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Spazio ai giovani

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Spazio ai giovani! Quante volte abbiamo sentito questo bello slogan? Eppure quanto spazio hanno i nostri giovani, nelle nostre città per poter crescere culturalmente e socialmente?

Prendiamo ad esempio il comune di Ostuni. Non esiste un luogo di aggregazione culturale dove i giovani possono organizzare attività, dove possono interagire tra loro, dove possono esprimere la loro creatività o dove poter dare espressione alle loro energie. Ovvero non esiste un luogo del genere usufruibile gratuitamente. La casa della musica, da poco inaugurata e realizzata con soldi pubblici, è stata data in gestione ad una cooperativa e il suo utilizzo, adesso, è consentito solo su pagamento delle previste quote. Nulla di esagerato sicuramente, ma comunque un onere economico che i giovani sopratutto spesso non possono permettersi e, sovente, neanche le loro famiglie.

Ritengo importante quindi la realizzazione di un centro di aggregazione culturale a disposizione dei giovani della città. Un luogo dove possano incontrarsi, dove possano esprimere la loro creatività nella musica, nel teatro e in qualsiasi altra arte. Un luogo usufruibile gratuitamente. Un luogo che gli stessi giovani si possono autogestire, magari con una consulta giovanile eletta da tutti i ragazzi della città.

Basterebbe trovare una struttura pubblica da destinare allo scopo, e ce n’è più di una, e definire uno statuto che stabilisca le regole di funzionamento generali. Poi affidarsi ai nostri giovani, nella maggior parte dei casi più resposabili e di buon senso di noi adulti.

Categories:   Politica

  • raffaele

    mi piace. sono d’accordo. soprattutto sull’autogestione. difficile ma necessaria. I ragazzi (lo siamo stati anche noi) hanno un forte e viscerale bisogno di stare insieme…ma a modo loro, senza il controllo ansioso e ipercontrollante degli adulti, soprattutto quelli Istituzionali che di tutto sono preoccupati tranne dei reali bisogni dei ragazzi (ma non glielo dite, tanto non riescono a capire!). Ma, caro Paolo, sono anche per un’autogestione del livello Welfare…voglio dire che, Grillismo docet, non possiamo più aspettare che le soluzioni vengano dall’alto. Voglio dire che per esempio senza stare ad aspettare una struttura pubblica possiamo organizzarci mettendo a disposizione spazi privati, con tutti i rischi e le rogne che questo comporta ma se ci teniamo ai nostri ragazzi ci tocca farlo. Io ho cominciato: non ho fatto niente di particolare…i ragazzi sono intorno a noi e ci fanno capire in tanti modi il cosa e il come lo desiderano…ho messo a dispozione un garage, un tavolo, qualche sedia, avvisi alle famiglie e un pò di regole. C’è tanto da fare ma l’importante è cominciare.