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lug
04

I dettami della BCE e il cinico boia

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Quando la famosa lettera della BCE a firma congiunta Trichet e Draghi venna resa pubblica si alzò un polverone di indignazione che, almeno in apparenza, contestava questa ingerenza delle istituzioni europee nelle scelte politiche ed economiche di un “libero” stato membro. Per qualche settimana pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti  non lesinarono certo articoli e servizi per disquisire sull’opportunità di questa missiva. Dove è finita la democrazia, la volontà popolare, il popolo sovrano se poi un istituzione di nominati, un istituzione bancaria detta ad un governo l’agenda politica? Dopo l’iniziale polverone, ottimo a non far capire realmente quanto stava accadendo, la polemica si affievolì per riafforare qualche mese dopo quando vi fu l’ammissione da parte del ministro Tremonti che quella lettera in realtà era stata scritta a Roma e fatto in modo che giungesse poi da Bruxelles per poterla farla digerire al popolo Italiano con la solita menata del “è l’europa che ce lo chiede”.

Ma visto che la storia dell’europa che lo chiede non fa più breccia nell’animo dei cittadini italiani ormai ben consapevoli di come in altri paesi le cose in realtà viaggino in maniera decisamente diversa, era necessario trovare un sistema che mettesse al nostro paese il cappio al collo ed un cinico boia capace, senza alcun risentimento o rigurgito di umanità, di mettere in atto la letale sentenza. Ecco quindi la spirale della speculazione e del famigerato spread fatto diventare l’orco cattivo che tutto mangia ed ecco arrivare il cinico boia nelle vesti del nominato e mai eletto da nessuno Mario Monti.

Ed è sufficiente vedere quanto fatto sin qui da questo governo e da quanto si appresta a fare nei prossimi mesi per constatare quanto ogni atto corrisponda perfettamente a quanto disposto dalla citata lettera Trichet/Draghi e altri. Prima fra tutte la riforma delle pensioni, quella che vide lo sgorgare delle lacrime di coccodrillo della Fornero forse preoccupata di non aver ottemperato completamente ai dettami della BCE che chiedeva “È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012″. A seguire ecco arrivare la riforma costituzionale che impone il bilancio di pareggio come richiestoci “Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.” e di nuovo la Fornero con la sua riforma dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori “b) C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione.
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi. “ anche se va da se che di sistema di assicurazione dalla disoccupazione se ne sono scordati. Ma tutto ciò è solo una parte dello sporco lavoro che il boia Monti è venuto a fare e sono già in essere quelle nuove manovre per giungere quanto prima alla conclusione che necessariamente dovrà essere fatta prima di arrivare alle prossime elezioni politiche.

Il famoso crescitalia rinominato più correttamente svenditalia che da il via ad una privatizzazione di massa dei servizi pubblici compresi quelli che un referendum popolare che ha visto una partecipazione senza precedenti aveva escluso da tali processi:”È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.”. E ancora quella che co fanno passare per spending review che altro non è che un drastico taglio sui servizi, in particolare quello sanitario, e sul comparto dei dipendenti pubblici come ordinato: “il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.”.

E il parlamento? I partiti? L’espressione della volontà popolare? Retifica, semplicemente retifica come disposto: “Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011.” Pare si sia un pò in ritardo, ma non disperate perche il cinismo del boia e l’accondiscenza d partiti e sindacati, nonostante ogni tanto fanno finta di abbaiare, sapranno rimediare.