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Piano eliminazione barriere architettoniche

Nonostante le normative atte ad eliminare le barriere architettoniche siano decisamente datate non mi risulta che ad Ostuni sia mai stato approntato un piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA).  Basta farsi un giro in città per notare quanto l’accessibilità alle strutture e servizi, ma anche la stessa mobilità sia un susseguirsi di ostacoli difficili se non impossibili da superare.

Le difficoltà e le relative barriere architettoniche non interessano esclusivamente coloro che vengono definiti disabili ma anche una moltitudine di soggetti ognuno con specifiche ciriticità: Anziani, donne in gravidanza, passeggini, obesi, cardiopatici, ecc. Nel corso della vita ognuno di noi si confronta con combiamenti fisiologici che modificano le nostre capacità motorie, sensoriali e intellettive. Questi possono essere di natura temporanea per particolari eventi (malattie, traumi) o permanenti.

Le principali esigenze di chi si sposta o usufruisce di strutture e servizi sono: sicurezza, comfort, usufruibilità e informazione. Il Comune ha il dovere di garantire tali caratteristiche a tutti i soi cittadini. Per questo motivo è di fondamentale importanza un piano comunale per l’eliminazione delle barriere architettoniche, un piano partecipato che parta da una precisa rivelazione della situazione attuale e che, con il coinvolgimento dei soggetti portatori di interessi (cittadini interessati, associazioni, ecc), individui le priorità di intervento, programmi, coordini e monitorizzi le opere da eseguire.

Di importanza fondamentale anche l’istituzione, all’interno del settore lavori pubblici, di un ufficio “eliminazione barriere architettoniche”, con personale specificatamente formato, col compito di: monitorare e collaborare alla realizzazione del PEBA, coordinare e controllare gli interventi negli edifici pubblici da tecnici interni ed esterni all’amministrazione comunale, verificare i progetti proposti da altri soggetti attuatori rilasciando pareri da allegare all’atto di approvazione, programmare campagne di sensibilizzazione e formazione sulla tematica, stimolare e favorire la partecipazione dei soggetti portatori di interesse attraverso il coordinamento di un apposita consulta.

Nessuno deve rimanere indietro.

Categories:   5 stelle, Politica

  • raffaele

    si Paolo, daccordo sul PEBA e sul da farsi…ma non parliamo più di altro “personale specificamente formato”, non ne abbiamo bisogno. I cosiddetti portatori d’interesse (in particolare coloro che la disabilità la vivono sulla loro pelle) sono veri esperti, forse gli unici che hanno diritto a pronunciarsi e disposti sicuramente a dare il loro contributo volontario a questa causa. Non c’è più bisogno di pagare persone per queste cose, non abbiamo più bisogno di delegare a qualcun altro la tutela dei nostri interessi. Dobbiamo farlo noi.