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5 motivi per votare il M5S alle europee

immagine dal blog di Beppe

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A seguire 5 motivi, ottimamente espressi dall’amico Angelo Consoli, sul perchè votare il moVimento 5 Stelle alle europee. Diffondete.

Alle Europee bisogna non solo vincere, ma stravincere!

Per far questo bisogna convincere il massimo numero di elettori orientati verso i partiti tradizionali o indecisi, a cambiare idea e votare M5S.

I sette punti per l’Europa li conosciamo ormai a memoria.

Ma pochi sanno invece, che l’Europa in questa legislatura si occuperà di nucleare, inceneritori, libertà di rete, beni comuni, tutte questioni per le quali non si possono assolutamente votare candidati che volevano privatizzare l’acqua o tornare al nucleare e che oggi, approfittando della memoria corta degli italiani chiedono il voto alle europee, adottando strumentalmente slogan anti euro o MES o Fiscal Compact!

Allora tutti gli attivisti del M5S hanno l’obbligo di ricordarsene e ricordarlo a tutti gli elettori in ogni occasione possibile.

Ecco dunque un breve manuale per le europee a beneficio degli attivisti del M5S perchè trovino le parole giuste con elettori amnesici e/o disinformati.

1) ENERGIA CLIMA E NUCLEARE

In questa legislatura si arriverà quasi al 2020, data di scadenza degli obiettivi del 20-20-20 che potranno essere confermati o annacquati (le lobby sono scatenate per annacquarli). Inoltre si decideranno le strategie energetiche intermedie (al 2030) e finali (al 2050). Bisognerà difendere gli obiettivi già fissati, soprattutto quello di una Europa Post Carbon al 2050, senza fossili e senza nucleare, (come dice la Dichiarazione Scritta 216/2007 del Parlamento Europeo da cui tutto è nato).

E’ fondamentale dunque ricordare a tutti i 27 milioni di elettori che a giugno 2011 hanno votato nel referendum contro il nucleare, che non possono mandare al Parlamento Europeo candidati che vogliono il nucleare e i fossili, e che certamente cercheranno di annacquare gli obiettivi del 20 20 20. E questi candidati sono praticamente quelli di tutti gli altri partiti.

Gli unici candidati che sono sicuramente contro il nucleare e i fossili, e per le rinnovabili, l’idrogeno, le smart grid, e che vogliono una Europa post carbon al 2050 sono quelli del M5S.

2) RIFIUTI E AMBIENTE

La “Direttiva Rifiuti” (Direttiva CE 2008/98), che prevede la chiusura virtuosa del ciclo dei rifiuti secondo la gerarchia delle tre “R”, (Riduzione, Riuso, Riciclo) e la progressiva chiusura di discariche, e inceneritori durante questa legislatura verrà sottoposta a revisione. Non si possono eleggere al parlamento europeo candidati appartenenti a partiti che dell’industria degli inceneritori e delle discariche sono amici, quando non proprio azionisti, e che continuano a menarcela che “in Italia ci sono le crisi dei rifiuti perchè gli ambientalisti irresponsabili non fanno aprire gli inceneritori”.

Non si possono eleggere neppure candidati appartenenti a partiti che hanno votato i decreti salva Riva di Taranto, che hanno approvato le vergognose regole nel decreto Destinzione Italia che non solo salvano ma addirittura premiano i grandi inquinatori. Gli unici candidati che hanno fatto una bandiera della strategia Rifiuti Zero e dell’applicazione della regola europea “chi inquina paga” sono quelli del M5S.

3) BENI COMUNI

Sui beni comuni non c’è una strategia europea precisa. Ci sono interventi spot, caso per caso, come per esempio per l’autorizzazione degli OGM o per la fissazione di regole relative alle privatizzazioni di “utilities” dell’acqua o dell’energia. Non si possono mandare al parlamento europeo candidati di partiti che vogliono mano libera per i grandi gruppi agroindustriali e del transgenico, le privatizzazioni di acqua e le dismissioni dei beni pubblici per far fronte al debito. Gli unici eurodeputati italiani che sicuramente saranno senza esitazioni contro le privatizzazioni, per la ripubblicizzazione dei beni comuni già svenduti, per la valorizzazione sostenibile delle risorse naturali, della cultura, del paesaggio e della enogastronomia locale basata sull’agricoltura tradizionale che usa semi autoctoni e non transgenici, e che si batteranno perchè tutto questo diventi una direttiva europea per i beni comuni, sono quelli del M5S.

4) POLITICHE SOCIALI

Durante questa legislatura verranno discussi i termini precisi del cosiddetto TTIP (trattato per la partnership transatlantica di libero scambio) che mira a dare mano libera alle multinazionali concedendo loro la possibilità di ottenere dei risarcimenti per eventuali mancati introiti da parte di Stati attenti alle politiche sociali che si opponessero a pratiche commerciali delle multinazionali non rispettose dei diritti sociali o ambientali. In questo senso sarebbe un suicidio eleggere al parlamento europeo deputati di partiti ultraliberisti convinti che le imprese europee per essere competitive nel mercato globale debbano abbassare i livelli di protezione sociale e sindacale in Europa, che sono collusi con le grandi multinazionali, banche d’affari e centri di potere economico.

Invece bisogna battersi per un “Social Compact” che miri al benessere dei cittadini e dei lavoratori, non alla massimizzazione dei profitti dei grandi gruppi industriali finanziari ed energetici, che comprenda anche una strategia europea per il Reddito di Cittadinanza, l’esportazione dei diritti dei lavoratori europei anche nei paesi emergenti, invece che la rassegnazione all’abbassamento dei diritti in Europa. Gli unici candidati che hanno delle strategie precise per un Social Compact Europeo sono quelli del M5S.

5) OPEN SOURCE E ACCESSO LIBERO ALLA RETE

Ci hanno già provato una volta a limitare l’accesso alla rete. Si chiamava trattato ACTA e si occupava ufficialmente di lotta alla contraffazione. L’assalto è stato respinto. Ma ci riproveranno. In questa legislatura. Per questo bisogna diffidare di candidati appartenenti ai partiti tradizionali che dalla rete e dai movimenti hanno tutto da perdere perchè sono espressione di una cultura a loro estranea. Non è consigliabile votare candidati che in nome del diritto d’autore o della lotta alla contraffazione sono capaci di svendere il diritto di accesso alla rete dei cittadini. Gli unici candidati che sicuramente terranno fermo il principio che bisogna favorire l’open source in tutte le sue forme e wi fi libero, gratuito e veloce per tutti, l’accesso alla produzione industriale democratizzato e distribuito tramite le stampanti tridimensionali, la massima diffusione dei Fab Lab e dell’innovazione industriale su piccola scala con criteri di erogazione dei fondi che considerino solo la bontà dei progetti e non la solvibilità o la capacità fideiussoria dei proponenti.

Su questi punti, tutti gli avverari del M5S alle elezioni europee vanno in crisi, perchè sono in distonìa con il sentire e gli umori dei cittadini, specialmente quei 27 milioni che andarono a votare al referendum di giugno 2011 contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua pubblica.

Suggeriamo a tutti gli elettori di domandare ai candidati come voterebbero se a Strasburgo si cercasse di mettere in discussione le rinnovabili e tornare al nucleare o ai fossili, rivedere i divieti contro gli inceneritori e discariche, limitare l’accesso alla rete, svendere i beni comuni, o abbassare le protezioni sociali. E vedrete che su almeno uno di questi argomenti cascano tutti i candidati di PD, FI, NCD, SEL, LEGA e frattaglie varie.

Allora se scegliamo questi i terreni di confronto spostiamo consenso. E se spostiamo consenso vinciamo. Perchè diventa ovvio anche agli indecisi o ai male orientati che degli altri non c’è da fidarsi.

Diventa ovvio che resta solo il Movimento 5 Stelle!

Categories:   Politica