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Così trattiamo il nostro futuro

Sono allibito dai pestaggi indiscriminati, totalmente ingiustificati (il pretesto dei lanci delle uova è una scusa che non sta in piedi) subìti dagli studenti che hanno manifestato in molte città italiane. Hanno ricevuto prontamente la risposta delle autorità. I ragazzi hanno capito, meglio dei propri genitori a quanto pare, che la loro vita è stata ipotecata dalle banche. E, giustamente non ci stanno. Li alleviamo in una nazione che non offre alcuna prospettiva di vita serena e dignitosa, si intende far gravare su di loro almeno 20 anni di manovre da 45 miliardi l’anno (questo è il Fiscal Compact) senza dare nemmeno la possibilità di lavorare per pagarle queste manovre, ma che volete da loro?

La vecchia “guardia”, i genitori devono solo vergognarsi per aver acconsentito e collaborato alla creazione di questo scenario.

Cosa volete fare? Li volete internare in un mega campo di concentramento e condannarli ai lavori forzati per pagare il debito? Volete espiantare loro gli organi per ridurre il deficit/pil? Ragazzi, a queste condizioni, che senso ha andarci a scuola? Per quale futuro?

Lo chiedo ai signori in divisa, al pari dei pennivendoli che hanno derubricato gli scontri come “reazione dovuta” ad un branco di scalmanati. Proprio quei  pennivendoli che tanto si entusiasmano quando i popoli altrui si ribellano, o quando protestavano contro la Gelmini. Cosa è cambiato? Il governo dei “presentabili banchieri” non si discute perciò siete infastiditi se questi “ragazzacci” osano non piegarsi? Quelli sono i vostri figli, solo il futuro dell’Italia, come avete potuto trattarli così?

Spesso mi dicono che molti membri delle forze dell’ordine  scelgono di farne parte perché attratti da una prospettiva di campare sicura. Se così fosse, allora a maggior ragione dovrebbero comprendere la rabbia dei propri figli. Ma hanno scelto di stare dalla parte delle banche.

Categories:   Politica