura biologica, il turismo “dolce”.

Categories:   Ecologia/Ambiente, Politica