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Sempre più pollicità

A leggere comunicati e agenzie di stampa sembra che in Puglia la diminuzione dei costi della politica e del numero dei consiglieri regionali sia una battaglia assunta sin dal primo giorno di legislatura dall’attuale maggioranza che sostiene il Presidente Vendola, ma è proprio così?

In particolare sulla questione, oggi sbandierata da tutti i pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, della diminuzione del numero dei consiglieri regionali basterebbe ricordare il tentativo subito dopo il voto di portarlo, con una originale interpretazione delle norme, da 70 a 78 che, a dirla tutta, non sembrerebbe a prima vista un tentativo di diminuzione.

L’argomento poi svanisce nell’oblio per tornare solo nei comunicati stampa dopo qualche anno, in genere in concomitanza dell’accendersi del dibattito sugli abnormi costi della politica e gli ingiustificabili privilegi dei politici. All’inizio una difficile mediazione cercò, inutilmente, di portare il numero dei consiglieri da 70 a 60. Impossibile comunque andare oltre la semplice proposta.

Bisogna aspettare Maggio 2012 per l’ennesimo annuncio: “il cantiere delle autoriforme è aperto” ripetevano in ogni dove pennivendoli e mezzibusti vari senza che nessuno sottolineasse che di questi proclami se ne erano già sentititi a decine.

Poi silenzio sino a questi giorni dove si sono sommate due importanti situazioni. La polemica sui costi della politica, riavvivata dopo il caso Lazio, che ha portato l’indignazione dei cittadini ad un livello ormai irrecuperabile e la candidatura di Vendola alle primarie del centrosinistra. Ecco quindi che dagli annunci si deve passare a qualche fatto seppur piccolo. Così la proposta di diminuzione dei consiglieri regionali a 50 unità, 20 in meno degli attuali arriva subito in aula et voilà approvato. Un approvazione non definitiva però, caratteristica che sfugge dai titoloni dei giornali e tg. Lo statuto infatti per essere modificato deve essere approvato due volte. Nel frattempo il risultato di far passare la Puglia per una regione virtuosa è stato raggiunto. Poi quello che accadrà veramente e quali saranno i reali effetti di questa prima votazione si vedrà nel prossimo futuro e nel caso il tutto, come al solito, cadrà nell’oblio nessuno ne parlerà.

In fondo quanta vita avrà ancora questo consiglio regionale? Indifferentemente dall’esito delle primarie Vendola si dimetterà per candidarsi al Parlamento e la palla passerà al prossimo consiglio che come al solito affronterà questi problemi a fine legislatura. Ai buon temponi che già giustificheranno tutto ciò col solito aneddoto del “la politica ha i suoi tempi” faccio notare che in questa legislatura i tempi sono stati usati per altro: chiudere gli ospedali ad esempio.

Categories:   Politica