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Patrimonio abbandonato

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Riunioni sindacali impediscono ai turisti di visitare il Colosseo, il monumento più famoso del mondo, i Bronzi di Riace giacciono ormai impolverati nel Palazzo Campanella a Reggio Calabria, gli scavi di Pompei sono transennati a causa di ormai cronici crolli. I più eclatanti di tanti esempi.

Il patrimonio culturale della penisola viaggia nel vortice dell’abbandono. “È chiaro che i vini italiani siano più buoni di quelli francesi, su questo non ci sono dubbi… Gli altri sanno semplicemente venderli meglio di noi…”. L’opinione di molti enologi riflette il buio culturale italiano. Il crollo della Domus Pompei ha costretto la stessa Unesco, organo di salvaguardia dei patrimoni culturali delle Nazioni Unite, ad inviare missive di indagini sulle reali condizioni dei beni archeologici e a raccomandare repentini provvedimenti da parte dello Stato. “Non è un Paese per la cultura il nostro…”; “L’Italia potrebbe vivere di turismo” oppure “Nessuna nazione possiede una tale varietà paesaggistica, storica, culturale”, sono ritornelli che si possono ascoltare spesso, perpetui e incessanti sulla bocca di tutti in un clima di abbandono.

A Roma, il Festival Internazionale della Letteratura è da dodici edizioni uno degli eventi più attesi. Solo ad una settimana dalla serata inaugurale dell’edizione 2013 il direttore artistico Maria Ida Gaeta ha ricevuto il via libera inerente la disponibilità dei fondi. Dieci giorni prima delle elezioni amministrative da un vago permesso del candidato Gianni Alemanno. Il Festival Barocco della Tuscia avrà luogo nel luglio 2013 solo a patto di grandissimi sacrifici che spesso si palesano nel volontariato e nella passione degli stessi organizzatori. La due giorni del Mediterraneo di Civitavecchia ha necessitato della manifesta volontà di una figura di spicco quale Ennio Morricone, uno dei promotori e direttore d’orchestra del concerto finale del 22 giungo.

Fiorello Primi, Presidente del club “I borghi più belli d’Italia” e co-autore dell’omonima guida tra le più lette dai turisti stranieri parla di morbo politico. “È una dimensione in cui la volontà di tutti per tutelare i nostri patrimoni c’è, ma è chiara come la luce del sole la necessità di usufruire di fondi economici solidi. Denaro liquido su cui le imprese possano farsi forza, non un ulteriore aumento dell’IVA.” Se fa scalpore l’acquisizione della Pernigotti da parte della famiglia turca Tuksoz, altrettanto deprimenti sono le relazioni delle realtà locali della Confcommercio e della Confesercenti in occasione dell’Assemblea Generale 2013. Il Presidente Sangalli ha definitito l’italia “un paese di lavoratori, imprenditori e cittadini appassionati del loro mestiere…”. Ha anche provocato il mondo della politica: “Adesso tocca a voi, al Parlamento e al Governo perché le imprese da sole non ce la fanno più, hanno già fatto quello che dovevano e che potevano fare, forse anche di più. Occorre una maggiore moralità in politica, altrimenti le urne elettorali continueranno a svuotarsi e questo non fa bene alla democrazia repubblicana.”

Ma è veramente solo un’Italia che arretra, quella in cui vengono presentate iniziative e start up per riqualificare Comuni e territorio, renderle accattivanti per i turisti stranieri, quella in cui non mancano eventi culturali e concerti nell’arco dell’estate dove possano esprimersi i più grandi artisti e talenti? Dal maestro Riccardo Muti si sono presentati oltre duemila studenti per assistere a una lezione su Giuseppe Verdi, nel mese di luglio in una metropoli come Roma.

Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo offre visite guidate presso le sale mai visitate del monumento e addirittura attraverso il Passetto di Borgo, il celebre passaggio che in passato permetteva al Papa di fuggire da San Pietro in caso di attacchi esterni. È inutile raccontare la storia di chi si impegna come il signor Lopilato, un uomo che ha combattuto contro la grettezza delle realtà locali per rivalutare l’agrumeto della Valle dei Templi in Sicilia, unico luogo al mondo dove convivono oltre dodici specie di aranci.

Purtroppo ci si scontra con una certa pigrizia di fondo, non solo quella delle istituzioni. Quella di giovani che ad esempio rifiutano offerte di lavoro pagate lautamente dati i tempi di crisi per non perdersi l’ozio dell’estate. Tale è il caso di una realtà economica come il Rainbow Magicland, un parco giochi nella periferia della capitale. Una strana contraddizione la realtà culturale italiana perché ospita la convivenza di uomini dal grande impegno con coloro che preoccupati dai calcoli e interessi immediati ignorano il potenziale del nostro Paese. Un turismo culturale abbandonato in un angolo per colpa di dettagli come l’assenza di qualche etichetta cinese nei musei per poter spiegare un quadro o un’opera ai visitatori dell’estremo oriente.

Solo da qualche mese nei siti turistici è stata introdotta l’applicazione del “multi-lingua” per gli stranieri. Una mentalità poco brillante che accetta scavi trascurati, paesaggi naturali coperti di rifiuti, opere d’arte sbiadite bisognose di un restauro. Un atteggiamento anche poco orgoglioso, che subisce con poca risentita indifferenza il giudizio di mezzo mondo, “che i vini francesi”, una banalità che può essere indicata da qualsiasi altro esempio, “sono certamente più buoni di quelli italiani.”

Lorenzo Nicolao

Categories:   Economia/Lavoro, Politica, Società/Cultura