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Pretendere e non chiedere

Siamo stretti in una morsa. La classe politica e burocratica di questo paese ci ha attanagliato un una matassa di lacci e laccioli a tal punto che per poter fare un qualunque passo è ormai indispensabile chiedere favori a qualcuno.

Una matassa di lacci e lacciuli ormai divenuti un vero e proprio cappio che si nutre delle nostre necessità. Più chiediamo favori più questo cappio si stringe al punto tale che stiamo ormai soffocando anche se non siamo totalmente consapevoli.

Si tratti di una visita medica o un esame diagnostico, oppure di iscrivere il proprio figlio ad una determinata università o scuola o ancora il poter usufruire di un contributo economico per la propria associazione o per un qualche evento o iniziativa di interesse pubblico o qualsiasi altra cosa siamo costretti a chiedere il favore a qualcuno in grado di far muovere le carte a proprio piacimento. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di propri diritti, di cose dovute ma l’assenza di regole certe e  la totale assenza di trasparenza, dando in mano al tizio di turno il potere di muovere le carte come ritiene più opportuno, li ha trasformati in favori.

La classe politica è quella che da questo sistema di lacci e lacciuoli nutre il maggior vantaggio. E’ infatti a loro che la maggior parte delle persone si rivolge per ottenere il favore. Sono quelli in grado di poter far muovere il burocrate. Evitano la definizione di regole certe, fuggono la trasparenza proprio per mantenerci tra quei lacci e lacciuoli che loro riescono a controllare.

In questo sistema, vocaboli come libertà e democrazia servono solo a riempire le pagine dei vocabolari e tali rimarranno se non saremo tutti capaci di pretendere invece che chiedere.

Categories:   Politica