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Spiagge diversamente libere

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Ostuni, come molte altre località pugliesi, è nota per la bellezza della propria costa e per lo splendore delle sue spiagge. Spiagge, per la maggior parte, definite libere. Ma è proprio così?

Si, è vero che non ci si trova nelle condizioni di Liguria, Toscana, Emila con spiagge date ai privati con concessioni ultradecennali e la conseguente impossibilità anche solo di sdraiarsi a prendere il sole senza pagare l’obolo, ma anche qui ad Ostuni una cementificazione dissennata e senza logica con interi villaggi costruiti a ridosso del mare nonché la trasformazione, avvenunta negli ultimi anni, in aree parcheggio a pagamento dei terreni in prossimità del litorale hanno, di fatto, reso la maggior parte delle spiagge diversamente libere.

Spiego meglio. Le spiagge, ovvero l’arenile dove c’è sabbia oppure scoglio, sono ancora libere. Nessuno le ha occupate mettendo ben in fila lettini ed ombrelloni e non ci sono neanche tutti gli altri servizi (bagni, docce, ecc) ma, aimè, per arrivare a mare devi usare l’auto e qui nasce il problema per tanti ed il business per pochi.

I villaggi che hanno occupato gran parte della costa sono inaccessibili (proprietà privata) e i terreni, una volta agricoli, a ridosso della costa sono stati trasformati in parcheggi a pagamento. Ecco quindi che per andare in spiaggia ti tocca pagare l’obolo a qualcuno. Naturalmente ove esistono strade alternative, che ti consentirebbero di arrivare alla spiaggia senza dover usufruire dei parcheggi a pagamento, queste sono state chiuse con grossi massi. Al momento i 2/3 della costa è diversamente libera e l’unico aspetto positivo è che gli scogli non sono più invasi dalle auto.

L’aspetto, invece, fondamentale che nessuno pare prendere in consdierazione è che la Puglia, Ostuni, ecc sono diventate meta turistica anche per i bassi costi. Ma questa caratteristica è ormai un vecchio ricordo. Dalle strutture ricettive, alle case in affitto, alla ristorazione e tutto il resto ha raggiunto prezzi ingiustificabili. E adesso anche le spiagge. Tutto ciò, come già dissi qualche anno fa, contrae sempre più la stagione turistica ormai ridotta al lumicino delle due settimane a ridosso di ferragosto.

Se continuano così le spiagge torneranno ad essere vuote, di conseguenza poco remunerative. E allora ritorneranno anche ad essere nuovamente e veramente libere.

 

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