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Carrierismo politico

Mettiamo il caso dobbiate costruire o ristrutturare casa e, dopo giorni spesi a confrontare le offerte di varie aziende, ne scegliete una che quindi si impegna ad effettuare i lavori. Mettiamo il caso che nel bel mezzo dei lavori l’impresa che si era impegnata vi comunichi di aver ricevuto un più prestigioso lavoro e che quindi dovete trovarvi un’altra ditta che porti a termine quanto da voi atteso. Mettiamo il caso che siate così educati da non lasciar partire un vaffanculo, ma affidereste a questa ditta altri lavori? Io non credo, anzi credo che da quel momento in poi considerereste quella azienda del tutto inaffidabile e non la utilizzereste neanche se una loro offerta risultasse particolamente vanataggiosa.

Questo ragionamento del tutto logico decade completamente, non so perchè, quando si tratta di politica ed elezioni. Questo fa si che un sindaco dopo aver rotto i gabbasisi a tutti coi suoi comizi e continue apparazioni in tv, dopo aver promesso mari e monti ed essersi assunto nei vostri confronti una serie di impegni lasci il lavoro a metà dell’opera in quanto chiamato a più prestigiose poltrone.

Tutto ciò è visto come normale, giustificabile. Si, qualche vaffanculo parte, ma pochi ritengono che quel sindaco sia inaffidabile, almeno per questi motivi. Eppure si era preso degli impegni con i suoi concittadini e non li ha portati a termine non certo per eventi avversi, calamità internazionali o altre baggianate del genere, ma semplicemente per ambizione di carrierismo politico.

Stesso dicasi quando a fare tali scelte è un consigliere comunale/regionale o un presidente di regione come lo smemorato di Terlizzi alias Nichi Vendola.

Dovrebbe essere vietato dimettersi da un incarico elettivo prima della sua naturale scadenza per potersi candidare altrove. Se non si spezza questa spirale di carrierismo politico forse cambieremo le facce che ci prendono per il culo ma la sostanza rimarra la stessa.

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