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Festival di saremo (siamo e siamo sempre stati)

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Dopo mesi di insulti ed accuse varie andate in onda su giornali e social network, dopo mesi di auspicate discontinuità dall’amministrazione in carica, ricerche di nuovi santoni da immolare in nome di un improbabile rinnovamento, dopo mesi di saggi si saggi no, primarie si primarie no, lettere alla Totò e Peppino, comunicati stampa con parole che mai manco la innocua opposizione si è mai sognata di utilizzare, ieri sera nel salone del consiglio comunale in occasione della mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni è andata in scena una patetica rappresentazione che, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, conferma ancora una volta l’impossibilità di provare o aspettarsi un cambiamento da coloro che fanno parte del “sistema”.

Troppi gli intrecci, troppi favori pendenti, troppi gli interessi in gioco per potersi permettere di andare oltre quella linea che demarca il confine del sistema. Se la varchi sei un pericolo e quindi da eliminare con ogni mezzo. Lo sanno benissimo tutti. Qualcuno, spinto da un rigurgito di orgoglio ci ha provato, ma non ha avuto la forza, il coraggio, la volontà di superare quella linea. Troppo anche per lui la posta in gioco per poterci rinunciare, per poter rischiare di perdere la propria fetta. E la cosa non riguarda solamente il Partito Democratico, ma l’intera classe politica locale, opposizioni comprese perchè dove un peso (maggioranza) ha un potere così forte, dove riesce a tenere tutti come intrappolati in una potente morsa c’è, senza dubbio alcuno, la totale assenza di un contrappeso (opposizione).

Un opposizione adirata, ieri sera, perchè come pubblicamente dichiarato da qualche consigliere avevano avuto garanzie che quella mozione sarebbe stata votata favorevolmente da parte del PD. Se la matematica non è un opinione almeno 4 consiglieri considerato che il minimo per farla approvare era di 16 voti favorevoli partendo dai 12 dell’opposizione che l’aveva già sottoscritta. Ma chi siano questi 4 che avevavo dato garanzie non è dato a sapersi. Nessuno ha osato superare quella soglia di demarcazione che ti porta a puntare il dito, fare nomi e cognomi e dire TU mi avevi garantito che l’avresti votata, perchè hai cambiato idea? Cosa ti ha fatto cambiare idea? E così per almeno 4 volte indicando di volta in volta i 4 consiglieri voltagabbana. Ma è troppo per il bon-ton politico, se fai nomi, se muovi precise accuse senza peli sulla lingua ecco che diventi un problema per tutti, per il “sistema” e il rischio di perdere definitivamente il proprio pezzettino di torta diventa reale, meglio non rischiare.

E figurati se a rischiare invece poteva essere qualcuno della maggioranza dove si mangia la parte di torta più gustosa. Allora i 4 che avevano dato garanzie, coloro che in questi mesi dai giornali e sui social network hanno lanciato i loro strali, hanno recitato la propria parte da bravi e ammaestrati usignoli.

Una escuzione perfetta quella di ieri sera nel salone comunale. Mancava solo il Fazio o la Litizzetto di turno che annuciasse: Di Epifani e Pomes, dirige il maestro Tanzarella, cantano Colucci e Flore.

Categories:   Politica