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Lotto per il 18, ma non firmo

Chiedere un referendum per dare la parola ai cittadini è sempre positivo. L’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori è stato inutile (togliere o diminuire i diritti non crea lavoro come dimostrano la legge Biagi e i contratti di Marchionne, ne dà impulso all’economia) e incivile (un paese civile aumenta i diritti e le tutele non le diminuisce) e andrebbe reintrodotto quanto prima. Detto questo dico pure che non firmerò a sostegno del referendum per il ripristino dell’articolo 18 perchè non ho alcuna intenzione di prestarmi alle strumentalizzazioni delle solite ed incoerenti forze politiche che lo promuovono.

Anzi vedere quelle forze politiche per strada, come stamane ad Ostuni, a raccogliere firme a me, cittadino informato, fa abbastanza incazzare anche perchè con quelle stesse persone, non molto tempo fa, ho raccolto firme per altro referendum (acqua pubblica) sino ad ora completamente disatteso proprio grazie all’incoerenza delle forze politiche e partiti che queste persone sostengono e rappresentano.

Chi sta raccogliendo le firme? Io ho visto SEL, IdV, PrC-FdS. Bene allora se questi partiti  raccolgono le firme per un referendum, se questi militanti passano le loro ore libere a raccogliere le firme si dovrebbe pensare che ritengono questa battaglia fondamentale, un principio irrinunciabile. Però nello stesso momento queste stesse forze politiche sono alleate e vogliono allearsi con quelle forze politiche che invece l’articolo 18 lo hanno abolito. Ma come, ritieni il ripristino dell’articolo 18 una priorità, una cosa fondamentale tanto da impegnarti per un referendum e poi dai la spalla e ti allei con quelli che questo articolo lo hanno cancellato, cancellando anche anni e anni di lotte operaie. Ma cos’è? Candid-camera?

E’ successo la stessa identica cosa con l’acqua. Quegli stessi partiti, quegli stessi militanti hanno raccolto le firme, hanno sotenuto i referedum (guarda caso a ridosso di importanti campagne elettorali, come adesso) ma poi passata la festa gabbato lu santo. Ed eccoli li tutti insieme in Puglia, per fare un esempio su tanti, ad amministrare una regione fregandosene completamente dell’esito di quel referendum. Ma non era, quella sull’acqua, una battaglia di civiltà, così la definivano allora?E, allora, perchè governano con chi quella battaglia, vinta alle urne, la calpesta ogni giorno?

E che dire del nucleare. Stessi partiti, stessi militanti nel comitato referendario. Poi si scopre che chi ha riaperto la strada al nucleare in Italia, nonstante un referendum lo aveva già escluso, fu Bersani ministro di un governo dove c’erano anche Idv e Prc (che all’epoca comprendeva anche Vendola). Qualcuno protestò allora? Non risulta.

Ci sono battaglie e ci sono le campagne elettorali (=belle promesse), questa sull’articolo 18 è decisamente una campagna elettorale.

 

 

Categories:   Politica