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Una barzelletta chiamata Bandiera Blu

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Ieri sera a Ostuni è andato in scena Uccio De Santis e le sue barzellette per festeggiare quella che rappresenta ormai da anni la vera barzelletta della città bianca: l’assegnazione della Bandiera Blu.

Un riconoscimento o meglio dire una certificazione su qualità delle acque e servizi erogati che Ostuni detiene da anni senza averne i requisiti indispensabili. D’altronde è già sintomatico il fatto che la Fee, organizzazione che rilascia tale certificazione, non effettui alcun controllo o verifica sul campo, ma si limiti a rilasciare la certificazione sulla base della autocertificazione del Comune richiedente.

Eppure basterebbe dare un fugace sguardo ai requisiti per rendersi immediatamente conto della loro non presenza sul litorale Ostunese sul quale sventola appunto tale bandiera. I servizi igienici sono irrepribili e “sostituiti” dalla macchia mediterranea annualmente “concimata” dai turisti,  i cestini portariufiti, seppur in taluni casi presenti, sono stracolmi già alle 10 di mattina senza che nessuno si preoccupi di svuotarli. Non parliamo poi della qualità delle acque. Goletta verde di Legambiente ha rilevato un forte inquinamento da residui fecali a causa del malfunzionamento del depuratore e, quando il maestrale agita il mare, una schiuma saponosa che invade spiagge e calette è la norma.

In questo contesto, l’assegnazione della Bandiera Blu potrebbe intendersi persino come una vera e propria truffa ai danni dei turisti convinti da recarsi in una località dotata di tutti quei servizi e di quella qualità delle acque tanto decantata dall Fee. In questo contesto azzeccatissima la scelta di festeggiare l’assegnazione di questo vessillo con lo spettacolo di un barzellettiere.

Categories:   Ecologia/Ambiente, Politica