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Cemento e olivi

Olivi addio

In regione come ad Ostuni, il cemento unisce tutte le forze politiche che all’unisono come un branco di pesci si muovono verso la cementificazione del territorio. E così ecco approvata all’unanimità (anche qui un solo voto contrario) una deroga alla legge che tutela gli olivi monumentali che, quindi, potranno essere più facilmente sacrificati in onore del finto progresso e del falso sviluppo, ovvero asfalto e cemento.

Come al solito togli alla colletività per dare ai pochi. Questo deve essere il leitmotiv che ispira la nostra classe politica che ancora non riesce a capire dove sta la ricchezza di questo territorio e per l’interesse di pochi, quelli che gli garantiranno però molti voti, sacrificano l’agricoltura, il paesaggio, le bellezza naturali ed artistiche per continuare a sostenere un modello di sviluppo che ha ormai, in maniera chiara ed evindente, mostrato tutti i suoi limiti. Modello di sviluppo insostenibile tanto da un punto di vista ambientale che economico ed occupazionale che ci ha portato proprio in una profonda crisi da cui difficilmente potremo uscire attuando le solite ricette.

I nostri territori, il nostro paese non ha più bisogno di cemento avendo già costruito abbondatemente più del necessario, ma ha bisogno di più agricoltura. Un agricoltura di qualità come quella che gli oliveti monumentali possono consentire. Agli agricoltori gli andrebbe fatto un monumento, non tolto terreno. Abbiamo bisogno di paesaggio, quel paesaggio del fu Bel Peaese che becere politiche hanno saputo distruggere nonostante tutelato dalla nostra costituzione che tutti continuano, pur consentendo questi orrori, a decantare.

Abbiamo bisogno di una nuova classe politica capace di saper vedere e interpretare il futuro. Capace di dare avvio ad un nuovo modello di sviluppo correggendo gli errori del passato non perpetuandoli. Abbiamo bisogno che dal governo nazionale, regionale e comunale SE NE VADANO TUTTI A CASA!

Categories:   Ecologia/Ambiente, Economia/Lavoro, Politica