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Bilancio Ostuni. Quello che non vi dicono

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Il consiglio comunale di Ostuni si appresta ad approvare il bilancio economico di previsione 2013 (tralsciamo che siamo ormai a dicembre e il termine “previsione” lascia il tempo che trova) e i soliti media a reti unificate strobazzano quotidianamente le lodi alla gestione Tanzarella per non aver aumentato la pressione fiscale ai propri cittadini.

Adesso, a parte il fatto che se è vero che le tasse non aumentano, grazie anche alla marcia indietro del governo sulla TARES, per dovere di cronaca andrebbe precisato che il comune ha ben pensato di prelevare dalle tasche dei cittadini in altro modo aumentando alcune tariffe quali ad esempio quelle per le aree sosta a pagamento note come “strisce blu”, ma l’aspetto più interessante non è certo questo ma bensì quanto affermato dallo stesso Sindaco al Forum della società civile convocato proprio per illustrare il bilancio di “previsione”.

In quell’occasione, infatti, dopo essersi autelogiato per non aver aumentato la pressione fiscale ha spiegato il come ciò è stato possibile. In pratica molti debiti che l’amministrazione ha verso diverse aziende non saranno saldati. Naturalmente a quanto ammontino questi debiti non è dato a sapersi, la cosa certa è che ci sono e ad onorarli dovrà essere la prossima amministrazione e intanto l’attuale maggioranza potrà farsi la bella campagna elettorale dicendo che loro non hanno aumentato le tasse.

L’aspetto peggiore di tutto ciò però non è l’aver scaricato la patata bollente a chi verrà, ma non dare quanto dovuto alle aziende creditrici in un periodo di forte crisi e di difficoltà di accesso al credito bancario. Per alcune aziende questo potrebbe determinarne la morte e, di conseguenza, la perdita di posti di lavoro. Ma chissenefrega avranno pensato a palazzo di città, adesso c’è la campagna elettorale e dopo un bel mutuo da 700 mila euro per rimettere a posto alla meglio peggio le strade cittadine ormai in condizioni di totale dissesto si sono accaparrati un altro slogan elettorale col non aumento delle tasse.  Tanto delle aziende creditrici che rischiano di fallire e dei debiti non pagati su cui dovremmo sborsare più interessi pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, statene certi, non ne parleranno.

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