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The winner is: Vendola

Da un rapporto del 10 luglio scorso a cura della conferenza dei presidenti di regione, non certo di un fazioso blogger di periferia, Nichi Vendola risulta il secondo governatore più pagato d’Italia distaccato di soli  172 euro dal suo collega lombardo Formigoni. Il secondo posto in classifica è assegnato sempre alla Puglia anche per quanto riguarda lo stipendio degli assessori superati in questo caso dagli omologhi piemontesi di soli 204 euro. Medaglia d’oro invece per quanto riguarda l’assegno di fine mandato: 80.642,79. Tale importo si moltiplica per il numero delle legislature durante le quali è stata ricoperta la carica di consigliere. Se si resta in sella per tre mandati si portano a casa oltre 240mila euro.

Ma i dati vanno letti anche in base alla popolazione residente e al PIL procapite della popolazione rappresentata. Se la Lombardia conta quasi 10 milioni di abitanti ed un PIL procapite superiore ai 43 mila euro e il Piemonte 4 milioni e mezzo di abitanti ed un PIL procapite di 30 mila euro, la Puglia registra 4 milioni di abitanti con un PIL procapite di circa 16 mila uro, la metà circa dei piemontesi ed un terzo dei lombardi. Tutto ciò fa di Nichi Vendola e i suoi assessori i più pagati d’Italia.

Eppure non sono certo mancate le dichiarazioni dell’Intronato presidente del consiglio regionale riguardo ai drastici tagli adoperati nei confronti dei costi della politica regionale. Ma, come ben si sa, se quando si tagliano servizi ai cittadini è il macete a farla da padrone, quando ci si sposta sulla casta questo si trasforma magicamente in una piuma d’oca. Ed è così che Vendola, quello che divenne presidente di regione per aver cavalcato la protesta popolare sulla chiusura degli ospedali ad opera di Fitto per arrivare a chiuderne ancora di più, risulta essere tutt’oggi il presidente più pagato d’Italia. Referenza che nel nostro paese legittima la candidatura a leader nazionale.

Intanto Zero Privilegi Puglia, quella proposta di legge di iniziativa popolare che col dimezzamento degli stipendi, l’abolizione di assegno di fine mandato e vitalizio consentirebbe risparmi annui per 10 milioni di euro, e che farebbe scendere i rappresentanti pugliesi in fondo alla classifica sopracitata, attende con le sue 19 mila firme nei cassetti dell’apposita commissione. In base alla normativa vigente dovrebbe arrivare in  aula consiliare per essere messa ai voti entro la fine dell’anno, vedremo quale sarà l’esito e le dichiarazioni dei nostri “cari” rappresentanti.

Categories:   Politica