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Nuocciono gravemente al moVimento, falli smettere

Non c’è che dire, le regole sulle candidature dettate da Grillo per quanto comprensibili stanno creando una serie di problemi che spero solo si possano ridimensionare quanto più possibile.

L’aver concesso la possibilità di candidatura esclusivamente a chi avesse già avuto in precedenza un esperienza elettorale col moVimento ha di fatto escluso una serie di persone che in questi anni, lavorando con serietà, ha acquisito un elevato livello di competenze, credibilità e stima. L’esclusione di queste persone non sarebbe in sè un problema se non per il fatto di aver così facilitato chi, invece, in questi anni non ha fatto nulla  oppure ciò che ha fatto lo ha fatto con metodi e secondo principi più cari ai partiti che al moVimento 5 stelle. Persone con un livello di preparazione e competenza così basso da far figuracce pure in un confronto con uno studente delle superiori. Non parliamo poi della loro credibilità ormai irrimediabilmente compromessa e di eventuali stimatori di cui sono alla disperata ricerca tramite insistenti e ingannevoli telefonate dallo scarso esito se non il ricevere come risposta un secco vaffa…

Le regole di Grillo però facilitano questi personaggi nella selezione dei candidati per le politiche 2013, non solo per aver escluso competitor più preparati, credibili e stimati ma anche per non aver previsto un minimo di voti e di sostegno per poter infine essere inseriti nelle liste elettorali. Le regole, infatti, escludono dalla lista definitiva solo chi non riceve alcun voto, cosa direi improbabile a meno che il candidato eviti di votare per se stesso. Tutto ciò associato alla non abbondanza di candidabili in Puglia dato lo scarso numero di liste civiche alcune delle quali dissoltesi il giorno dopo le elezioni, consentirà a questi personaggi, con una manciata di voti, di essere in lista.

Non mi rimane che sperare che non vengano ripristinate le preferenze in una eventuale modifica della legge elettorale (ma vedi se mi tocca pure rinnegare le mie idee e il 1° V-Day) e che gli attivisti 5 stelle con un minimo di cervello evitino di votarli.

Alfonso Ciampolillo detto Lello: ha tentato in tutti i modi di boicottare e far fallire l’iniziativa Zero privilegi Puglia colpevole di volere dimezzare gli stipendi dei consiglieri regionali, abolire l’assegno di fine mandato e il vitalizio per far risparmiare ai cittadini tutti 10 milioni di euro all’anno. L’ha fatto diffondendo menzogne sui promotori dell’iniziativa, cercando di convincere gruppi aderenti a dissociarsi ed altri gruppi a non partecipare (in alcuni casi vi è pure riuscito). Tramite comunicati stampa ha definito l’iniziativa un BLUFF e ha fatto intendere che l’iniziativa fosse portata avanti con la contrarietà del moVimento 5 stelle e la complicità di ignoti e non ben precisati partiti e politici. Ciliegina sulla torta: pressioni su comuni cittadini affinché non firmassero la proposta di legge.

Alessandro Furnari: mentre faceva riunioni con gli attivisti di Taranto per formare una lista civica moVimento 5 stelle insieme, in tutta segretezza si certificava la lista per fatti suoi all’insaputa di tutti gli altri e con candidati esclusivamente da lui selezionati in modo da avere l’assoluta certezza di essere il candidato sindaco. I selezionati che hanno messo in discussione o mosso critche al suo ruolo e ai suoi metodi sono stati prontamente epurati. Padre-padrone che decide chi si e chi non a mò di Cesare col suo pollice dritto e pollice verso.

Gennaro Iannotta: apparentemente il più innoquo dei tre ma solo per le occasioni che ha avuto. Con l’iniziativa Zero Privilegi Puglia ha violato tutte le regole definite nonché qualche legge. Ha raccolto firme senza disporre dell’indispensabile e obbligatorio autenticatore coinvolgendo in ciò altri ignari attivisti colpevoli solo di essersi fidati di lui. Ha cercato di far autenticare quelle firme irregolarmente prese da un autenticatore non competente per territorio volendo far risultare, sulle carte, che quelle firme fossero state prese in località diversa da Brindisi. Tentativo sventato solo perchè chi, secondo lui, doveva fargli da complice (il sottoscritto) lo ha sputtanato ai quattro venti. Messo di fronte ai fatti, invece di assumersi le responsabilità delle sue azioni ha costantemente ignorato le richieste e le decisioni assunte dalle assemblee degli attivi a cui non si è mai presentato ed ha continuato per la sua strada preferendo la collaborazione con noti politici locali (Michele Errico ex sindaco di Brindisi ed ex presidente della provincia di Brindisi, pezzo da 90 del PD Brindisino; Nicola Massari ex-idv partito lasciato subito dopo l’elezione al consiglio regionale, operazione che lo ha visto incoronare Presidente del Consiglio Provinciale).

Ci vediamo sul portale, sarà un piacere.

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