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Analfabetismo religioso

Quattordici associazioni americane, da People for the Ame­rican Way alla National Education Association, hanno pubbli­cato un documento indirizzato a genitori e insegnanti nel quale sostengono che nelle scuole pubbliche sarebbe oppor­tuno insegnare religioni comparate. Questa materia potrebbe dare un grosso contributo al fine di colmare l’analfabetismo religioso di questo paese e inoltre potrebbe dare un duro colpo al bigottismo, ai pregiudizi e alle superstizioni religio­se presenti in tutto il mondo. Ma a questa proposta qualcuno potrebbe obiettare: «Oh, ma noi non vogliamo che i nostri bambini studino le altre grandi religioni, perché a loro basta Gesù Cristo. La verità è nel cristianesimo, perché è stato Gesù a dire: “Io sono la Via, la Verità e la Luce.” I nostri bam­bini hanno bisogno solo di questo».

Quello che, a dimostrazione del proprio analfabetismo reli­gioso, non conosce chi afferma una cosa del genere è che pra­ticamente ogni leader o eroe religioso ha detto esattamente le stesse cose. Zoroastro ha usato proprio le medesime parole: «Io sono la Via, la Verità e la Luce». Anche Buddha ha detto lo stesso, così come Laozi nel taoismo. La maggior parte delle cose dette da Gesù le ritroviamo nel mitraismo, nello zoroastrismo, in Egitto, a Babele e in altre religioni misteri-che greche.

Un esempio perfetto di quello che stiamo dicendo è appun­to il mitraismo, religione diffusa in Persia e in India nel sesto secolo a.C. Mitra nacque da una vergine e alla sua nascita erano presenti solo alcuni pastori. Egli era conosciuto come la “Via”, la “Verità”, la “Luce”, la “Vita”, il “Verbo”, il “Figlio di Dio” e il “Buon Pastore”. Egli è stato dipinto con un agnello sulle spalle. Secoli prima che nascesse Gesù la domenica veniva già considerata un giorno sacro, ed era conosciuta come il “giorno del Signore”. Il venticinque dicembre veniva celebrata una grande festa con campane, candele, regali, inni, e i fedeli facevano la “comunione”. Dal venticinque dicembre fino all’equinozio di primavera (Pasqua) c’erano i “quaranta giorni” che più tardi sarebbero diventati la Quaresima cristiana. Alla sua morte Mitra fu sepolto in una tomba di pietra chiamata “Petra”. Dopo tre giorni egli fu rimosso con una grande e gioiosa celebrazione.

Petra, la pietra sacra, qualche secolo dopo sarebbe diventa­ta Pietro, il quale rappresenta le fondamenta mitiche della Chiesa cristiana (Matteo 16:18: «Tu sei Pietro e su questa pie­tra edificherò la mia Chiesa»). È palese che i miti cristiani sono piuttosto impregnati di mitraismo.

I seguaci di Mitra credevano che ci sarebbe stato un “gior­no del giudizio”: i non credenti sarebbero morti, mentre i cre­denti avrebbero vissuto in cielo o nel “paradiso” (una parola persiana) per sempre. Tutte queste credenze mitiche sarebbe­ro poi state assorbite secoli più tardi dal cristianesimo. Paolo si appropriò di tutti questi miti e li attribuì a Gesù, senza aver­lo mai nemmeno conosciuto, costruendo in questo modo tutta la mitologia cristiana. Egli prese Gesù dal giudaismo e fece suo il “giorno del sole” mitraico invece del sabato ebraico (sabbath). Tutti i giorni santi mitraici furono usati per creare questa nuova religione: il Natale, la Pasqua, la Quaresima e la festa di risurrezione di primavera. Fondamentalmente la “messa” cristiana era, ed è, il vecchio sacramento mitraico della “taurobolia”, sacramento che stava a simboleggiare il sacrificio divino e l’effetto salvifico del sangue.

Questo mi sembra un esempio abbastanza chiaro. La mia proposta è valida: lo studio comparato delle religioni , nei licei, potrebbe dare un enorme contributo alla cancellazione dell’analfabetismo religioso, e questo sarebbe un grosso passo in avanti per ridurre il bigottismo, i pregiudizi e tutte quelle superstizioni che indeboliscono lo spirito umano.

 

William Edelen

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