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Zona artigianale: non sanno più cosa inventarsi

cittanuova

La zona artigianale di Ostuni in Contrada Santa Caterina è una polveriera che rischia prima o poi di esplodere. Approvata anni fa senza alcuno studio di valutazione sulle effettive necessità del territorio e delle aziende artigiane è stata enormemente sovrastimata e, sopratutto, realizzata più con edifici di tipo residenziale (vere e proprie palazzine) più che artigianali.

La cosa non è stata casuale, evidentemente qualcuno approfittando di leggi che consentivano espansioni urbanistiche per attività produttive sperava poi nella possibilità di una variante urbanistica che avrebbe consentito l’ennesima speculazione edilizia. Anche molti degli acquirenti che hanno comprato locali ad uso ufficio per andarci a vivere lo hanno fatto credendo che la variante sarebbe arrivata e i problemi della destinazione d’uso risolti. Questo ha spinto non poche famiglie ad acquistare in quell’area dove, proprio per questi “problemi” da risolvere, i prezzi degli immobili erano inferiori.

Ma la variante non è mai arrivata, nonostante sia stata più volte promessa e garantita in particolare durante la campagna elettorale. A pochi mesi dal voto la musica non cambia. Gli elettori della zona artigianale hanno chiesto conto delle promesse fatte e i politici hanno dovuto, in fretta e furia, correre ai ripari dopo anni di totale ignavia. Ma oggi la promessa non basta più, vogliono il pagamento anticipato. Ecco allora che per non perdere quel bacino di voti la politica si dimostra velocissima. Le cose non si fanno mai perchè giuste o perchè utili alla collettività, ma per il proprio tornaconto. Nello specifico per attenere i voti. Una volta avuti bisognerà poi vedere se il problema sarà effettivamente risolto o sarà l’ennessima speranza sfumata.

Il primo tentativo, abbastanza farlocco, è stato quello di una delibera di consiglio comunale con cui, maldestramente, si è cercato di levare un diritto a chi ancora non ne aveva usufruito per trasferirlo a chi ne aveva invece abusato. Ogni edificio, infatti, ha diritto ad un 20% di uso abitativo e, considerato che molti edifici non sono stati ancora realizzati, hanno cercato di togliere a questi quei volumi per trasferirli a chi invece usa come abitazione locali ad uso ufficio. Ma la soluzione era talmente farlocca e dipendente da atti ancora da approvare che nessuno ci è cascato, quindi si è dovuto cercare un’altra carta da giocare.

A farlo è stato il consigliere regionale Epifani, Mr 3.200 euro al mese di vitalizio, che ha fatto approvare una proposta che, con l’obbiettivo di recuperare il patrimonio edilizio esistente, autorizza cambi di destinazione d’uso in determinate aree da individuare con apposita delibera comunale. A dire la verità anche in questa proposta vi sono dei limiti e il dubbio che non possa essere del tutto applicata in Contrada Santa Caterina è forte, senza contare poi il dover pagare un obolo di cui non si conosce l’ammontare, ma sicuramente cospiquo. Ecco quindi l’ultima mossa da parte del “nuovo” segretario cittadino del Partito Democratico, che chiede una convocazione urgente del consiglio comunale per definire subito le aree in cui poter applicare qualla norma che sa tanto di condono edilizio.

Obbiettivo voti, non certo risolvere i problemi della città, e più i problemi aumentano e permangono più possono promettervi di risolverli. Ricordatevelo.

Categories:   Politica