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Lo strano e solito modo di tagliare

leggetruffa

Devo ammettere che la casta affina sempre più le proprie armi riuscendo a far passare per taglio persino ciò che è un aumento. Incredibile, non tanto la sfacciataggine che possiedono ma la facilità con cui si riesce a prendere per il culo gli Italiani.

Il malloppo sul tavolo è quello del finanziamento pubblico ai partiti, abolito da un referendum popolare nel lontano 1993 subito reintrodotto sotto la voce di rimborsi elettorali aumentandone gli ammontari arrivati ad oggi a cifre stratosferiche ed ingiustificabili. Da tempo nel paese si alza un coro indignato che ne chiede l’abolizione e non si conta la pletora di pollitici che da anni annuciano una legge di riforma di questo istituto.

Ed ecco che il buon Letta che sino ad ora non ha fatto alcunchè per il rilancio dell’economia, per impedire o rallentare la moria delle piccole e medie imprese, per aiutare lavoratori ed imprenditori in difficoltà ed evitare che si suicidino, per evitare il già previsto aumento dell’IVA che andrebbe a peggiorare il tutto, annuncia l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Ma è proprio così?

Osservando il testo di legge predisposto dal governo in realtà si scopre che i soldi che andranno nelle tasche di PDL, PDmenoL, SEL, Lega, Scelta Civica e tutta la mandria parlamentare ad esclusione del moVimento 5 stelle aumenteranno. Come nel 1993 il finanziamento cambia nome ed aumenta.

Ma per i media il problema in Italia è Grillo.

Sul provvedimento del governo sui RIMBORSI ELETTORALI ci sono almeno 4 cose da capire:

1. E’ un disegno di Legge. Quindi deve essere ancora discusso in Parlamento. Alcuni giornali titolano “Abolito il finanziamento pubblico”. Allora titoliamo pure “Bloccati i lavori della TAV” solo perchè abbiamo presentato la proposta.

2. I partiti avranno gratis spazi Tv, sedi e pagamento bollette. “Gratis” significa che qualcuno deve pur pagarli. Chi? i cittadini con “i fondi pubblici”.

3. L’abolizione dei rimborsi elettorali (che solo oggi la stampa chiama con il nome proprio: finanziamento pubblico). Non avverrà prima de 2015 (quando si è trattato di aumentare l’IVA, è bastata una notte).

4. Sarà sostituito da un sistema (il 2xmille) che dovrà essere destinato dai cittadini su base volontaria ai partiti. Ma se dimentichi a chi destinarlo va lo stesso ai partiti! (la torta da spartire è di 800 milioni di euro).

MORALE DELLA FAVOLA:

– A LUGLIO I PARTITI INCASSERANNO LA PRIMA RATA DEI RIMBORSI ELETTORALI. Il Movimento 5 Stelle non toccherà un euro (rinuncia infatti a 42 milioni).

– Tra 3 anni, smetterà di incassare fondi pubblici, per sostituirli con servizi pagati con FONDI PUBBLICI lo stesso.

Caro Letta hai fatto un “capolavoro democristiano”: cambia tutto per non cambiare niente.

Luigi Di Maio

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