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Sui salotti televisivi

Ancora una volta Beppe Grillo esprime in maniera chiara e precisa la sua opinione in merito alla partecipazione da parte degli attivisti del moVimento 5 stelle ai così detti salotti televisivi e non potevano certo mancare i soliti tromboni ad affermare che questa contrarietà è data dalla volontà di sottrarsi al confronto politico, affermando così un principio tanto caro alla classe politica dominante secondo cui il confronto avviene appunto in tv e non negli appositi luoghi istituzionali (consigli comunali, assemblee regionali, parlamento).

Eppure se c’è un luogo dove tutto è presente ad eccezione del confronto e dell’informazione sono proprio i talk show, che forse sarebbe meglio chiamare urla show. Slogan, voci che si accavallano, ospiti invitati apposta per alzare i toni del “dibattito” e quindi l’audience. Il motivo di tutto questo è semplice ed è ben specificato nello stesso nome di questo tipo di trasmissioni: si tratta di show e lo show ha delle sue regole che nulla hanno a che fare con l’informazione e con il confronto politico ed ecco allora che gli slogan e lo scontro sono ingredienti fondamentali per far appasionare lo spettatore e rendere più appetibile lo spettacolo.

Senza andare a prendere ad esempio i vari Bruno Vespa disseminati nei vari canali televisivi possiamo pure riferirci a Michele Santoro che  si presenta come libera informazione e comunque non assoggettata al potere politico. In una puntata del suo programma Servizio Pubblico, Nichi Vendola affermò prima di aver ripubblicizzato l’acquedotto pugliese e poi che il suo partito (SEL) non usufruiva di finanziamenti pubblici. Due colossali menzogne che la rete, con tanto di documentazione, ha dimostrato tali nel giro di pochi minuti, eppure la trasmissione è proseguita a si è conclusa senza che nessuno abbia retificato a queste bugie ne abbia potuto controbattere.

Ecco cosa sono i talk show: luoghi dove un supposto leader può dire quello che vuole senza che i cosi detti operatori dell’informazione (così si fanno chiamare) intervenga di fronte a palesi menzogne. Tutto ciò non ha niente a che fare con il confronto politico ne tanto meno con il dovere di informazione. Questi salotti sono buoni per i venditori di tappeti come Berlusconi o gli incantatori di serpenti come Vendola, capaci solo di slogan, per le idee e le proposte non c’è alcuno spazio perchè non in grado di aumentare l’appeal del programma.

E’ per questi motivi che condivido in toto la posizione di Beppe. Il moVimento 5 stelle è un movimento di idee, di proposte ed è quindi inutile che gli attivisti partecipino a questi programmi dove lo slogan e la disnformazione la fanno da padroni. Non è questione, come ho già spiegato, di volersi sottrarre ad un confronto che nei fatti non esiste, ma semmai di non prestarsi ad un indecente spettacolo. Che i supposti operatori dell’informazione rendano edotti i propri ascoltatori del lavoro che fanno i politici nelle istituzioni, delle loro proposte, delle loro posizioni, dei loro voti, delle loro presenze ed assenze, questo sarebbe fare informazione.

Categories:   5 stelle, Informazione