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Il carbone della Brindisi Nord

A Brindisi le centrali elettriche di Cerano e Brindisi Nord, entrambe a carbone, stringono la città e i territori limitrofi in una morsa infernale, ma giusto per non farsi mancare nulla e rendere quella specie di girone dantesco ancora più macabro nello stesso territorio insistono altri mausoliei dello sviluppo e del progresso, dal petrolchimico, agli inceneritori e  discariche.

A seguire un comunicato di Salute pubblica sui carbonili scoperti, la centrale nord e le ricadute sulla salute.

LETTERA APERTA AI SINDACATI ELETTRICI

LA CENTRALE BRINDISI NORD PUO’ ANCORA FUNZIONARE A CARBONE?

La ripartenza dell’esercizio della centrale Brindisi Nord ha rinfocolato le preoccupazioni di molti cittadini, soprattutto quelli che vi abitano nel raggio di pochi chilometri e di conseguenza ha stimolato le reazioni dei rappresentanti politici.

Anche i lavoratori hanno espresso le loro preoccupazioni di fronte alle proteste, per il giustificato timore di perdere il posto di lavoro.

L’attuale localizzazione della Centrale è stata decisa in tempi in cui non erano forse noti, con la precisione attuale, gli effetti negativi sulla salute di lavoratori e cittadini residenti nelle vicinanze di impianti termoelettrici a carbone.

La polvere nelle case e sulle colture nei pressi delle centrali proviene dai carbonili che sono inspiegabilmente scoperti. La polvere di carbone, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, provoca malattie dell’apparato respiratorio come la pneumoconiosi (una fibrosi massiva e progressiva dei polmoni), alterazioni pleuriche, enfisema, bronchite cronica, rapida perdita della funzione polmonare, ma anche tumore al polmone e tumore allo stomaco. Le malattie respiratorie si generano per esposizione cumulativa, cioè è determinante la dose di polvere nel tempo: più tempo si aspetta e maggiore è il rischio a cui si espongono gli esposti. Una misura di reale prevenzione può essere solo l’immediata cessazione della dispersione di polvere di carbone. Si tratta di una evidenza già nota che non richiede, per essere confermata, la conta di ulteriori morti e malati.

Ma non ci sono solo le polveri di carbone. Il progetto della Comunità europea EXTERNE ha dimostrato che il costo di produzione di elettricità dal carbone raddoppierebbe qualora fossero conteggiati i costi esterni, come i danni sanitari.

Lo studio afferma: “nel 2000 l’inquinamento atmosferico ha causato la perdita di circa 3 milioni di anni di vita in tutta l’Europa. Questo corrisponde a più di 300.000 morti premature per anno. L’inquinamento da centrali elettriche nell’Europa ‘a 25’ causa un impatto sulla salute, incluse la morbilità, equivalenti a decine di miliardi di euro ogni anno… Questi inquinanti riducono l’aspettativa di vita e danneggiano la salute dell’uomo (malattie cardiache, asma, cancro)”.

Tutti devono essere consapevoli che l’attività di produzione di energia con il carbone ha dei costi che vengono pagati anche dalla collettività in termini di salute e di riduzione di altre attività produttive, si pensi all’agricoltura ed al turismo, di cui si deve tenere conto.

La qualità del carbone impiegato può avere differenti ripercussioni sulla salute degli stessi lavoratori, come dei cittadini esposti alle emissioni. I rischi per la salute all’interno delle centrali a carbone sono differenti a seconda delle postazioni e delle fasi produttive e manutentive. L’esposizione a cancerogeni e a polveri è frequente e questo dovrebbe vedere istituiti appositi registri con l’elenco dei lavoratori che vi vengono in contatto. Sono stati istituiti?

Discutere di Brindisi Nord senza discutere della salute di chi ci lavora e ci abita vicino è estremamente riduttivo.

Associazione Salute Pubblica

 

 

Categories:   Ecologia/Ambiente, Salute/Medicina