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Cozze patelle

Se in questo paese, ragionevolezza, decoro e onesta intellettuale, fossero i criteri di giudizio necessari, indispensabili e ineludibili per concorrere alla carriera politica e conseguente investitura istituzionale, bene, per la casta sarebbe giunto il momento di fare le valige e sparire per sempre dalla nostra vita. Più salutare sarebbe impiccarli, evitando così ogni possibile rischio di un loro ritorno, sotto false spoglie.

Ma al contrario sono ancora qui, incollati alle poltrone come patelle allo scoglio – ai vertici della politica, della finanza e dell’imprenditoria, dove la carica istituzionale è ridotta a mera copertura per espletare al meglio e senza intralci di sorta, i loro sporchi e loschi affari.

Stipendi stratosferici e tutti quei privilegi e vantaggi, che alla faccia della miseria, la politica nostrana distribuisce ai suoi rappresentanti, sono il terreno di coltura che, per un intrinseco automatismo, seleziona i peggiori elementi della società trasfigurando il parlamento, da un cenacolo di etica e di diritto, in un mercato delle vacche dove si prostituisce la dignità a fronte di interesse particolare e impunità.

Mai come in questi ultimi due decenni, una tale “presa per il culo” aveva raggiunto questi livelli di guardia.

Qui necessita un moto d’orgoglio, uno scatto di nervi per ripristinare il giusto livello di equità sociale, o non ne usciremo in piedi.

Fino al momento in cui questi signori, non ci vedranno veramente incazzati, determinati e irremovibili, a tal punto da vedere a rischio la loro incolumità fisica, persisteranno nei loro comportamenti criminogeni, certi come sempre, che il branco plebeo (coniglio per definizione) si adeguerà chinando il capo, alle loro decisioni.

Gianni Tirelli

Categories:   Politica

  • PIPPO

    Bravi! Adesso cominciate però a prendervela con i mafiosi locali che avete come vicini di porta………….cosi’ tanto per cominciare !