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Villanova: serve un piano di rigenerazione

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C’è voluto l’intervento della capitaneria di porto e il sequestro di alcuni pontili per portare l’attenzione su Villanova. Eppure, in una città che fa del turismo il suo principale motore economico, l’unica frazione presente sulla costa dovrebbe essere tra i primi tesori da custodire e valorizzare.

Una frazione storica nata agli inizi del 1200 sulle rovine di un ancor più antico villaggio chiamato Petrolla e che tra le sue  più importanti ricchezze rileva un Castello del XIV° secolo, una chiesa ottocentesca, un porticciolo turistico e numerose spiagge di incantevole bellezza da sempre molto frequestate dalla popolazione locale e turistica.

Basta però farsi un giro tra le vie e i vicoli di questa storica frazione per rendersi conto del degrado e dell’abbandono in cui versa. Una desolazione che grida vergogna ad una classe politica inetta che, in questi anni, non solo non ha mai presentato alcun progetto di rigenerazione dell’intera frazione (solo un maldestro tentativo di sfruttare finanziamenti per ampliare il porticciolo naufragato poi nel nulla), ma non ha mai neanche avviato un dibattito, un confronto, o qualsiasi altra cosa per cominciare ad affrontare la questione.

Lasciamo perdere poi quello che accade quando, in prossimità della primavera, la temperatura si alza dando il via alla naturale decomposizione delle alghe presenti in abbondanza nel porto che crea un tanfo davvero insopportabile. Ogni anno affinchè l’amministrazione ottemperi ai propri doveri e faccia portare via quella massa maleodorante di alghe  sono necessari gli strali di cittadini ed esercizi commerciali.

Un amministrazione dotata di buon senso (un amministrazione 5 stelle) metterebbe la rigenerazione di Villanova tra le sue priorità. Anche in questo caso si dovrebbero coinvolgere tutti i vari soggetti portatori di interesse (cittadini, operatori del porticciolo, proprietari di natanti, esercizi commerciali, ristorazione, ecc) e sviluppare un vero e proprio piano di rigenerazione capace di portare Villanova ad essere, come merita, al centro del flusso turistico locale.

L’amministrazione attuale invece, anche col silenzio delle opposizioni, ha pensato solo alla lotizzazione dei terreni circostanti e a spendere denaro pubblico per servizi ed accessori a favore di queste nuove lotizzazioni. Lotizzazioni a favore dei soliti noti, in una concezione di sviluppo basato sul cemento col solo scopo di portare profitti nelle tasche di amici e amici degli amici.

P.S. Nell’articolo comparso sul “Nuovo Quotidiano di Puglia” Lunedì 18 Febbraio dal titolo “Scandalo al porto? Ma tutti sapevano” (in allegato qua sotto) viene ripetutamente fatto riferimento ad un villaggio in costruzione proprio a fianco di Villanova, ma il giornalaio autore dell’articolo, guardacaso, evita di dire chi lo sta realizzando. Provvedo io. Trattasi del Consigliere regionale, noto politico Ostunese, Giovanni Epifani (si proprio quello che disse che lui il consigiere regionale lo farebbe pure gratis, ma poi ha votato contro Zero Privilegi Puglia che gli chiedeva solo di dimezzarselo).

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Categories:   Economia/Lavoro, Politica