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Un piano per l’amianto

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Da Wikipedia: “In natura è un materiale molto comune. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo rendono adatto come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l’uso in molti Paesi. Le polveri contenenti fibre d’amianto, respirate, possono causare gravi patologie, l’asbestosi per importanti esposizioni, tumori della pleura (ovvero il mesotelioma pleurico), e il carcinoma polmonare. L’amianto è stato utilizzato fino agli anni ottanta per la coibentazione di edifici, tetti, navi (ad esempio le portaerei classe Clemenceau), treni; come materiale per da costruzione per l’edilizia sotto forma di composito fibro-cementizio (noto anche con il nome commerciale Eternit) utilizzato per fabbricare tegole, pavimenti, tubazioni, vernici, canne fumarie, ed inoltre nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche, materiali d’attrito per i freni di veicoli, guarnizioni), ma anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni.”

Quant’è l’amianto abbandonato nelle campagne di Ostuni nelle numerose discariche, piccole e grandi, disseminate nel territorio? Quanti i manufatti in Eternit  ancora in utilizzo come tettoie, serbatoi dell’acqua, canne fumarie, ecc? Quella dell’amianto è da considerarsi una vera e propria bomba ecologica che mette a serio rischio la salute dei cittadini.

Materiale in fase di disgregazione abbandonato sul territorio dissemina fibre di amianto, grazie anche al vento, su una vasta superficie e non è affatto difficile che queste, con la respirazione e/o l’alimentazione, entri nel organismo umano. Materiale ancora in uso, ma realizzato molti anni or sono, non più in grado di garantire la propria integrità e, di conseguenza, sicurezza.

E’ di fondamentale importanza che si ponga attenzione a questa problematica e si mettano in atto tutte le misure necessarie alla sua suoluzione. In primis una bonifica del territorio andando a rimuovere in sicurezza i manufatti contenenti amianto abbandonati sul territorio. Contestualmente la predisposizione di un piano pluriennale sull’amianto che parta dal censimento di tutti i manufatti ancora in utilizzo e, con appositi fondi incentivanti, prevedere la loro dismissione/sostituzione. I proprietari di tali prodotti dovranno fare la loro parte sia rendendo noto l’esistenza degli stessi sia contribuendo economicamente alla rimozione e smaltimento, allo stesso modo l’amministrazione comunale dovrà trovare i fondi per contribuire in parte a tali spese con appositi stanziamenti, nonchè a provvedere direttamente per quei manufatti che risulteranno essere di proprietà comunale.

Il non affrontare questa problematica ha sino ad ora prodotto come risultato l’abbandono dell’amianto sul territorio da parte di gente senza scrupoli che ha pensato così di risparmiare denaro. Le consegenze sono oltre all’inquinamento un danno economico notevole per il comune che, prima o poi, si troverà costretto a smaltire a proprie spese (quindi nostre) tali rifiuti.

Categories:   Ecologia/Ambiente