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Il cerino spento

Gli Italiani sono un popolo profondamente antimafia quando si verificano ecclatanti fatti di sangue, attentati in particolare, e gli anniversari degli stessi, ma appena passa l’emotività del momento, appena spariscono le crude immagini dagli schermi televisivi ecco che la mafia scompare dai nostri pensieri, dalle nostre preoccupazioni e torna ad essere un comune arredo della nostra vita quotidiana senza che ciò ci crei alcun disturbo.

Invadiamo le strade e le piazze per imponenti cortei e manifestazioni e non si contano gli eventi commemorativi, ma poi passata la festa gabbato lu santo e la mafia, quella montagna di merda dal puzzo putrescente, ritorna invisibile ai nostri occhi, al nostro naso e, sopratutto alle nostre coscienze. Eppure la mafia ci avvolge quotidianamente, è talmente infiltrata nella nostra economia e nelle nostre istituzioni che è impossibile non incontrarla tutti i giorni. Il problema non è la mafia, ma il sangue che fa scorrere, solo allora ci attiviamo per cantare tutti in coro la nostra indignazione. Di contro quando il sangue non scorre, quando la mafia si limita a fare affari, ma anche quando si limita ada ammazzatine tra di loro, tutto è digeribile e tollerabile. La mafia fa girare un sacco di soldi e li fa girare anche nell’econima tradizionale, quella definita onesta, e questo per molti vuol dire lavoro, guadagno. Il sospetto, ma quasi sempre, la certezza che tutto questo sia il frutto di attività criminali non è considerato un grosso problema, e comunque un aspetto ineluttabile di questa società.

E’ così al nord, dove la mafia da sempre si preferisce vederla come un prodotto tipico del meridione ma è così anche al sud dove sempre più spesso si tende a minimizzare il problema. Cosa che sta facendo proprio in questi giorni, nonostante il drammatico attentato di sabato scorso, proprio il neo sindaco di Brindisi Conslaes il quale salta di tv in tv a specificare che da queste parti la Sacra Corona Unita è un fenomeno limitato. Un cerino l’ha definita, un cerino spento che dobbiamo evitare si accenda. A pochi giorni dal suo insediamento pare proprio iniziare col piede sbagliato. Capisco il voler difendere l’immagine della propria popolazione ed evitare che siano considerati tutti malavitosi, ma dire che da queste parti la mafia sia un fenomeno di poco conto è fuori da ogni logica e realtà. Forse sto azzardando ma la metafora del cerino mi è apparso un messaggio, come dire ignoriamo il fenomeno concentriamoci solo sul fuoco, sulle bombe, sul sangue. A chi è indirizzato questo messaggio?

Ma poi, in fondo, diciamola tutta non è che ci sia una grande differenza in tutto questo tra nord e sud. Se così non fosse da una qualche parte di sarebbero mossi cortei e organizzate manifestazioni che avrebbero visto massiccie partecipazioni quando il Presidente del Consiglio ha avuto il barbaro coraggio di definire eroe un pluriomicida, nonchè noto boss mafioso. Ma, a dimostrazione della “particolare” vocazione antimafia del nostro paese, in quel caso non si è visto sangue scorrere ne scenari di guerra, erano solo parole, il cosidetto cerino spento.

Categories:   Giustizia, Società/Cultura