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Quei 98 miliardi delle slot machine

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In un periodo di profonda crisi  e di politiche di austerity per far fronte al debito pubblico e ai relativi interessi da capogiro, mentre si continua a prelevare soldi dai comuni cittadini con una pressione fiscale  a liveli record e nel contempo la lotta all’evasione fiscale è roba buona solo per fallaci dichiarazioni e slogan elettorali, nessuno parla di quei 98 miliardi di euro evasi da alcune aziende concessionarie delle slot machine.

Un bel bottino, non c’è che dire, che potrebbe risolverci non pochi problemi, ma di cui la maggior parte, nella politica come nell’informazione, pare disinteressarsi. Meglio occuparsi dei grillini, delle località in cui si incontrano e di che cosa hanno mangiato. E mentre tutti si occupano dei grillini questi invece si occupano di quei 98 miliardi (ma neanche di questo i media parleranno).

Interrogazione a risposta scritta 4-00034

presentata da

ELISA BULGARELLI

mercoledì 3 aprile 2013, seduta n.009

BULGARELLI, MUSSINI, SCIBONA, MARTELLI, MONTEVECCHI, DONNO, CIAMPOLILLO, COTTI, GIARRUSSO, SERRA, ORELLANA, BATTISTA, GAMBARO, LUCIDI, LEZZI, BOCCHINO, FUCKSIA, CASALETTO, PETROCELLI, PUGLIA, MOLINARI, CATALFO, CIOFFI, ANITORI, MORRA, BUCCARELLA, CASTALDI, NUGNES, CAMPANELLA, MORONESE, BIGNAMI, DE PIN, GAETTI, PEPE, MARTON, AIROLA, BOTTICI, PAGLINI, MASTRANGELI, CAPPELLETTI, VACCIANO, BLUNDO, BERTOROTTA, SANTANGELO, TAVERNA, CRIMI – Al Ministro dell’economia e delle finanze – Premesso che:

nel 2011 il mercato italiano del gioco d’azzardo ha raccolto, al netto dei premi erogati, 18,4 miliardi di euro, pari al 4,4 per cento del mercato mondiale e oltre il 15 per cento di quello europeo;

secondo il CONAGGA (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo), a fronte di una netta riduzione dei risparmi delle famiglie e della spesa per alimenti a causa della crisi economica, nel 2011 è cresciuta la spesa per il gioco d’azzardo del 30 per cento rispetto al 2010;

secondo una rielaborazione dei dati effettuata dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) del 2012, la spesa annua pro capite per il gioco d’azzardo è di 1.703 euro;

secondo il Consiglio nazionale delle ricerche, il gioco d’azzardo coinvolge il 58,1 per cento dei maschi tra i 15 e i 19 anni e il 36,8 per cento delle ragazze;

considerato che:

a fronte di un aumento della spesa sul gioco d’azzardo, le entrate per l’Erario hanno visto una riduzione di circa il 10 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;

secondo le indagini della Guardia di finanza, ammonta ad oltre 98 miliardi di euro l’evasione fiscale di alcune società concessionarie di slot machines, dei quali solo una minima parte è stata ad oggi recuperata;

il rapporto della Corte dei conti relativo all’anno 2011 afferma che il consumo dei giochi interessa prevalentemente le fasce sociali più deboli e, secondo il CONAGGA, gioca di più chi ha una minore scolarizzazione;

secondo una stima del CONAGGA, che tiene conto dei costi sanitari, dei costi indiretti e dei costi per la qualità della vita, i costi sociali complessivi causati in Italia dai giocatori d’azzardo patologici sono stimabili tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro, andando perciò ad assorbire gran parte delle risorse incassate dall’Erario;

i soldi che le famiglie spendono nei giochi sono sottratti ai consumi, provocando un danno indiretto per le casse dello Stato dovuto al mancato incasso dell’IVA, quantificabile, secondo il CONAGGA, in 3,8 miliardi di euro ogni anno;

gli apparecchi, quali slot machines e videolotteries, raccolgono il 54 per cento del fatturato complessivo e, grazie alle loro caratteristiche, quali un minore lasso di tempo fra una partita e l’altra, l’assenza di relazioni umane, la spazialità e temporalità diffusa e gli stimoli visivi e sonori, risultano essere i maggiori responsabili dell’instaurarsi di dipendenze;

anche i giochi on line, che raccolgono il 16 per cento del fatturato complessivo, presentano caratteristiche analoghe agli apparecchi,

si chiede di sapere:

se il Governo sia interessato al recupero dei 98 miliardi di evasione nel mercato del gioco d’azzardo;

in caso affermativo, se non ritenga opportuno indicare le risorse che si intendono impiegare, la modalità di reperimento di esse, ed i tempi di attuazione della procedura, specificandone i termini di avvio e di conclusione;

se intenda mettere in campo meccanismi di sanatoria fiscale per i debiti pregressi che agli interroganti appaiono inaccettabili; in caso affermativo, se intenda specificarne modalità e tempi;

quali azioni intenda implementare per contrastare ed evitare il ripresentarsi del fenomeno di evasione;

a fronte di un costo sociale diretto così elevato, cui si aggiunge il costo sociale indiretto delle patologie connesse al gioco d’azzardo, se non ritenga opportuno vietare su tutto il territorio nazionale apparecchi di gioco quali slot machines, videolotteries e giochi d’azzardo on line in generale.

Qui l’atto ufficiale

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