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Il restyling di facciata

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Il restyling di facciata è oggi la prima occupazione di politici e partiti. Un restyling che, come ovvio, interessa solo l’immagine e giammai la sostanza. Si prendono attori ancora non del tutto sputtanati, solo perchè non si dispone delle corrette informazioni, e con tv e giornali a servizio si costruisce una fiducia che, come tutte le altre volte, verrà poi delusa.

E’ così a livello nazionale con Renzi noto ai più come rottamatore e diventato ormai un restauratore tanto di dinosauri della politica quanto di proposte, arrivando a proporre una nuova legge elettorale in cui rinnega quanto affermato dallo stesso in questi anni, ripristino voto di preferenza in primis.

E’ così a livello locale dove il PD abbandona Tanzarella e si affida ad un politico di lunga data rigorosamente presentato come manager. Un PD che cerca così di far dimenticare ai cittadini quanto fatto in questi anni e che fa tutt’oggi coi suoi 4 assessori in giunta insieme al socio di sempre. Non a caso presentano il loro candidato sindaco come manger evitando invece di ricordare che questo “manager”, componente a tutti gli effetti della casta col suo bel vitalizio da oltre sei mila euro al mese, campa da anni proprio grazie alla politica. Consigliere comunale e regionale, assessore al bilancio della regione proprio negli anni in cui, con Tedesco assessore regionale alla Sanità, si formava il buco che costringerà poi al piano di rientro e alla chiusura e dismissione di numerosi strutture ospedaliere. A premio di tali meriti ecco che persa la poltrona da assessore, la politica provvede subito a nominarlo direttore di una società controllata della regione stessa (Innovapuglia) dove percepisce un bel assegno mensile di oltre 10 mila euro al mese.

Ma pochi conoscono questa storia nei suoi dettagli e va da se che i mezzi di informazione evitano accuratamente di parlarne. Intando il PD dei Pomes, degli Epifani nel frattempo divenuto coordinatore regionale dei renziani (ah proposito di restauri), insomma il PD di sempre è pronto a nascondersi dietro questo “manager” per cercare di camuffarsi e apparire cambiati. A cornice altri finti nuovi come l’ex-assessore all’urbanistica di Ostuni, responsabile di due tra i più significativi scempi speculativi della città (peschiera e zona artigianale) che tra un bel discorso di pace e l’altro omette sempre di prendersi le responsabilità di quelle scelte e spiegare il perchè e il come le autorizzò. Risposte ancor più doverose oggi che si sta alleando con coloro che da quelle scelte fecero lauti guadagni.

 

Categories:   Politica