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Scuderia Monti

«Con l’indicazione dell’economia sociale di mercato come riferimento della sua azione, Monti conferma di non essere il difensore della finanza speculativa ma della sinergia tra capitale e lavoro, a garanzia degli interessi tanto degli imprenditori quanto degli operai».

Lo ha affermato (senza vergogna) il tassista della politica Gianfranco Fini, ieri fascista perché  nel ’68 al Manzoni di Bologna gli avevano impedito di vedere Berretti Verdi, dove «John Wayne parte per il Vietnam a combattere eroicamente i musi gialli comunisti», diceva, oggi invece servo dell’oro di giuda e gadget dell’onorata società mafiosa democristiana. Certo, Fini è un recipiente vuoto e trasparente che ciascuno riempie come vuole, e può quindi diventare un punto di raccolta indifferenziata, una buca delle lettere o un cassonetto, se preferite, di notevole capienza.

Si apre ufficialmente così la campagna elettorale della scuderia masso-centrista a sostegno del boiardo bocconiano Mario Monti, già leader di un aborto di governo sconosciuto e senza legittimità popolare (sostenuto dalle cosche PdL, Pd e dal cosiddetto Terzo polo che gli hanno ubbidito ciecamente) che ha portato sul baratro sociale l’Italia: debito pubblico (record) a 2.014,693 miliardi di euro, e disoccupazione al 11,1% con 2milioni 870mila disperati senza lavoro. Le tecnocrazie europeoidi ci osservano, noi le osserviamo come la mucca quando vede il treno passare e quello che ancora si intravede appena è il rischio di un mutamento di rotta del nostro gigantesco Titanic, un mare tempestoso e un futuro incerto.

Per evitare il panico però l’orchestrina continua a suonare le stesse canzoni, ma la tensione aumenta. È di questi giorni la notizia del nuovo record per il tasso di disoccupazione giovanile, che a novembre scorso è balzato al 37,1%, il top dal 1992. Il tasso di disoccupazione (15-24 anni) – secondo i dati Istat – è in aumento del +0,7% rispetto ad ottobre 2012 e di +5,0% nel confronto tendenziale rispetto a novembre 2011. Ma per il ministro della miseria sociale, Elsa Fornero (senza lacrimare) il peggioramento del tasso di disoccupazione non è un fallimento del governo Monti, anzi: «Stiamo pagando errori di lungo periodo». La cura per uccidere lo Stato Sociale sta funzionando.

«I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. È bello cambiare e accettare delle sfide» [Mario Monti – Matrix, 02 febbraio 2012]

«Mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati sulla possibilità di licenziare sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici» [Elsa Fornero – Torino, 24 maggio 2012]

Categories:   Politica

  • Oggi per SWG era all’1%. Altri sondaggi lo danno ancora più basso. Fortunatamente è finito. Che si godesse la lautissima pensione, credo di circa 9.900 euro nette, e le figlie piccole.