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Il giornalista

Esame da giornalista. In 500 a Roma. L’esame del nonsenso.

Se un sig. Rossi qualsiasi, sprovvisto del placet e riconoscimento ufficiale della suprema cricca della carta stampata, scrivesse articoli estremamente interessanti, efficaci, con tematiche attuali particolarmente logiche e veritiere. Oltre che frutto di attente ricerche e conseguenti analisi. Un qualsiasi editore, ammesso (per pura ipotesi) che esista un editore interessato ad un vero giornalista, non potrebbe servirsene, se non occasionalmente e in qualità di apprendista. Ovvero: ragazzo di bottega!…..

Mentre dovrebbe preferire un cretino qualsiasi, ma con tanto di “bollo” e consacrazione al dio Moloch, dichiarato idoneo a scrivere. Indipendentemente se costui non sappia trattare altro se non la problematica della “Vispa Teresa”!

Come non farà nulla se il “consacrato” sia sgrammaticato, come nella maggior parte dei casi, e faccia a cazzotti con la sintassi.

L’importante è che infarcisca il tutto con belle paroline inglesi o pseudo tali. Soprattutto se non spiccica una sola parola della lingua di Sir William.

Insomma, un ottimo sistema per filtrare e vagliare onde potersi garantire uno stuolo di mercenari e aspiranti corrotti, di obbligatoria scarsa levatura mentale, disposti a chiudere entrambi gli occhi e a non rincorre mai, in qualsiasi caso, uno straccio di verità.

Come disse qualcuno (Mark Twain): “Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso… e pubblica il falso.”! E aggiungo io: “In nome e per conto di chi paga lui e il suo editore”!

Marinella Andrizzi Sinibaldi

P.S. il M5S propose un referendum per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti

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