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Letta e riLetta

alfetta

Di Marco Cedolin

Quando in primavera nacque il governo Letta, nel segno dell’inciucio e del golpe di Napolitano, lo scopo era quello di trascinarsi per qualche mese, mistificando i drammatici problemi di un paese moribondo e colonizzato da Bruxelles, attraverso il fumo creato dai temi etici (leggi sul femminidio e l’omofobia) ed un patetico tira e molla concernente la rata di luglio dell’Imu, quasi da essa dipendesse il futuro degli italiani.

Dopo tanto trascinarsi, senza senso e senza prospettive, Letta ed Alfano (o vicersa che è la stessa cosa) hanno comunque dovuto confrontarsi con Bruxelles e con gli impegni presi a livello europeo dai mestieranti politici, senza mai avere interpellato i cittadini.

Avendo promesso al popolo meno tasse e tangibili segnali di ripresa ed a Bruxelles più denaro da devolvere alle banche, in quel gioco al massacro chiamato debito pubblico, si sono trovati giocoforza in un cul de sac dal quale poteva sembrare impossibile uscire.

Ma il bestiario politico italiano, capitanato da Giorgio Napolitano è una confraternita piena di risorse, alla quale i lampi di genio non mancano mai alla stessa stregua degli utili idioti, dentro e fuori dal parlamento.

Dopo un paio di settimane vissute all’insegna del gioco delle tre carte, Imu a dicembre si, Imu a dicembre no, aumento dell’IVA si o in sostituzione aumento della benzina e dell’Irap e via discorrendo, che tradotto in cruda realtà stava a significare “non riusciamo a decidere se darti tante bastonate sulla schiena o piuttosto una coltellata”, ecco trovato l’uovo di Colombo, necessario per ottenere la quadratura del cerchio.

Una crisi di governicchio pilotata, un utile idiota disposto ad arrampicarsi sugli specchi per difendere il proprio status quo ed una massa di utili idioti equamente divisa fra berlusconiani ed anti berlusconiani, disposta a bersi qualsiasi corbelleria, nel nome dell’odio o dell’amore per il salapuzio di Arcore.

“Abbiamo deciso di darvi sia la coltellata, sia le bastonate, ma la colpa non è nostra, bensì della crisi di governo e per proprietà transitiva di Berlusconi che la crisi l’ha creata, inseguendo il proprio tornaconto personale.”

Aumenteranno l’IVA e pure la benzina ed a dicembre tornerà l’ICI, senza che venga accantonato il progetto di una nuova service tax a carico degli inquilini, ma non sarà colpa del governicchio Letta che deve devolvere quanto promesso a Bruxelles, bensì della sua crisi e di chi l’ha ingenerata.

Letta ed Alfano non avrebbero mai fatto qualcosa di così disdicevole e lo dimostreranno tornando fra qualche settimana a governare, con una nuova maggioranza d’inciucio allargato e la benedizione di Napolitano che ha tirato le fila di questa ennesima comedia dell’orrore. L’Italia della disoccupazione, dei suicidi e dei portafogli ancora più vuoti tornerà ad avere un governo ed a parlare di temi etici, fingendo che tutto vada per il meglio, almeno fino a quando EquiBruxelles non busserà per esigere la prossima rata e ricomincerà il gioco delle tre carte, perchè in Italia mancheranno anche i soldi, ma gli utili idioti no, quelli non mancheranno mai.

Categories:   Politica