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Se avessimo dato la fiducia

saggi-inciucio

Trova abbastanza paradossale che, ancora oggi, dopo la penosa scenetta andata in onda con l’elezione del Presidente della Repubblica ci sia ancora qualcuno capace di sostenere che se il moVimento 5 stelle avesse dato la fiducia a Bersani, Berlusconi sarebbe definitivamente scomparso e i 5 stelle avrebbero di fatto dettato l’agenda politica.

Lo trovo paradossale perchè, almeno a me, la situazione pare evidentissima. Era già abbastanza chiara durante le finte trattative per un accordo PD e 5 Stelle, ma adesso abbiamo avuto quella che può essere tranquillamente definita la prova del 9. Bersani & Co volevano la fiducia del moVimento non certo per dargli in mano l’agenda di governo ed essere determinanti nelle scelte di azione politica, ma semmai per poter inciuciare col PDL, suo vero alleato, nell’ombra.

I segnali vi erano tutti sin dalle prime battute, dal non abbiamo vinto ma siamo arrivati primi e il continuo insistere con un governo guidato da un impresentabile che non poteva essere certo garanzia di cambiamento ma semmai di inciuci sottobanco, all’ignorare le richieste che i 5 stelle avanzavano cosa un pò bizzarra da parte di chi cercava un accordo ed una fiducia francamente difficile da accettare. Rinuncia ai rimborsi elettorali: NO. I 20 punti del nostro programma: NO. Avviare le commissioni parlamentari dando così avvio alla legislatura: NO. Darci la presidenza del COPASIR e della vigilenza RAI: NO. Ineliggibilità di Berlusconi: NI (in questo caso Zanda capogruppo PD al Senato aveva dichiarato disponibilità ma non facendo avviare le commissioni di fatto non si è voluto procedere). Una serie infinita di NO impossibili da comprendere in una trattativa dove le parti dovrebbero, per addivenire ad un accordo, accogliere almeno parte delle richieste messe in campo.

E così mentre i media definivano i 5 Stelle come quelli del NO, era già del tutto evidente che l’accordo non lo si voleva, ma si cercava ben altro. Il fatto che i 5 stelle abbiano resistito ad una pressione mediatica senza precedenti ha costretto PD e PDL ad uscire allo scoperto e fare l’inciucio alla luce del sole. L’elezione del Presidente della Repubblica è stato solo la rappresentazione teatrale di tutto ciò anche se, una lotta interna al PD ha un reso il tutto un pochino più ingarbugliato, ma che una volta vinta dai Renziani con le dimissioni della Bindi prima, di Bersani poi ed, infine, di tutta la segretaria ha fatto si che anche i rottamatori accogliessero con piacere un nonnetto di 88 anni da decenni in parlamento.

Se dopo tutto ciò c’è ancora chi non capisce, beh, o è in malfede o ha dei problemi congnitivi.

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