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L’Argentina secondo Monsanto

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Aixa Cano, una bambina di cinque anni, ha verruche pelose in tutto il corpo. La sua vicina Camila Verón, di due anni, è nata con varie malformazioni. I medici hanno detto alle madri che i pesticidi potrebbero essere la causa.

Abbiamo già affrontato su questo blog il tema dei diserbanti e delle politiche industriali della Monsanto. Con Ostuni 5 Stelle abbiamo anche organizzato una serata ad ‘oc sull’argomento dopo aver saputo dell’utilizzo di questi prodotti nell’area degli orti extra-urbani.

Oggi vi voglio proporre la lettura di questo articolo.

La Associated Press ha documentato decine di casi nelle province agricole dove si impiegano sostanze tossiche in modi che non erano stati previsti dalle normative segnalate dalla scienza o che sono state specificamente proibite dalla legge, e in un contesto dove ci sono pochi controlli da parte dello stato. Il vento trascina le sostanze tossiche, che vengono sparse sulle scuole e case dopo aver contaminato le fonti di acqua. I braccianti agricoli manipolano le sostanze senza le protezioni necessarie e la gente raccoglie acqua in contenitori che prima contenevano i pesticidi e che avrebbero dovuto essere distrutti.

Adesso i medici avvertono che l’uso incontrollato di pesticidi può essere la causa dei crescenti problemi di salute che stanno vivendo i 12 milioni di persone che vivono nella vasta regione agricola dell’Argentina.

Il glifosato, componente chiave dei pesticidi Roundup della Monsanto, è una delle sostanze chimiche più usate al mondo per eliminare le erbacce.

L’Argentina ha adottato il modello Monsanto, ma l’applicazione delle norme di sicurezza è variabile, visto che nella regolamentazione dell’agricoltura hanno la precedenza le 23 province, che hanno diverse normative. Spargere pesticidi è vietato a meno di 3 km dalle zone abitate in alcune province però è permesso fino a 50 metri in altre. Un terzo delle entità territoriali non prevede alcun limite e la maggior parte non ha politiche dettagliate per l’adempimento delle norme.

Il dottor Damian Verzenassi, direttore del programma di Ambiente e Salute della facoltà di medicina dell’Università Nazionale di Rosario, ha deciso di cercare la ragione dell’aumento dei casi di cancro, anomalie congenite e aborti negli ospedali argentini.

“Non siamo andati a cercare problemi nei prodotti agrochimici”, ha detto il medico. “Abbiamo cercato di scoprire quello che stava succedendo alla gente”.

Dal 2010, è stato realizzato uno studio epidemiologico casa per casa che ha incluso 65.000 persone nella provincia di Santa Fe e ha dimostrato che la percentuale dei casi di cancro sono tra due e quattro volte la media nazionale, inclusi il cancro al seno, alla prostata e al polmone. Inoltre sono stati rilevati alti indici di disturbi alla tiroide e problemi respiratori cronici.

“Può esserci una correlazione con i pesticidi tossici”, ha detto Verzenassi. “Fanno le analisi di tossicità sull’ingrediente principale, ma non hanno mai studiato le interazioni tra tutti gli elementi chimici che stanno utilizzando”.

Il medico María del Carmen Seveso, che dirige da 33 anni le unità di terapia intensiva e le commissioni di etica negli ospedali del Chaco, si è allarmata vedendo che dai certificati di nascita, le anomalie congenite dei neonati erano quadruplicate, da 19.1 a 85.3 per ogni 10.000 nascite, da quando era stata approvata la semina di coltivazioni geneticamente modificate un decennio fa.

Impegnata a trovare le cause, Seveso e la sua equipe medica ha intervistato 2.051 persone in sei paesi del Chaco. Ha riscontrato che ci sono più malattie e anomalie nelle popolazioni agricole rispetto ai paesi di allevatori. A Avia Terai, il 31% degli intervistati ha dichiarato di avere un familiare che ha contratto il cancro nell’ultimo decennio, rispetto al 3% del vicino paese di allevatori di Charadai.

Visitando questi villaggi circondati da coltivazioni, la AP ha trovato tracce di sostanze chimiche in zone dove si suppone non dovessero essercene.

Lo studio ha individuato malattie che, secondo il dottor Seveso, prima non erano comuni, come anomalie genetiche, malformazioni cerebrali, spine bifide, cecità o sordità, lesioni neurologiche, sterilità e problemi non comuni della pelle.

Aixa Cano, una bambina di cinque anni, ha verruche pelose in tutto il corpo. La sua vicina Camila Verón, di due anni, è nata con varie malformazioni. I medici hanno detto alle madri che i pesticidi potrebbero essere la causa.

“Mi hanno detto che è stato quello che ingeriva, che sta nell’acqua perchè gettano molto veleno qui vicino”, ha detto la madre di Camila, Silvia Achaval, parlando di sua figlia. “Quelli che dicono che gettare il veleno non produce alcun effetto, non so che senso abbia, perchè lì ci sono le prove”.

È quasi impossibile dimostrare che l’esposizione a una sostanza chimica specifica può aver causato il cancro o malformazioni congenite in una persona. Però, come altri medici, la Seveso dice che i risultati a Chaco rendono necessaria una inchiesta rigorosa da parte del governo.

Il suo rapporto di 68 pagine, tuttavia, è stato archiviato per un anno al Ministero della Salute di Chaco. Alla fine, è filtrata una copia che è stata distribuita attraverso internet.

“Ci sono cose delle quali non si parla, cose che non vengono ascoltate”, ha detto la Seveso.

Gli scienziati dicono che solo studi più approfonditi, a lungo termine, possono escludere che i pesticidi siano la causa di queste malattie.

“È per quello che facciamo studi epidemiologici di malattie cardiache, problemi legati al fumo e di ogni altro tipo”, ha detto Doug Gurian-Sherman, ex responsabile dell’Agenzia di Protezione Ambientale americana che adesso collabora con la Union of Concerned Scientists. “Se ci sono indizi che rivelano gravi problemi di salute, non bisogna aspettare di avere prove assolute per prendere delle contromisure”.

Categories:   Ecologia/Ambiente, Salute/Medicina