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Merce elettorale

La sanità pubblica è sempre merce che torna utile ai fini elettorali. La ha utilizzata Vendola guerreggiando con Fitto ai tempi del piano di riordino ospedaliero che prevedeva numerose chiusure e dismissioni riuscendo così a diventare, contro ogni pronostico, presidente della regione Puglia carica che gli ha consentito di affidare questo delicato ed importantissimo settore al piddino Tedesco personaggio con grossi interessi economici proprio nel settore sanitario. La sta utilizzando adesso  Tarzanella, sempre pronto a lanciarsi sulle liane della protesta coadiuvato di volta in volta dalla sua cita di turno, nella fatttispecia il consigliere PD Sozzi, anch’esso in pieno conflitto d’interesse essendo un medico ginecologo operante proprio in uno dei reparti oggetto di chiusura.

La sanità, il diritto a cure efficenti e di qualità è un qualcosa che proprio non rientra tra i parametri di questi signori dalla pochezza infinita. Lo smemorato di Terlizzi sedutosi sulla comoda poltrona di Presidente ha lasciato il sistema sanitario regionale in balia degli interessi privati su cui la magistratura a fatica sta cercando di fare un pò di luce e se al momento non si possono attribuirgli resposabilità penali di certo gli si devono attribuire tutte le responsabilità politiche del caso. Non da meno Tarzanella sta portando avanti una battaglia contro la chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia (la pediatria secondo questi luminari dovrebbe rimanere solo perchè funzionale a questi) non dicendo una sola parola su quello che è il vero scandalo di questo reparto, ovvero il fatto che il 90% dei parti avviene tramite taglio cesareo.

Giusto per capirci, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è da ritenersi fisiologica una percentuale di parti cesarei tra il 10% e il 15% ed ha più volte richiamato l’Italia la cui media nazionale si attesta intorno al 25%. A Ostuni, come dicevo siamo al 90%, quindi o la popolazione di riferimento ha un difetto uterino talmente diffuso su cui varrebbe la pena svolgere un approfondito studio, oppure il difetto insiste nelle scelte dei medici.

Quindi per cosa sta lottando il nostro sindaco? Per il diritto ad una sanità di qualità per la popolazione di riferimento? Difficile crederlo soprattutto vedendo che quale cita di turno si è scelto proprio uno dei responsabili di tali assurde percentuali.

Quindi i reparti di Ostericia, Giencologia e Pediatria dell’ospedale di Ostuni dovrebbero chiudere, mi potrebbe domadare il buon tempone di turno! Assolutamente No!!! Ma non basta non chiudere, bisogna fare in modo, pretendere direi, di avere un ospedale degno di tale nome. Avere un ospedaletto non in grado di soddisfare le reali esigenze di cure di qualità o non averlo affatto non fa molta differenza. Molti si soffermano ai meri numeri sostenendo che in base alla popolazione residente della provincia due ospedali sono più che sufficienti, ma omettono di prendere in considerazione la densità della popolazione ovvero la sua distrubuzione sul territorio. Non si possono prendere come parametri di riferimento quelli solitamente utilizzati in una metropoli dove un elevato numero di persone vive in un terriorio ristretto. Nella provincia di Brindisi i residenti sono sparsi su un territorio più ampio e ciò deve assolutamente essere preso in considerazione nel definire il fabbisogno di strutture sanitarie. Lasciare l’intera parte nord sprovvista di ospedali è una scelta non solo stupida ma che aumenterà la migrazione sanitaria e di conseguenza i costi a carico sia dei malati e relative famiglie sia del sistema sanitario regionale. Optare su Ostuni quale ospedale di riferimento è una scelta logica sia per la sua posizione sul territorio, centrale rispetto a numerosi paesi, sia per il fatto che si sono investiti diversi milioni di euro per il suo ampliamento. Va da se che oltre alla struttura diventa di fondamentale importanza dotarlo delle strumentazioni e del personale necessario ad una sua ottimale funzionalità.

Ma aimé la sanità è da sempre una merce elettorale e averla disastrata è utile per poter fare promesse e cavalcare proteste. E meno male che poi i populisti sono i 5 stelle!

Categories:   Salute/Medicina