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Differenziata ad Ostuni e quegli strani numeri

Da un paio di mesi ad Ostuni è paritito il servizio di raccolta differenziata con associati non pochi disagi, ma a vedere i primi dati sembrerebbe un successo. Già, sembrerebbe, perchè a parte i dati sbandierati a reti unificate dall’amministrazione comunale ci sono delle stranezze nei numeri reperibili sul sito rifiutiebonifica.puglia.it che non riesco davvero a spiegarmi.

I numeri che più mi lasciano perplesso sono la quantità totale dei rifiuti inspiegabilmente diminuita di circa il 30%. Com’è possibile? Dove sono finiti quelle centinaia di migliaia di chili di rifiuti? Il compostaggio domestico imposto nell’area rurale, interessando un piccola parte della popolazione, non può certo spiegare questa importante diminuzione.

La cosa più probabile è che quei rifiuti siano stati conferiti altrove: nei cassonetti di altri comuni e, in piccola parte, abbandonati da qualche parte in una delle tante isolette “ecologiche” abusive nel territorio ostunese. Difficile dare una diversa spiegazione al fenomeno.

Lo scorso anno la produzione dei rifiuti ad Ostuni, tolti i tre mesi estivi in cui si quintuplica la popolazione, è stata di oltre 1 milione e 600 mila Kg al mese e la quantità di rifiuti è in costante aumento da diversi anni. Dai dati pubblicati in questi ultimi mesi, invece, la quantità di rifiuti prodotti scende “miracolosamente” a poco più di 1 milione di Kg. Adesso se un calo può, per svariati motivi compreso il compostaggio domestico, essere giutificabile non lo può essere invece con queste dimensioni. Bisogna quindi darsi spiegazioni diverse, tipo quelle già esplicitate sopra.

Detto questo sarebbe anche da verificare la quantità di rifiuti che effettivamente viene avviato a riciclo dopo la verifica dei vari consorzi e quella che, invece, poi si avvia a smaltimento in discarica o inceneritori. I rifiuti ritirati infatti vengono portati ai vari consorzi ed impianti dove vengono sottoposti a controllo e, ulteriore separazione, per eliminare impurità ed errori di conferimento. Quando le impurità e/o gli errori di conferimento sono tali da non consentire l’avvio a riciclo del materiale questo viene smaltito in discarica o altri impianti con spese a carico dell’amministrazione comunale.

In conclusione, se va tirato un sospiro di sollievo per l’avvio della raccolta differenziata nella città bianca seppur con decennale ritardo, per avere dati reali e concreti su cui poter fare analisi ed esprimere giudizi ci tocca aspettare ancora un bel pò di tempo.

Categories:   Ecologia/Ambiente, Politica