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lug
03

Disoccupazione giovanile ed età pensionabile

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Argomento principe di pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti è, negli ultimi periodi, la disoccupazione ed in particolare la disoccupazione arrivata ormai a livelli dilaganti; più di un giovane su tre risulta disoccupato. Il fenomeno è in crescita da ormai diversi anni, ovvero da quando si è cominciato con l’innalzare l’età pensionabile, ma questo rapporto tra fatti non è mai menzionato dai mazzi di disinformazione.

Più innalzano l’età pensionabile e più aumenta la disoccupazione giovanile, nonostante le riforme del lavoro succedutesi in questi anni che a dire dei promotori invece avrebbero calato nettamente la disoccupazione, allo stesso modo con cui dovrebbe far calare la disoccupazione l’ultima riforma di lacrime di coccodrillo Fornero che ha di fatto precarizzato tutti i lavoratori Italiani.

L’aspettativa di vita è in costante aumento, la vita media degli Italiani è decisamente aumentata sono stati gli argomenti a sostegno di queste assurde ed evidentemente controproducenti scelte in campo pensionistico. Ma la vita media di chi? Perchè sta media mi sa tanto della media di Trilussa secondo cui se uno mangia un pollo intero ed un altro sta a digiuno si può dire che si è mangiato mezzo pollo a testa. Siamo sicuri che la vita media di un operaio sia la stessa di un professore universitario, che quella di un contadino sia la stessa di un avvocato? Più il lavoro svolto è duro, fasticoso o logorante più l’aspettativa di vita, la cosi detta vita media cala a ciò aggiungete il fatto che ci sono professioni in cui è necessaria una mente lucida e volece nel prendere decisioni, cosa nettamente in contrasto con la fisiologia umana passata una certa età. Penso al campo sanitario in particolare quello dell’emergenza e della chirurgia e sarei un tantino preoccupato a trovarmi di fronte un medico 118  o un chirurgo ultrasessantenne che mi deve sottoporre ad ore di intervento chirurgico.

Prima di innalzare l’età pensionabile bene avrebbero fatto a definire le aspettative di vita per categoria sociale ed in base a questo stabilire a che età deve andare in pensione un operaio, un contadino, un muratore, un infermiere, un medico, un professore universitario, ecc. Ogni professione ha la sua specificità e l’età di pensionamento dovrebbere essere adattata a queste. Basta osservare l’età della nostra classe politica per rendersi conto immediatamente che chi non fa un cazzo dalla mattina alla sera campa di più.

Se poi si vuole parlare di riforme del lavoro in grado di diminuire veramente la disoccupazione si cominci a ragionare sulla diminuzione dell’orario di lavoro, piuttosto che favorire i licenziamenti. Si favoriscano i contratti part-time, si diminuiscano le ore di lavoro senza decurtazione dello stipendio  a quelli con maggior anzianità di servizio. Chi lavora da vent’anni potrebbe fare un orario settimanale inferiore a chi ha appena iniziato. Si potrebbe ipotizzare il part-time a parità di trattamento per chi ha alle spalle 30 anni di lavoro. Solo così possiamo cominciare a ragionare di occupazione non certo, come stanno facendo in queste ore, andando a cercare statali da mettere in mezzo alla strada.

  • Entità sempre vigile

    Signori miei..in qualche modo bisogna arrivare a fine mese….anche se non trovi lavoro..chi ha orecchie per intendere intenda…non restate a dormire come barboni per strada se avete forza a mani e piedi..organizzatevi diversamente…Non l’abbiamo creata noi questa situazione perchè dobbiamo morire anche di fame?

  • Maurizio

    Approvo, senza se e senza ma…